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Full text of "... Sulla velocità di propagazione delle onde sismiche nel terremoto della Calabria del giorno 8 ..."

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Riaso, Giovarani Battista» 

1551.2245 Sulla velocità di propagazione del. 
314r onde sismicne nel terreiaoto della 

Calabria del giorno 8 settembre 19a5 
1906. 



BRANNER GEOLOGICAL LIBRARY 



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JOHN CASPER BRANNBl 



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ACCADEMIA REALE DELLE SCIENZE DI TORINO 

(Anno 1905-1906) 



SULLA VELOCITA 




PROPAGAZIONE DELLE ONDE SISMICHE 

NRL 

TERREMOTO DELLA CALABRIA 

del j^iorno Q Settembre 1Q06 



MKIVIORIA 

DI 

a. B. RIZZO 

CON 2 TAVOLE 




• ^ TOKINO 

OAHI^O OIjAUtìElSr 

lihrato usila R. Accadeinia dulie Scieizi 
1906 



_'mm ■ ' ' r *• ^ ^fM 



310 G. B. RIZZO 2 

Questa Commissione attende ora ai suoi lavori e, per quanto io so, ha preso 
a studiare la correlazione fra l'intensità del movimento sismico e le condizioni 
geologiche del suolo, e i fenomeni osservati in occasione della scossa, volgendo parti- 
colarmente Tattenzione aHe variazioni di livello, che possono essere sopravvenute 
nei luoghi colpiti dal terremoto, per la qual cosa ha deliberato che si ripetano le 
misure delle quot§ «deì'lyunti trigonometrici della Calabria e della Sicilia. 

Io che sond J^à^o ed ho compiuto i miei studi ai piedi delle Alpi, in una regione 
dove i fen^lQ^]^ sismici sensibili hanno una frequenza e una intensità di gran lunga 
mingre ^Q/nbn nelle altre regioni d'Italia, ero a questi studi homo novus; ma poiché 
la. mia sorte ha voluto che fossi chiamato a Messina a insegnarvi la fisica terrestre 
"e*V-dirigere un Osservatorio nel quale la parte sismica ha una importanza gran- 
dissima, ho creduto mio stretto dovere di dedicarmi allo studio delle varie questioni 
che riguardano i terremoti, e con tanto maggior impegno, quanto, per il passato, 
era stata minore l'attenzione da me posta a questo ramo della fisica terrestre. 

Terminato l'anno accademico, mi ero trattenuto a Messina fino al principio del 
mese di settembre, a cagione dell'eclisse di sole del 30 agosto, intomo al quale avevo 
preparato alcune osservazioni e per attendere ai lavori di installazione di un nuovo 
sismografo all' Osservatorio : me ne allontanai il giorno 6 settembre, per recarmi ad 
Innsbruck, dove si adunava una Conferenza promossa dal Comitato Meteorologico 
Internazionale. Colà appresi la funesta notizia del terremoto della Calabria, che era 
stato registrato da quasi tutti gli Osservatorii sismici disseminati sulla superficie del 
globo, ed ivi stesso formai il disegno di questo lavoro, incoraggiato dai benevoli con- 
sigli di molti autorevoli cultori della sismologia, i quali, da ogni paese, erano pure 
convenuti ad Innsbruck, e furono tanto gentili da oflFrirmi, per il mio studio, i dia- 
grammi ottenuti nei loro Osservatorii. 

Appena finiti i lavori della Conferenza, ritornai a Messina il più presto che mi 
fu possibile e di qui intrapresi un'escursione nei paesi colpiti dal terremoto, parte 
a piedi e parte a cavallo, raccogliendo notizie e facendo osservazioni sui fenomeni 
che avevano, o che sembravano avere relazione col movimento sismico. 

Per un doveroso riguardo verso gli illustri Scienziati che formano la Commis- 
sione governativa alla quale ho accennato (parecchi dei quali io venero come miei 
maestri) non tratterò qui di alcuno degli argomenti che formano oggetto degli studi 
della Commissione medesima; e, per non oltrepassare i limiti che sono imposti per 
le Memorie dai regolamenti accademici, nel presente lavoro mi occuperò di una 
questione sola, cioè della velocità di propagazione delle onde sismiche generate dal 
terremoto della Calabria; il quale argomento (che ora per la prima volta, oso dire, 
si può studiare con la necessaria estensione e disponendo di un ricco materiale di 
osservazione) ha una grande importanza per la conoscenza delle proprietà fisiche 
della crosta terrestre e può anche fornire degli elementi preziosi per risolvere la 
dibattuta questione della origine dei terremoti. 

Epicentro della scossa. — In un primo studio dei ten^emoti si è ammesso 
che i movimenti sismici si propaghino a guisa di onde sensibilmente sferiche intorno 
ad un centro di scuotimento, che si trova ad una profondità piìi o meno grande al 
disotto della superficie terrestre e al quale, come è noto, si diede il nome di ipocentro. 



3 SULLA VELOCITÀ DI PROPAGAZIONE DELLE ONDE SISMICHE, ECC. 311 

Quando le onde hanno raggiunto la superfìcie terrestre, sopra un'area che in generale 
ha il suo centro sulla verticale passante per l'ipocentro, allora si propagano tutto 
all'intorno di quell'area, in modo analogo a qudlo con cui si propagano le onde che 
increspano la superficie dell'acqua. Si può dire che le onde sismiche si propagano 
intorno al punto in cui la verticale passante per l'ipocentro incontra la superficie 
terrestre, e a questo punto si suol dare il nome di epicentro. 

Ora il Suess (1) ha dimostrato che i movimenti del suolo e specialmente i ter- 
remoti dell'Italia meridionale si producono lungo certe soluzioni di continuità o 
fratture^ che si sono aperte nella roccia più antica sulla quale si disposero i terreni 
sedimentari. Analizzando la successione e la distribuzione dei movimenti del suolo 
che furono prodotti nei memorabili terremoti della Calabria dell'anno 1783 e con- 
frontando questi risultati delle osservazioni sismiche coi rilievi geologici, il Suess 
ha dimostrato che una di queste linee di frattura percorre la Calabria e la Sicilia 
a guisa di un grande arco, quasi circolare, che, partendo da Cosenza, Rogliano, 
Girifalco, Terranova, S. Cristina, Oppido, Reggio, taglia la Sicilia da Ali a Brente, 
a Palizzi, avendo il suo centro nella regione delle isole Lipari. 

Oltre a questa frattura principale, che si può chiamare periferica, ve ne sono 
delle altre, presso a poco rettilinee, le quali irradiano come a ventaglio dal centro 
della prima, intersecando la Calabria e la Sicilia: una, fra le altre, presso Rende in 
direzione da SW a NE, un'altra dal Golfo di S. Eufemia a quello di Squillace, ecc. 

Nelle regioni, dove ciascuna di queste fratture radiali incontra la frattura 
periferica, la roccia primaria presenta la massima libertà di movimento e, quando 
avviene una scossa, quivi si hanno come delle regioni ventrali di immani lamine 
elastiche. Quivi sono più intensi i movimenti sismici e soltanto le diverse condi- 
zioni dei materiali sedimentari, la varia inclinazione della roccia primaria rispetto 
all'orizzonte e poi il modo con cui sono gettate le fondamenta e sono eseguite le 
costruzioni degli edifizi possono determinare la particolare distribuzione dei danni 
prodotti dal terremoto. 

Come ho detto, il Suess fu condotto ad ammettere l'esistenza di una frattura 
periferica che attraversa la Calabria da Cosenza a Reggio e poi si prolunga nella 
Sicilia, specialmente dallo studio della distribuzione dei movimenti del suolo durante 
i terremoti dell'anno 1783; infatti, in quell'anno, le regioni disposte lungo questa 
linea furono quelle che provarono i massimi rivolgimenti. Ora dall'esame della 
distribuzione dei movimenti del suolo nel terremoto dell'anno 1905, di cui ci occu- 
piamo, sembra manifesto che, oltre alla linea di frattura periferica di cui parla 
il Suess, ve ne debba essere un'altra, nella concavità della medesima, la quale par- 
tendo da Aiello, attraversa il Golfo di S. Eufemia e incontra i territori di Briatico, 
Monteleone, Cessaniti, ecc. Infatti, nell'ultimo terremoto, lungo questa linea si ebbero 
i movimenti più terribili, i maggiori danni, le repliche più frequenti e più intense. 

Per lo studio della propagazione del movimento sismico alla superficie terrestre 
possiamo ammettere che il centro di propagazione, a cui si può conservare il nome 



(1) E. SuE88, Dù Erdhehen der SOd-ltalien, ' Denk. d. Wiener Akad. ,d. Wias. „ XXXIV, 1, pag. 1, 
1875; e nell'opera : Dos Antlitz der Erde, Bd. I, Leipzig, 1885. 



312 G. B. BIZZO 4 

di epicentro, sia stato nell'incontro della seconda linea di frattura periferica con 
la frattura radiale passante per il Golfo di S. Eufemia e possiamo ammettere che 
sia determinato dalle coordinate seguenti: 

(Pq = 380 50' N 
Xo = 16*> 16' E. 

Ora della scossa. — Le diverse relazioni intomo all'ora in cui avvenne la 
prima scossa del terremoto, che fu la più forte, danno dei valori generalmente com- 
presi fra 2*^40™ e 2''50°*, la maggior parte danno 2*" 45°*. Una cosi grande disparità 
nelle ore segnate dipende quasi in tutto dallo stato degli orologi. Si otterrebbe forse 
un valore poco lontano dal vero, prendendo la media di tutti i valori segnalati; ma 
possiamo stabilire l'ora esatta della scossa seguendo un'altra via. 

I due Osservatorii sismici più vicini all'epicentro, nei quali si facciano rigorose 
determinazioni di tempo, sono quelli di Messina e di Catania, che si trovano rispettiva- 
mente alla distanza di 84 Km. e 174 Km. dall'epicentro. Ora, gli istanti in cui il 
mo.vimento pervenne a questi Osservatorii sono esattamente determinati e si ha per 

Messina : 

2^ 43°» 17% (t. m. E. a) 

e per Catania: 

2 43 30. 

La media velocità apparente, con cui l'onda sismica si è propagata dalla distanza 
di Messina a quella di Catania, e dunque di Km. 6,9 al minuto secondo. 

Ammettendo che la velocità di propagazione dall'epicentro a Messina sia la 
stessa, come da questa città fino alla distanza di Catania, si avrebbe quale istante 
della scossa: 2^ 43°* 5^. Ma questo è un valore troppo basso, perchè certamente la 
velocità di propagazione del movimento dall'epicentro a Messina fu più grande che 
non fra le distanze di Messina e Catania, perciò il medesimo va considerato come 
un limite inferiore dell'ora che cerchiamo. 

D'altra parte potrebbe darsi che, essendo sufficientemente profonda l'origine 
della scossa, od essendo questa molto estesa lungo la linea di frattura periferica, 
il movimento fosse arrivato a Messina con pochissimo ritardo, dopo che giunse all'epi- 
centro, e allora si avrebbe per l'ora della scossa un valore di poco inferiore a 2** 43™ 17* 
e questo va considerato come un limite superiore; perciò possiamo ammettere che 
l'ora probabile in cui avvenne la scossa sia 2^ 43™ 11* (1). 

Nel fare i confronti con le ore in cui avvennero le registrazioni negli Osser- 
vatorii sismici, siccome per molte di queste ore l'approssimazione è limitata al decimo 
di minuto primo ed è inoltre opportuno riferire tutte le ore al meridiano di Greenwich, 
terremo come istante della scossa del grande terremoto Calabro del giorno 8 set- 
tembre 1905 

jh 43in 2 (tempo medio civile di Greenwich). 



(1) 11 valore così trovato concorda bene con quello che si può dedurre, a lavoro compiuto, 
conoscendo la velocità media di propagazione del movimento sismico per i primi 100 Km. intomo 
airepicentro. Questa velocità risulta uguale a 20,8 Km. al min. sec, perciò si otterrebbe come 
istante della scossa 2^ 43« 13V E prendendo il valore medio, si ottiene: 2^ 43» 12' (t. m. E. C). 



5 SULLA VELOCITÀ DI PROPAGAZIOKE DELLE ONDE SISMICHE, ECC. 313 

Estensione del movimento. — Il terremoto che recò tanta desolazione nella 
Calabria, si propagò, con intensità sensibile all'uomo, da una parte fino alla costa 
orientale della Sicilia (Messina, Catania, Siracusa) e dall'altra a tutta la Basilicata, 
a Lecce, a Bari, a Foggia, ad Avellino, a Salerno, Napoli, Benevento : ma la scossa 
fu tale che il movimento, sotto forma di ondulazioni percettibili cogli strumenti 
sismiòi, si estese a quasi tutta la superficie terrestre. 

Tutti i direttori degli istituti dove si fanno osservazioni sismiche, anche quelli 
che non ho ancora l'onore di conoscere personalmente, mi hanno mandato le loro 
osservazioni, con una bontà e una cortesia di cui sono loro molto grato. Molti vi 
hanno aggiunto le copie, od anche gli originali delle registrazioni ottenute il giorno 
del terremoto ed ebbero eziandio delle benevoli parole di incoraggiamento per me 
e delle espressioni di simpatia per il nostro paese così dolorosamente colpito da quel 
flagello: io serberò sempre un caro ricordo della loro gentilezza e vivamente li 
ringrazio (1). 

Per lo studio della velocità di propagazione dei movimenti sismici ho potuto 
disporre delle osservazioni fatte nelle stazioni seguenti : accanto al nome di ciascuna 
stazione vi è il numero d'ordine, secondo le distanze crescenti, a partire dall'epicentro, 
col quale sono poi riassunte, in altrettanti quadri, le rispettive osservazioni. 



Italia, 

Caggiano (Salerno) [3] Pavia [23] 

Carloforte [11] Quarto-Castello (Firenze) . . . [13] 

Catania [2] Rocca di Papa (Roma) .... [6] 

Firenze [12] Salò (Brescia) [22] 

Ischia [5] Siena [9] 

Messina [1] Torino [24] 

Mineo (Catania) [4] Urbino [8] 

Padova [20] Venezia [18] 

Europa e regioni finitime del Mediterraneo. 

Achalkalaki (Asia) [50] Cracovia [32] 

Amburgo [41] Dorpat [49] 

Atene [10] Edimburgo [52] 

Batum (Asia) [46] Fiume [15] 

Belgrado [16] GSttingen [38] 

Bergen [56] Grenoble [29] 

Cairo (Egitto) [42] Heidelberg [33] 

Coimbra [47] Hohenheim [30] 



(1) Debbo anche ringraziare i signori direttori delle poche stazioni in cui non è stato registrato 
alcnn movimento, qnantuique gli apparecchi fossero in buon ordine: Bukarest (St. C. Hepites), 
Isola Mauritius (T. F, aaxton F. R. A. S.), Quito (Gonnessiat), Rio Janeiro (A. Silvado), Zi-ka-wei 
(P. L. Froc. S. J.); o nelle quali non si ottenne alcuna registrazione a cagione di qualche inconve- 
niente accidentale : Charcow (L. v. Struve), Nikol%jeff (L. Eortazzi), ecc. Delle osservazioni magnetiche, 
che mi vennero anche gentilmente mandate da molte stazioni, farò uno studio a parte. 

Rizzo. 2 



314 



0. B. BIZZO 



Jena 

Kew 

Eremsmiinster. . 
Monaco di Baviera 
Lipsia .... 
Liverpool . . . 



, . . . [36J 

... [44] 

.... [26] 

... [28] 

.... [37] 

. . . [48] 

Lubiana [19] 

O'-Gyalla [25] 

Mosca [55] 

Paysiey [53] 

Plauen i. V [34] 

Fola [14] 

Potsdam [39] 



Punta Delgada [57] 

S. Fernando [45] 

Saraievo [7] 

Shide [43] 

Strasburgo [31] 

Temesvàr [21] 

Tiflis (Asia) [54] 

Tortosa [35] 

Trieste [17] 

Uccie [40] 

Upsala [51] 

Vienna [27] 



Altre regioni. 



Apia (Is. Samoa) [78] 

Baltimora (St. U. A.) . . . . [64] 

Batavia (Is. Giava) [73] 

Bombay (India) [59] 

Calcutta ir,) [62] 

Capo di Buona Speranza (Africa) [67] 

Cheltenham (S. U. A.) . . . . [65] 

Christchurch (N. Zelanda) . . . [79] 

Honolulu (Is. Sandwich) . . . [77] 

Kodaikànal (India) [61] 

Irkutsk (Russia As.) .... [60] 



Manilla (Is. Filippine) . 






[72] 


Osaka (Giappone) . . 






[70] 


Perth (Australia Occ.) . 






• [76] 


Filar (Argentina) . . 






[75] 


Takubaya (Messico) . . 






[74] 


Taschkent (Russia As.) 






[58] 


Tokyo (Giappone) . . 






[71] 


Toronto (Canada) . . . 






[63] 


Trinidad (Picc. Antille) 






[68] 


Victoria (Canada) . , 






[69] 


Vieques (Porto Rico) . 






[66] 



Calcolo delle distanze. — Per calcolare la distanza di una stazione dall'epi- 
centro ho determinato prima l'ampiezza dell'arco di circolo massimo che passa per 
l'epicentro e per la stazione considerata. 

Se si indica con a questo arco, con qpo e X© le coordinate geografiche dell'epi- 
centro e con q) e X le coordinate medesime per l'altra stazione, si ha, come e noto : 

cosa = sinq)sinq)o + cosq) cosq)o cos(X — X^). 

Ottenuto a, se ne deduce facilmente la distanza lineare d misurata sulla circonferenza 
del circolo massimo, moltiplicando per a la lunghezza del grado medio del meridiano. 
E per ottenere la distanza d' misurata lungo la corda basta applicare una notissima 
proposizione di trigonometria. Si avrà pertanto : 

d= 111^^307 X a 



d' = 12733^» X sin -J 



SULLA VELOCITI DI PROPAGAZIONE DELLE ONDE SISMICHE, ECC. 



315 



n. 



Riassunto delle osservazioni. 



Negli specchi che seguono ho riassunto tutte le osservazioni che mi sono per- 
venute intorno alle registrazioni sismiche, alle quali hanno dato luogo i movimenti 
prodotti dal terremoto della Calabria. 

In generale queste osservazioni si sogliono raccogliere secondo schemi differenti, 
nei differenti paesi ; ma ho cercato di ridurle ad uno schema unico, adottando quello 
che, nelle notazioni, mi parve più vicino alla nostra lingua. 

Spiegazione del segni. — Il carattere della scossa Tho indicato, per quanto 
riguarda l'intensità, nella scala del Mercalli da I a X; gli indici 1, 2 e 3 si rife- 
riscono all'ampiezza della registrazione, indicando con 1 una registrazione debole, 
con 2 una mediocre e con 3 una registrazione grande. Ho poi indicato 



con 



la registrazione del terremoto vicino (vicinus) 

r, . lontano (remotus) 

r lontanissimo {ultimo remotus). 



Riguardo alla fase (1), 

P indica il principio della prima fase preliminare 

S „ „ „ seconda , „ 

L ^ . n fase principale 

M ^ „ r fase massima 

C ^ y, ^ fase successiva 

2^ „ il termine della registrazione 



{undae primae) 
{undae secundae) 
{ufidae longae) 
{undae maximae) 
{coda) 
{finis). 



(1) È noto che, se si analizza la registrazione di un terremoto in una stazione vicina all'epi- 
centro, si vede che le onde incominciano tutto ad un tratto, con un'ampiezza più o meno grande 
e con periodo rapido, poi vanno gradatamente diminuendo di ampiezza (salvo il caso in cui si 
succedano diverse scosse) fino a smorzarsi completamente. Quando ci troviamo ad una certa distanza 
dall'epicentro, allora si vede che la registrazione deUe grandi onde, che ora si son fatte più lente, 
è preceduta da altre più piccole e più rapide, le quali costituiscono la fase preliminare della registra- 
zione sismica. 

A distanze più grandi la fase preliminare si scinde in due parti : la prima (che diciamo prima 
fase preliminare) è costituita da vibrazioni rapidissime e di piccola ampiezza; poi viene la seconda 
{seconda fase preliminare)^ la quale consta di vibrazioni più ampie e più lente. 

La /ase principale è la parte più cospicua della registrazione e comprende uno o più massimi 
generalmente ben definiti, con periodo che diventa sempre più lungo col crescere della distanza 
dall'epicentro. Quando termina la fase principale, si ha ancora una nuova serie di oscillazioni poco 
ampie, le quali si distìnguono per una maggiore lentezza del periodo. 

Nei sismogrammi dovuti a movimenti di origine molto lontana, specialmente con certi sismo- 
grafi che sono più sensibili alle onde più lunghe, la prima fase preliminare riesce talora così debole, 
che non h più visibile. 



316 



G. B. BIZZO 



8 



Le lettere N od E poste come ìndici significano che la fase corrispondente è 
stimata sulla direzione N-S o nella direzione E-W ; l'indice Y denota la componente 
verticale. Quando vi sono diversi massimi sono indicati con altri indici Jfi, Jfg, ecc. 

n simbolo i {impetuà) significa che la registrazione è netta, precisa; e (emersio) 
significa che la registrazione si produce o cambia di carattere quasi insensibilmente. 

T è il periodo dell'onda sismica; A l'ampiezza della oscillazione. 

Ti è il tempo trascorso fra l'istante della scossa e la fase P, 

T2 » „ „ ^ „ „ o, 

T „ , „ . . . L. 

Nei diversi quadri, oltre ai dati che riguardano la stazione d'osservazione e la 
sua distanza dall'epicentro, vi è qualche indicazione intomo al sismografo adoperato 
e alle costanti del medesimo; Tq indica il periodo d'oscillazione ed Iq l'ingrandi- 
mento strumentale. 



1. — Messina. 

^ Istituto di Fisica terrestre della R. Università (G. B. Rizzo). 
(p = 38ol2'N; X=15<>33'E. 
a = 00 45' rf = 84Km. d' = 84 Km. 
Sismografo '^ Agamennone 9 a due componenti; To = 3'*.9. 



Carattere 



Fase 



Ora 



Osservazioni 



vn 



Ib 43m 17. 



Per la violenza delPurto le pennine 
furono lanciate via. 



Ti=T2 = T = 0%l. 



2. — Catania. 

R. Osservatorio Astronomico ed Etneo (prof. A. Ricco). 
9 = 37030' N; X = 15o5'E. 
a = 1« 34' d= 174 Km. rf' = 174 Km. 
Grande sismometrografo " Agamennone « e microsismografo " Vicentini «. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


V 


i 


V" 43°» 30' 
1 43 33 






Sul sismometrografo. 

Sul microsismografo * Vicentini , 



Ti = Tj = T = 0°»,3. 



SULLA VELOCITÀ DI PBOPAGAZIONE DELLE ONDE SISMICHE, ECC. 



317 



3. — Cagglano, Salerno. 
Osservatorio Meteorologico-Geodinamico (P. Allard). 

<p = 40o34'N; X = 15o30'E. 
a = lo 48' d = 200 Km. d' = 200 Km. 
Sismografo " Agamennone ,,. 



Carattere 


Fase 


! 1 

Ora ir A 

1 


Osservazioni 


IV 


i 


1" 44» 9' 




Gli stili scriventi furono lanciati via. 



Ti = Tj = T = l'^fi. 

4. — Mineo, Catania. 

Osservatorio Meteorologico-Geodinamico (Cav. Uff. G. Guzzanti). 

9 = 37^15' N; X = 14o44'E. 

a = P 56' d = 215 Km. d' = 215 Km. 

Sismometrografo " Brassart ». 



i^r 



Carattere 


Fase 


Ora 






Osservazioni 


VI 


i 


P39°» 






L*ora h incerta per un guasto all'o- 
rologio ed è evidentemente errata 
in meno. 



L'Etna si mantenne calmo. 

A cagione dell'errore del tempo non si sono calcolati i valori di t. 



5. — Ischia, Napoli. 

R. Osservatorio Geodinamico (prof. G. Gbablovbtz). 

cp = 40O 44' N; X = IS^ 54' E. 

a = 2^ 27' d = 273 Km. d' = 272 Km. 

Pendoli orizzontali di Grablovitz; Vasca sismica, ecc. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


I3 


i 

M 
F 


1U3"»47» 

1 45 

2 30 




2mm^2 


Gli stili uscirono dal campo della re- 
gistrazione; l'ampiezza massima 
ò dedotta dalla vasca sismica. 



Ti = Tg = T = 0^6. 



318 



o. B. aizzo 



10 



K^B 



6. — Rocca di Papa, Roma. 
R. Osservatorio Geodinamico (prof. G. àoahenmone). 

(p = 41''46'N; X = 12<>43'E. 
o = S" 54' d = 434 Km. d' = 433 Km. 
Grande sismometrografo * Agamennone , a doppia velocità. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


I» 


P 
L 


■44 17 






Si assume come istante di i quello 
in cui si iniziò la grande velocità. 



Ti = Tj = 0«.8 T = l"^.l 

7. — Sarajevo, Bosnia. 
Osservatorio Geodinamico (F. Ballif). 

cp = 43«52'N; X= 18^27' E. 
a = 50 20' d = 594 Km. d' = 592 Km. 
Microsismografo * Vicentini » a due componenti. 



! 

Carattere 1 Fase 

1 


Ora 


T 


1 

A 1 Osservazioni 

1 


h,v 


P 

S 
L 
M 
F 


l''46"'32» 

46 42 

47 33 
49 28 

2 22 


1.0 


Deve esservi qualche errore nello 

stato del cronometro o nelle let- 

i ture. L'istante della fine della 

registrazione non è ben determi- 

70°^- nato. 



Ti = 3"'.3 Tg = 3'".5 T = 4°».3. 



8. — Urbino. 

Osservatorio Meteorologico-Geodinamico (prof. T. Alippi). 

<p = 43<>43' N; X = 12o38'E. 
a = 5^32' rf=616Km. d' = 614 Km. 
Sismometrografo ** Agamennone „ a doppia velocità, To = 2^,b; /o = 12. 



Carattere 


Fase 


Ora 


1 

T A , Osservazioni 

1 


h,v 


P 


Ih 44m 7s 


Una variaz. di velocità non permette 
1 di determinare gli altri elementi. 



Ti = 0°».9. 



Il 



SULLA VELOCITA DI PBOPAOAZIONE DELLE ONDE SISMICHE, ECC. 



319 



9. — Slena. 

Osservatorio Meteorologico-Geodinamico della B. Univeraità (prof. S. Lussaka). 

<p = 43»20'N; X = 11<>20'E. 
o = 5» 45' d = 640 Km. d' — 638 Km. 
Microsismografo * Vicentini , a due componenti. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


Is,r 


P 

M 

F 


1" 44» 5' 
47 3 
2 




45min 


Le ore sono alquanto incerte a ca- 
gione di un errore di parallasse. 



T, = 1-^.0. 

10. — Atene, Grecia. 
* Osservatorio Astronomico (prof. D. Eginitis). 

(p = 37^58'N; X = 23^44' E. 
a = 6° 3' d = 673 Km. d' = 671 Km. 
Sismometrografo " Agamennone » a doppia velocità; ^o = 2^7. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


l3,t^ 


P 
L 
M 


Ib 44ìn 4s 

45 5 

46 7 


2.4 


3Qmm 


Vi è qualche incertezza nelle ore, 
a cagione di un errore di paral- 
lasse non ben determinato. 



Ti = 1°^.2 T = 2".3. 



11. — Carloforte, Cagliari. 
^ Osservatorio Internazionale delle Latitudini (dott. L. Volta). 

q) = 39o8'N; X = 8^ 17' E. 
a = 60 5' d = 677 Km. d' = 675 Km. 
Microsismografo " Vicentini , a due componenti; ro=l%l, Jo = 50. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


Is.f 


P 
L 
M 

F 


1" 44» 4" 

45 6 

46 85 
2 11 


1.2 


47inm 

1 


Incertezza delFora iO'-.lS. 



Ti = 1"^.2 T = 2".4. 



320 



O. B. BIZZO 



12 



12. — Firenze. 

R. Osservatorio del Museo (prof. C. Pittei). 

<p = 43o46'N; X = 11» 15' E. 
a = 6» 8' d = 682 Km. d' = 680 Km. 
Sismometrografo " Agamennone , a doppia velocità ; To == 3*-5 ; i© = 10- 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


OsservazioDi 


hi^ 


P 
L 
M 

C 
F 


1" 44"» 34» 

46 12 

47 36 
3 00 1 

20 


7.9 


113"™ 


Sì assume come principio della 
fase L l'istante in cui incomincia 
la grande velocità. 



Ti = l"'.* T = 3".0. 



13. — Quarto-Castello, Firenze. 
•^Osservatorio Geodinamico (R. Stiattesi). 

(p = 43M9'N; X=llo41'E. 
a = 60 11' . d = 688 Km. d' = 686 Km. 
Pendoli orizzontali " Stiattesi „, modello massimo; (ro)N = 21*.4, (ro)E=17'.4; /o=50. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


h,v 


In, 
Ms 
C 
F 


46 33 
48 5 
2 1 49 
15 


14.6 


33mm 

460 


L'A. dà come ora di Ps ì^ 43™ 29% 
con lo stesso anticipo per le altre; 
ma evidentemente vi è stato Ter- 
rore di 1" nello scrivere i tempi 
sulla striscia del sismografo. 



Ti = 1°».3 



3°».4. 



14. — Fola, Austria-Ungheria. 
I. R. Ufficio Idrografico, Sez. Geof. (W. Kesslitz). 

(p = 44o52'N; X = 13^50' E. 

a = 60 16' d = 698 Km. d' = 696 Km. 

Microsismografo * Vicentini , a tre componenti; To=l^,2; (Ìo)n=(^)e=101, (7o)v=145. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


Is.f 


Ph 

L 

M„ 

F 


1" 44» 52» 
45 53 
48 00 
47 37 

2 10 


66»» 
56 




A cagione della, rapidità del movi- 
mento non si pub determinare il 
periodo nelle prime fasi. 



Ti = l°.7 T = 2".7. 



13 



SULLA VELOCITÀ DI PBOPAOAZIOME DELLE ONDE SISUICHE, ECC. 



321 



15. — Fiume, Austria-Ungheria. 
I. R. Accademia di Marina. 

q) = 45o20' N; X = 14<>26' E. 
o = 6» 32' d = 727 Km. d' = 725 Km. 



Microsismografo 


* "Vicentini , a 


due componenti. 


Carattere 


Fase 


Ora 


T A 


Osservazioni 


Is,» 


P 

s 

L 


2" 45» 00" 
46 10 
46 40 




■ 






M, 


47 40 




53""",0 






M, 


48 50 


28,0 






C 


55 16 








F 


3 4 









Ti = 1™.8 Tj = 3°».0 T = 3™.5. 



16. — Belgrado, Serbia. 
R. Osservatorio Astron. Meteor. (prof. M. Nedelkoyitch). 

9 = 44048' N; X = 20o29'E. 
a = 60 48' d= 757 Km. d' = 755 Km. 

Microsismografo " Vìcentini-Konkoly ,; 7o = 33. 



Carattere 


Fase 

• 


Ora 


T 


A 


Osservaiioni 


I»,f 


Pe 


1" 45" 25» 






I divergi elementi della registra- 




Pn 

Se 


45 27 






zione mi furono gentilmente co- 




45 30 






municati dal prof. Nedelkovitcb; 








soltanto l'ora della fase C fa de- 




Li, 


46 03 






dotta dal sismogramma. 




Le 


46 08 










Mt. 


48 15 




64'»°'.0 


» 




3fN 


48 20 




65.0 






c 


53 00 










F 


2 12 









Ti = 2°».2 T, = 2°».3 T = 2».9. 



Risso. 



322 



O. B. BIZZO 



14 



17. — Trieste. 
I. R. Osservatorio di Marina (prof. E. Mazelle). 

<P = 45<>39'N; X = 13°45'E. 
a = 7° 2' rf=783Kin. d' = 781 Km. 
Microsismografo ' Vicentini , a tre componenti; Iq ^ 100. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osaervazioni 


l3,f 


Ps 


1" 44'° 55» 9 






Sulla registrazione riesce difficile 


Pe 
Pv 


44 59 7 
44 54 7 






stabilire l'istante delle fasi S i L: 
e non si pu6 nemmeno distin- 








guere il periodo delle varie fasi 




3fN 


47 24 3 




71.0 


a cagione della scarsa velocità 




Mz 


47 33 




61.5 


della carta su cui si è disegnato il 




My 


46 46 3 




12.0 


sismogramma (circa O'^.S al min.l 




Fs 


2 18 34 










Fz 


26 9 










Fs 


18 28 









Ti = 1«^.7. 



18. — Venezia. 

Osservatorio Meteorologico del Sem. Patr. (E. H. 0' Carroll). 

<p = 45<^26'N; X=: 12^20' E. 
a = 7^0' d = 798 Km. d' = 796 Km. 
Microsismografo ** Vicentini „ a tre componènti; Tq = 1^.2, Iq = 100 ca. 



Carattere 



Faee 



Ora 



Osservazioni 



L 

(itfv). 

Fs 



1" 44" 16» 

46 3 

48 3 

48 4 

49 

51 2 

50 

52 
2 11 3 

48 



2.4 


iie-.o 


2.0 


? 


1.2 


19.0 


7.5 


112.0 


7.5 


? 


7.5 


12.0 


6.0 


1.0 



Sembra che in questa stazione fosse 
già distinta la fase S; ma sul dia- 
gramma non se ne può bene stabi- 
lire ristante. 



Ti = l°>.l T = 3'".l. 



15 



ST7LLA VELOCITÀ DI FBOPAOAZIONE DELLE ONDE SISUCHE, ECC. 



823 



19. — Lubiana, Àustrìa-Ungheria. 
*^OB8ervatorio Sismico (prof. A. Belar). 

<p = 46'>3'N; X = 14«30'E. 
a = 70 10' d = 798 Km. d' = 796 Km. 
Mìcrosismografo ' Vicentini ,, a tre componenti; Ìq^ 100. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


h,f 


Ls 
Le 


l" 44" 19» 
46 44 
46 34 
48 46 










ittE 


48 50 




53"° 






c 


52 1 










F 


3 5 









20. — Padova. 

Istituto Geofisico della R. Università (prof. 6. Vicentini). 
9 = 45024' N; X=: Ilo 52' E. 
a = 70 17' d = 811 Km. d' = 809 Km. 
Microsismografo a pendolo smorzato con tre componenti, To=^V.2j /o = 100. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


i„f 


P 
L 
M 
F 


P 44°^ 55» 
47 38 
49 30 

2 55 


6' 


72«nm 


L'ora di P è quella segnata dal mi- 
crosismografo normale su pilastro: 
il microsismografo smorzato segnò 
il sopraggiungere diPa 1^44"57". 



Ti = 1».7 T = 4">.3. 



21. — Temesvàr, Ungheria. 

Osservatorio Meteorologico-Geodinamico (prof. Ed. v. Berécz). 

(p = 45o46'N; X = 2lol5'E. 

a = 70 54' d = 879 Km. d' = 877 Km. 

Microsismografo ** Vicentini-Konkoly » a due componenti. 



Carattere 


Fase 


Ora 


r 


A 


Osserraiiom 


I».f 


P 
F 


l''45"' 
2 1 









Ti = 1°».8. 



324 



O. B. RIZZO 



16 



22. — Salò, Brescia. 
Osservatorio Geodinamico (P. Bettoni). 

<p = 45»36' N; X = 10<>30' E. 
a = 7» 56' d = 883 Km. d' = 881 Km. 
Sismomekografo " Agamennone , a doppia velocità; ro = 3'.9; Io = 10. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


i,.f 


P 

S 

L 

M 

F 


IMS'-O» 
47 4 
47 9 
50 

2 10 


3.7 


79mm 


Essendovi un errore nello stato del 
cronometro, l'ora di P è ottenuta 
per interpolazione fra i risultati 
di Padova e quelli di Pavia. 



Ti Z= l'^.S Tg ZZI 4°».2 



:4"^.7. 



23. — Pavia. 

Osservatorio Geodinamico (Dott. P. Gamba). 

(p=i=45o20' N; X=:9*>9' E. 

a = 80 16' d = 920 Km. rf' = 918 Km. 

Sismometrografo • Agamennone „ a registrazione continua; !ro = 3*.0; io = 20. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


' 


Osservazioni 




h.v 


P 

8 


1" 45™ 1» 

47 4 

48 2 
48 1 












-Msw 


49 9 




45mm 








3fsE 


51 




35 








F 


2 15 











Ti = 1"^.9 Tg = 4'".2 T = 4°^.9. 

24. — Torino. 

Osservatorio Astronomico della R. Università (prof. G. B. Boccardi). 

9 = 4504' N; X = 7o42' E. 
a = 80 49' d = 981 Km. rf' = 979 Km. 
Sismometrografo " Agamennone » a doppia velocità; TQ = h^,0; Iq = 12. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T A 


Osservazioni 


l3,t? 


P 


V" 45'" 12» 






L'intensità del movimento non fu 


s 


46 31 






sufficiente per mettere in azione 




L 


48 30 






il congegno che imprime la grande 
velocità. 




M^ 


50 5 




50mm 






M^ 


50 7 




54 






C 


2 2 










F 


12 









Ti = 2™.0 T2 = 3".3 T = 5™.3. 



17 



SULLA VELOCITA DI PBOPAOAZIONB DELLE ONDE SISMICHE, ECC. 



325 



25. — O'-Gyalla Ungheria. 
*^. Osservatorio Meteor.-6eod. (N. Theoe v. Konkoly jr. Dir.; A. Réthlt, 

9 = 47» 53' N; X = 18''ll' E. 
a = 9» 10' d= 1020 Km. d' = 1018 Km. 
Pendoli orizzontali pesanti di Strasburgo. 



Carattere 


Fase Ora 


T 


A 


Osservazioni 


l3.r 


P 

Mr. 
Ce 


l" 45"" 00» 

47 2 

48 

49 4 
53 
58 


8« 


130mm 


Dopo aver segnata la fase P cadde 
la pennina del pendolo N, 

Sopra una coppia di pendoli * Kon- 
koly Vicentini , si ha: 
P= 1M6°29-; M= 1H9-07'. 



Ti = lm.8 Tg = 4^.0 T = 4™.8. 



26. — Kremsmflnster, Austria. 

Osservatorio dei Benedettini (prof. Thiemo Schwarz). 

(p = 48o3' N; Xzz:U<>8o' E. 

a = 10^ 37' d = 1037 Km. d' = 1034 Km. 

Pendoli orizzontali fotografici di Ehlert. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


h,r 


F 


1" 45» 43» 




• 




L 


48 13 










M 


51 2 










F 


2 55 









Ti = 2"'.5 



■■ 5'».0. 



27. — Vienna, Austria. 
'i. R. Ufficio Centrale di Met. e Geod. (prof. J. M. Pebmteb Dir., V. Conrad Ass.). 

9 = 48» 15' N; X=:16»21'.5 E. 
a=:9»25' d=: 1048 Km. d' = 1045 Km. 
Microsismografo * Vicentini «. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


la,»- 


t 

ìl 

A/i 
F 


1" 45» 18» 
48 23 
48 48 
50 5 

2 44 




9.0 
8.0 


Nel pendolo di Wiechert furono lan- 
ciate via le pennino. 

L'ora di F è dedotta dal pendolo di 
Ehlert. 



Ti = 2"».l 



T = 5°».2. 



326 



O. B. BIZZO 



18 



28. — Monaco, Baviera; Osserv. di Sism. e Magnet. terr. (Dr. F. D. Messebschmitt). 

<p=:r48«>9' N; X=:ll<>37' E. 
= 9052' d=: 1098 Km. rf' = 1095Km. 
Pendolo astatico del Wiechert. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


-IM 


Ossenrazioni 


I»,r 


Pb 


1" 45» 43» 
45 57 
48 34 






t 




Le 


48 50 


3»-5^ 








{Ms)t 


50 2 


8 


>1000 






Me 


50 




>1000 






(Msh 


53 2 




990 






C 


55 










F 


? 









Ti = 2».5 T = 5».4. 

29. — Grenoble Francia (Laborat. di Geol. e Minerai. deirUniv., prof. Eiuan). 

<p = 450 11' N; X = 5» 44' E. 



= 9058' rf = 1109 Km. 
Sismografo modello * Kilian-Paulin ,. 



d' = 1106 Km. 



Carattere 


Fase 


\ i 

Ora T A 1 Osservazioni 


l5,r 


L 


l''48»14» 


1 


Il sismografo non registra se non le 
scosse forti (C. Jacob). 



T = 5».0. 



30. — Hohenheim, Germania (Gab. di Fis. della R. Se. Sup. di Agric, prof. C. Mack). 

q) = 480.44' N; X = 9ol3' E. 
o = 11» 4' d = 1232 Km. d' = 1228 Km. 
Coppia di pendoli orizzontali e Gravimetro trifilare dello Schmidt. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


l3,r 


Pe 
Py 

Ss 
.Se 

Le 


Ih 45» 42» 
43 12 
45 42 

49 38 
48 34 

50 46 
50 06 






Evidentemente Tinizio della prima 
fase preliminare, sulla compo- 
nente E, è stato preceduto da qual- 
che perturbazione accidentale che 
fu considerata come il vero prin- 
cipio del movimento; ma questo 
deve essere: 1^45"»42-. 




Mh 


52 42 


8' 


110»» 






Me 


51 26 


10 


126 






3fv 


51 30 




30 






C 


1 55 










F 


3 00 









Ti = 2».5 Tj = 5».4 



6».9. 



19 



SULLA VELOCITÀ DI PROPAGAZIONE DELLE ONDE SISMICHE, ECC. 



327 



31. — Strasburgo, Germania. 

^Imp. Stazione Centrale per le ricerche sismiche (prof. 6. Qeblano Dir., E. Rudolph). 

q) = 48<'35'N; X = 7<'46'E. 
o = 11» 27' d = 1274 Km. d' = 1270 Km. 

Pendolo astatico di Wiecfaert. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A Osservazioni 


Is,r 


P 

s 


47 10 






Gli stili scriventi furono lanciati via 
a 1»'49»23- e in quel punto si 
aveva: ^n = 170»"", ^e = 148'"». 



Ti = 1°>.7 Tg = 4"^.0. 



32. — Cracovia, 'Austria-Ungheria. 

I. R. Osservatorio Astronomico (prof. M. Kudzki). 

(p = 50o40'N; X = 190 57' E. 
a = Ilo 35' d = 1289 Km. d' = 1285 Km. 

Pendolo orizzontale di Omori-Bosch 32 A, dir. NE-SW, T^ = 0«".52. 

32 B, dir. NW-SE, To = O^AS. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


h,r 


PsE 


V 45» 5« 


ì 


Sulla componente NE-SW la penna 




P 


45 8 






é uscita dal tamburo a 1H9*"8' e vi 




S'NE 


48 3 






è ritornata a P63«9"; fra questi 








istanti è compresa la fase mas- 




^NW 


48 5 






sima. Poco dopo le 2^ come si 




ÌnE 


49 3 






vede, cessarono i movimenti pen- 






49 2 


( 


dolari; ma le piccole oscillazioni, 




ifsw 


49 6 




90mm 


cambiamenti nella posizione d'e- 






quilibrio, ecc., continuarono fino 




CsK 


55 3 






al giorno 9 settembre, mantenen- 




Ct(w 


51 






dosi più grandi su 32 A. 




FsE 


2 5 










-^NW 


11 









Ti = 2"».3 



5°».l 



T = 6°^.0. 



33. — Heidelberg, Germania. 

Istituto Astrofisico di KSnigstuhl-Heidelberg (prof. Max Wolf). 

q) = 49<>24'N; X = 9^ 13' E. 
a = IP 39' d= 1297 Km. d' = 1292 Km. 

Pendolo orizzontale di Strasburgo. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


h,r 


P 
M 


l''45»40» 
50 




125mm 





T, = 2".5. 



328 



G. B. BIZZO 



20 



34. — Plauen i/v, Germania. 

Osservatorio Sismico, filiale della Stazione di Lipsia (prof. E. Weise). 
(p = 50o30'N X=12<>08'E a = 12o00' d= 1336 Km. d' = 1331 Km. 
Pendolo di Wiechert. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


Is,r 


P 
M 

F 


P45°»8» 
48 5 
2 8 




34mni 


L*ora della fase P è interpolata. 



Ti = 2°>.6. 



35. — Tortosa, Spagna. 

^ Osservatorio di Fisica Cosmica dell'Ebro (P. R. Cireba S. J.). 
(p = 40O 49' N X = Qo 30' E a = 12° 6' d = 1347 Km. d' = 1342 Km. 
Microsismografo " Vicentini „ a tre componenti; (ro)N=(2o)E=lM5, (ro)v=0".4, 
(Ìo)v = (Ìo)e = 90, (/o)v = 130. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


I,.r 


P 

Se 


r46'"0« 
48 4 
50 6 












M,. 


54 9 


8».0 


gmmg 








C 


2 4 












F 


12 














Ti = 2'».8 


T2=5" 


».2 T = 7".4. 





36. — Jena, Germania. 

'^Osserv. Astronomico, Stazione Sismica (prof. 0. Knopf Dir., dr. 0. Eppenstein Ass.). 
(p=:50«56'N Xi=ll«>35'E o = 12»31' d= 1393 Km. d' = 1388Km. 
Pendolo astatico del Wiechert; {To)s=5'.6, (ro)E=5'.8; (Jo)s=183, (Io)e=171. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osserrazioni 


!»,»• 


eP 


1" 46"" 2» 


0.5-1.5 


2m 


Nella fase Mi il perìodo oscilla fra 




eS 


48 6 


6 ca. 


1 ^N=75 
/ A^=hh 


5'.5 e 8". 
Le ampiezze delle oscillazioni, du- 










rante le fasi Mi, Mt, Mt, Mi, furono 




eh 


49 9 


6 




limitate dai ripari laterali che ser- 




{m^ 


49».9— 51».l 




860 


vono a impedire la caduta de^Ii 




(^,)e 


49.9-51.3 




670 


stili. 




(A^.)n 


51.1—52.4 


5 


1000 






<itf,)E 


51.3—53.1 


4.5 ca. 


680 






(Jtf3).N 


52.4—54.7 


5 


1000 






{itf8)p. 


53.1—54.6 


4.5 


680 






{M,h 


54.7—55.9 


5 








{M,h 


54.6- 55.7 


4.5 








C 


2" 4» 










F 


3 8 









Tirz:2"».8 Tj = 5™. 4 t = 6°7. 



21 



SULLA VELOCITA DI PROPAGAZIONE DELLE ONDE SISMICHE, ECC. 



829 



37. — Lipsia, Germania. 

•^R. Ufficio Geologico regionale (prof. Erra. Credner Dir., dr. F. Etzold Ass.). 
(p = 510 20' N X = 12° 23' E a = 12° 46' d = 1421 Km. d' = 1416 Km. 
Pendolo astatico del Wiechert. 



Carattere 



Fase 



Ora 



Osservazioni 



Is,r 



Pr 

Ss 
Se 
L 

(ÌW.)e 

(3/4).S 

C 



5» 


120°"» 


6 


169 


4.9 


175 


4.6 


169 


4.5 


112 


4.6 


147 


4.5 


127 


4.6 


67 



l''46"'5» 

46 11 

48 58 

48 50 

50 28 

50 43 

50 28 

52 37 

52 21 

54 32 

54 30 

56 09 

57 23 
2 1 42 

T, = 2"'.9 Tj = 5"'.6 T = 7"».3. 



11 prof. Credner, nel trasmettermi 
con squisita gentilezza il suo dia- 
gramma, vi segnava l'inizio di Ls 
a 1^48'*58*, ma un ulteriore esame 
del 8Ì8mogn:amma medesimo mi ha 
persuaso che in quel punto inco- 
mincia soltanto la fase S». 

Non si può determinare esattamente 
l'ora della fine della registrazione. 



38. — GOttlllgeil, Germania. 
*- — B. Istituto Geofisico (prof. E. Wiechert Dir., dr. G. àngenheisteb Ass.). 



cp z= 51^ 32' N 


X = 9» 57' E a 


= 130 24' d- 


= 1492 Km. d' = 1486 Km. 


Pendolo astatico del Wiechert. 


Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


l8,r 


(S) 
L 


l''46'»22» 

49 1 

50 7 










Ms 


53 5 


9» 


llOOfi 






e 




10—15 








F 


4 ca. 












Ti =: 3'°.2 


T,= 5« 


».9 


r = 7»5. 



39. — Potsdam, Germania. 

^^R. Istituto Geodetico della Prussia (prof. R. Helmert Dir., 0. Hecker). 
(p = 52<»23'N X = 13o4'E a=13<>43' d= 1526 Km. d' = 1521Km. 
Pendolo orizzontale, dir. N-S; /o = 36. 



Carattere 



Fase 



Ora 



Osservazioni 



le,*- 



Rizzo. 



P 
8 
M 
F 



P46">22» 

49 6 

50 5 20» 106" 
5,5 ca. 

Ti = 3'".2 T, = 5™.9. 



Non è possibile determinare ri- 
stante L sul sismogramma. 



830 



O. B. BIZZO 



22 



40. — Uccie, Belgio. 
Osservatorìo Beale del Belgio, Servizio meteorologico (prof. A. Lancastsb). 

9 = 500 48' N; X = 4»22'E. 
o = 14»32' d= 1618 Km. rf' = 161lKm. 
Pendolo orizzontale di Rebeur-Ehiert. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


h,r 


P 

S 
L 
F 


1*46'» 38» 

48 51 

49 52 
2 54 






Il massimo della fase principale non 
venne registarato, essendo troppo 
ampia la registrazione e troppo 
debole la sorgente luminosa. 



Ti = 3°^.4 T2 = 5°».7 T = 6"».7. 

41. — Amburgo, Germania. 
•^Stazione Centrale per le ricerche sismiche (dr. R. SchIìtt). 

(p=:53o44'N; XzzilOoOl'E. 
a = 150 18' d = 1703 Km. d' = 1695 Km. 
Pendolo orizzontale di Ehiert. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioiii 


Is,r 


P 
L 


P46°>55» 
50 39 






A cagione deirampiezza della re- 
gistratone e della scarsa luce non 
si poterono determinare altri ele- 
menti. 



Ti = 3«.7 T =: 7°*.4. 



42. — Cairo, Egitto. 
Osservatorio Meteorologico presso Heluàn (B. H. Wade). 

(p = 29o50'N; X = 31olO'E. 
a = 150 19' d = 1705 Km. d' = 1697Km. 
Pendolo orizzontale del Milne (K 22); 1*»™ corrisponde a 0".5. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


h,r 


P 
L 

M, 

C 
F 


1*48" 5» 
59 5 

2 1 5 
5 

15 

3 30 




18»» 
11 


Vi è stato probabilmente qualche 
errore nel segnare il tempo sul 
sismogramma. 



Ti zz 5°».3 T = 16°».3. 



28 



SULLA VELOCITÀ DI PROPAGAZIONE DELLE ONDE SISKICHE, ECC. 



381 



43. — Shide, Isola di Whight, Inghilterra. 

'^Stazione Sismica del Milne (J. Milne F. B. S. Dir., S. Hibota Ass.). 
<p = 50<'41'N X = 1»17'W o = 17<>2' ^ = 1896 Km. d' = 1886Km. 
Pendolo orizzontale A: movimenti E-W, Tq^IT, seneibUità 1"»" per 0" .47. 

B: , , 3'o = 25 , 1 , 0.21. 

C: , N-S ro = 20. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


h,r 


P^ 


Ib46m47« 






La traccia del pendolo A è debo- 




Pb 
Pc 


47 9 
46 54 






lissima e termina dopo 35"" a 
2»>6'°40-. 
Tenendo conto della maggiore faci- 




Sb 


50 14 






lità con cui il pendolo G poteva 




Lb 


52 12 






rivelare i movimenti nella dire- 




Le 

Mb 


50 43 
55 54 




14.0 


zione S-N, riteniamo: 
P= lb 46™ 54- 
X, = l 50 43 




Me 


54 22 




22.0 






Cb 


2 14 13 


1 






Ce 


29 52 


1 






Fb 


4 7 ca. 








Fc 


8 ca. 




1 





Tj = 3».7 



7".5. 



44. — Kew, Richmond-Surrey, Inghilterra. 

Laboratorio Fisico Nazionale, Osservatorio di Kew 

(Dir. R. T. Glazebrook, M. A., F. R. S.; Sup. C. Chree, Se. D., F. R. S.). 

(p = 51^ 28' N X = 0^ 19' W a = IT^ 04' d = 1900 Km. d' = 1889 Km. 

Pendolo orizzontale del Milne; sensibilità 1"" per 0".55. 



Carattere 


Fase Ora 


T , A 

1 


Osservazioni 


h,r 


P 1" 47"' 0» 
M 55 






Per un guasto nell'apparecchio non 
si hanno altre indicazioni. 



Ti = 3".8. 



45. — S. Fernando, Spagna. 

*H[stituto e Osservatorio di Marina (Cap. T. di Azcarate). 
(p = 36*> 28' N X = 6*> 12' W o = 17<» 47' d = 1979 Km. d' = 1968 Km. 
Pendolo orizzontale del Milne: escili. E-W, sensibilità 1"° per 0".20. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


I..r 


P 
L 
M, 
M, 

C 
F 


l''47"4» 

50 8 
55 6 
58 4 

2 6 7 

51 ca. 




4.0 
6.0 


In alcuni bollettini sismici sono in- 
dicati dei valori alquanto diversi, 
specialmente per la fase P, per la 
quale si dà l^C'O*; ma un attento 
esame del sismogramma dimostra 
che in quel punto vi erano sol- 
tanto delle perturbazioni acciden- 
tali, non dipendenti dal terremoto 
della Calabria. 



Ti = 4'".2 T = 7"'.6. 



832 



O. B. RIZZO 



24 



46. — Batum, Russia. 
Filiale dell'Osservatorio Fisico di Tiflis. 

<p = 41» 40' N; X = 41» 38' E. 
a = 17» 57' d = 1998 Km. . d' = 1986 Km. 
Coppia di pendoli orizzontali di Bosch. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


Ix,r 




1" 47" 11» 
47 5 
56 23 
51 45 




6°". 5 
6.9 





Ti = 3".9. 

47. — Coimbra, Portogallo. 
Osservatorio Meteorologico-magnetico (prof. A. S. Viégas Dir.). 

9 = 400 12' N; X = 8o25'W. 
a = 180 54' ^ — 2104 Km. d' = 2091 Km. 
Pendolo orizzontale del Milne: escili. N-S; sensibilità 1""* per 0".26. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


h,r 


P 
L 
M, 

M, 
M, 
M, 
C 


1" 47- 3» 

51 7 

55 2 

58 7 

2 1 7 

5 4 

7 3 




13°"".l 
7.2 
7.1 
5 


Non si può determinare la fine della 
registrazione, perchè il diagramma 
è perturbato da oscillazioni acci- 
dentali. 



Ti — 4'".1 T = 8".5. 



48. — Llverpool, Inghilterra. 
Osservatorio di Liverpool; Bidston, Birkenhead (W. E. Plvhheb, Dir.). 

<p=:53''24'N; X = 3'>1' W. 
o = 19»34' d:=2178 Km. rf' = 2164 Km. 
Pendolo orizzontale del Milne; sensibilità 1"" per 0".52. - 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


I.,»- 


P 
M 

F 


1" 47» 2» 

55 
3 8 




16"».6 


La circolare n. 13 della Brith. Ass. 
dà per P 1»»44"»2-; ma evidente- 
mente in (^uel punto del sismo- 
gramma, VI è soltanto nna pertur- 
bazione accidentale. 



Ti = 4-.0. 



25 



SULLA VELOCITÀ DI PROPAGAZIONE DELLE ONDE SISSICHE, ECC. 



333 



49. — Dorpat, Russia. 
Osservatorio Astronomico in Juijew (prof. dr. Q, Lbwitzky). 

<p = 580 23 N ; X = 260 -44' E. 

= 20» 43' d = 2306 Km. d' = 2289Km. 

A. Pendolo orizzontale di Z5llner a registrazione fotografica; oscill. N-S, 



B. 

C. 



meccanica; 



E-W, 
E-W. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


l8,r 


Pa 


Ih 47» 51» 






Sugli apparecchi A e B, a cagione 




Pn 


47 51 






della troppo grande ampiezza delle 




Pc 


47 48 






oscillazioni non si può determi- 








nare la fase massima. 




Sa 


51 41 






La fine della registrazione h incerta. 




Sfl 


51 44 






Dal sistema di queste osservazioni 




Se 


51 45 
53 29 






si ha: 

p=»lM7-»48* 
S=^ 51 41 




Lb 


53 24 






L=^ 53 24. 




M, 


? 




>25min 






Mq 


? 




>53m«n 






Me 


56 42 









Ti = 4".6 Ta = 8".5 T=10".2. 



50. — AchalkalaM, Russia. 
Filiale dell'Osservatorio Fisico di Tiflis. 

(p = 4P24'N; X = 43*>27'E. 
a = 20° 59' d = 2336 Km. d' = 2319 Km. 
Coppia di pendoli orizzontali di Bosch. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


I» 


Pn 
Pe 


1" 47- 58» 
48 05 
51 52 






La fine della registrazione è incerta. 




Se 


51 54 






, 




Le 


55 38 










M^ 


58 14 




6-».7 






-Me 


56 56 




'4.3 





Ti = 4-.8 T, =: 8'".7 T =: 12-.4. 



834 



O. B. RIZZO 



26 



51. — Upsala, Svezia, 
istituto Meteor. della R. Univ. (prof. H. H. Hildebbandsson Dir., dr. F. Akerblom). 
q) = 59^ 51 N X = 17o 38' E a = 21o 2' d = 2341 Km. à! = 2324 Km. 
Pendolo astatico del Wiechert colla massa di 1000 Kg. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


l3,r 


P 


1* 47" 50» 






iSs 


51 44 


8-12 




L 


55 8 






(Ms) 


57 8 


12 




Me 


56 2 


12 




C 




10-15 




F 


3 50 








Ti = 4"'.6 


T, = 8" 



Osservazioni 



230 M 

>800 



(Ms) dà ristante in cui, per l'am- 
piezza della registrazione, lo stila 
scrivente uscì dalla carta. 



.5 



I 
T 1=12^6. 



52. — Edimburgo, Scozia. 
Osservatorio Reale (F. W. Dyson, M. A., F. R. S. Dir., Th. Heat Osserv.). 
^ = 550 56' N X = 30 11' W a = 21^ 21' d = 2376 Km. d' = 2359 Km. 
Pendolo orizzontale del Milne, sensibilità 1"" per 0".69. 



Carattere 


Fase 


Ora 


1 

T A \ Osservazioni 

1 ! 


Is,'- 


P 

s 

L 

M, 

Mi 

■C 
F 


1-48" 0^ 
51 8 
54 4 
57 1 

2 00 
14 5 

3 31 


■ 
1 

13°*". 5 
17.0 


L'istante di L ritarda 0" 4" su quello 
indicato nella Gire. N. 13 della 
Brith. Ass. e fu nuovamente cal- 
colato sul sismogramma. 



Ti = 4-.8 Ta = 8r6 T = ll'".2. 



53. — Paysley, Scozia. 
" The Coats Observatory „ (David Crilley Superint., Donald Maclean). 
<p = 55« 51' N X = 40 26' W a = 21^ 48' d = 2426 Km. d' = 2408 Km. 
Pendolo orizzontale del Milne, sensibilità 1""° per 0".55. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


I„r 


P 
S 
L 
M, 

C 
F 


lh47m8B 

51 7 
54 5 
57 

2 1 5 
12 

3 3 ca. 




18»».0 
16.0 


Gli elementi qui riportati, che sono 
dedotti da una copia del sismo- 
gramma gentilmente inviatami, 
differiscono alquanto da quelli 
pubblicati nella Circ. n. 18 della 
Brith. Ass., dove, ad esempio, per 
una svista ò data come ora di 2# 
quella di S. 



Ti = 4-.6 T, = 8"'.5 



T=:ll».3. 



27 



SULLA VELOCITÀ DI PROPAGAZIONE DELLE ONDE SISHIOHE, ECO. 



885 



64. — Tlflis, Caucaso, Russia. 
'^Osservatorio Fisico (S. v. Hlasek Dir., P. E. Stellino Ass.). 

cp = 41M3'N; X = 44*>48'E. 
a = 210 59/ d = 2447 Km. d' = 2428 Km. 

A. Pendoli orizzontali di Bebeur-Ehlert, W 30<> S, N, E 80« S. 

B. Pendolo orizzontale del Milne, N-S. 

C. « « di Bosch, N-S. 

D. , . n E-W, 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Ot«ervazioni 


h^r 


ìPa 


l''48-"23' 






Nell'apparecchio A, a cagione della 
grande ampiezza della registra- 
zione, appena oltrepaHata la fase 8, 
l'immagine luminosa usci dai li- 




iPn 


48 7 








Pv 


48 14 








-Sa 


52 28 






miti della striscia. 




Sb 


52 5 






Dall'insieme di questo indicazioni 




8: 
80 


52 29 
52 23 






si ottiene: 

P=-l»48-U' 
8= 52 28 




U 


57 2 






/> =. 67 2 




M^ 


2 00 8 




12-,2 






Me 


1 58 42 




3.7 






Mo 


59 14 




6.0 






Fb 


5 40 ca. 









Ti = 5".0 Tj = 9"'.2 T = 14».0. 



65. — Mosca, Russia. 
Istituto Fisico-geografico dell'Univ. Imperiale (prof. dr. Ernesto Leyht I>ir.). 

«p = 55° 45' N; X = 37« 34' E. 
o = 22» 8' d = 2464 Km. d' — 2444 Km. 
Pendoli orizzontali di Bosch: 7o^60% ii,=:15. 



Caratt«re 


Fase 




Ora 


Is,r 


Pe 


1*48-19» 




.s. 




52 23 




L 




55 7 




yf. 




58 7 




Mt 




53 7 




F 


2 


7 



T I A 



OMerraicioni 



0.6 
5,0 

25 
13 



F.% ed fh( non hanno nn'ampiez»» 
apprezzabile. 



T, = 5".l Tj = 9-.2 T = 12-..'i. 



336 



a. B. RIZZO 



28 



56. — Bergen, Norvegia, 
^^azione Sismica annessa al Museo (Cablo F. Kolderdp). 

q) = 60O 24' N ; X = 5» 18' E. 
= 220 28' d = 2501 Km. d' = 2480 Km. 
Pendoli orizzontali di Bosch ; Iq = 15. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


h,r 


-Sn 


1" 52" 30» 






Nelle informazioni che gentilmente 






52 48 






mi favorì il Kolderup, la registra- 




55 50 






zione che incomincia a 1^52"'30' 








viene considerata come la fase P, 




Le 


56 44 






ponendo a P53'"25" il principio 




Ms 


57 10 




67™ 


della fase S; ma evidentemente 




Me 

Fé 


57 10 




10.3 


la fase P era incominciata prima 




2 21 50 
14 42 






e, come succede spesso» in masche- 








rata da perturbazioni locali. 



Tg = 9".3 T = 12".6. 



57. — Punta Delgada^ S. Michele, Isole Azzorre. 
Servizio Meteorologico delle Azzorre (Magg. F. A. Chaves Dir.). 

(p = 37°44'N; X=:25M0'.5 W. 
a = 32 31' d = 3619 Km. d' = 3565 Km. 
Pendolo orizzontale del Milne; sensibilità 1"" per 0".49. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


U,r 


P 

s 

L 


1" 50- 5» 
54 7 
59 3 










M, 


2 7 5 




4«"».4 






M, 


10 2 




4.5 






M, 


17 5 




5.1 






M, 


20 5 




3.9 






C 


33 3 










F 


3 11 ca. 









:7».3 



T8=ll».5 T=16".l. 



29 



SULLA VELOCITA DI PROPAGAZIONE DELLE ONDE SISMICHE, ECC. 



337 



68. — Taschkent, Russia Asiatica, 
^osservatorio Astronomico e Fisico (M. Ossipopf Dir.). 

<p = 4P19'N; X = 69M8'E. 
a = 40O 8' d = 4467 Km. d' = 4369 Km. 

A. Pendolo orizzontale di Zdllner-Repsold, N-S. 

B. » f, n n E-W. 

G. . .di Bosch. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


l8,r 


Pa 


1' 50"° 7» 






A cagione della grande ampiezza 




P- 


50 4 






del movimento la traccia dell'im- 






52 5 






magine luminosa nella fase M 








di B riesce sbiadita. 




Sb 


52 2 






Dal sistema delle osservazioni si 




L». 


2 00 9 






ricava: 




Lb 


00 9 






P=ì:1»»50«4. 




Le 


00 20 






S= 52 2 
L = 2 00 3 




M^ 


10 7 




65- 






Mb 


10 5 




? 






Afe 


10 02 




8 






Ca 


30 ca. 










Cb 


30 ca. 










F 


3 53 ca. 









Ti = 7».2 T, = 9"».0 T =: 17M. 



59. — Bombay, India. 
Istituto Meteorologico, Magnetico, Astronomico e Sismologico a Colaba 

(N. A. F. Moos Dir.). 

cp^lS-Si' N; X = 72»49' E. 
= 520 36' d = 5855 Km. <i'=:5642 Km. 
Pendolo orizzontale del Milne; sensibilità l"" per 0".47. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osaervanoni 


I„« 


P 

s 

L 


1" 52- 5» 
2 00 6 
15 4 










M 


28 1 




2—.0 






C 


43 4 










F 


3 22 3 









Ti = 9-.3 T, = 17-.4 T = 22-.2. 



Rmo. 



338 



G. B. BIZZO 



30 



60. — Irkutsk, Siberia. 
•^Osservatorio Magnetico e Meteorologico (A. V. Voznessensky Dir.). 

9 = 52» 17' N; X = 104«'16' E. 
a = 59» 15' (i = 6595 Km. d' = 6294 Km. 
Pendoli orizzontali di Zdllner-Bepsold. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


l3,« 


Pn 


1" 53" 1» 




gnunQ 


Le più ampie OBcillazìoni avvennero 




Pe 

Ss 
Se 


53 1 




22 


appunto durante il cambiamento 




2 13 

9 




7.4 

6.3 


della carta. Pare che il movimento 






del suolo abbia continuato fin dopo 
alle ore 7. 




Ls 


9 5 






Dal sistema delle osservazioni si ri- 




Lz 


9 7 






cava: 




iM^h 


12 3 




15.3 


5=2 00 9 




(^vo, 


12 9 




16.5 


L= 9 5 




{M,h 


14 3 




20.5 






iM,h 


17 9 




25.5 






iM,h 


19 7 




102.3 





Ti = 9°^.9 T2 = 17°^.7 T = 27°^.3. 



61. — Kodaik&nal, Madras, India. 
Osservatorio di Fisica solare (C. Miohie Smith, B. Se., F. B. S. E., F. B. A. S. Dir.). 

q) = 13M' N; X = 78ol5' E. 
a = 61o 56' d = 6894 Km. d' = 6552 Km. 
Pendolo orizzontale del Milne; sensibilità l""" per 0''.55. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


i*« 


P 

S 
L 
M, 

M, 
F 


1" 52" 8' 

2 1 7 
18 4 
22 8 
31 

3 43 ca. 




2— .8 
2.0 


n calcolo fatto allo stesso Osserva- 
torio di Kodaikànal e pubblicato 
anche nella circolare della Br. Ass. 
darebbe per L il valore: 2''21"'7'; 
ma l'esame del diagramma di- 
mostra che in questo punto si ha 
invece il principio della seconda 
porzione della fase principale. 



Ti = 9-.6 T2 = 18'»,5 T=:.35-.2. 



31 



SULLA VELOCITÀ DI PROPAGAZIONE DELLE ONDE SISMICHE, ECC. 



339 



62. — Calcutta, India. 
Osservatorio di Alipore (G. W. Kììchleb Dir., I. A. Cunningham). 

<p = 220 33' N X = 88° 20' E a zz: 62o 37' d = 6970 Km. d' = 661 7 Km. 
Pendolo orizzontale del Milne, oscill. E-W. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


i„« 


P 

L 

M, 

M, 

M, 

M, 

C 

F 


1" 53"» 0» 

2 17 2 

25 

26 6 
28 1 
33 2 
57 

3 33 ca. 




4""".0 
4.5 
6.0 
3.5 


Nelle notizie che mi vennero comu- 
nicate con molta gentilezza dal 
prof. Cunningham, le quali furono 
anche pubblicate nella circolare 
della Brith. Ass., si dà, come prin- 
cipio della faae P, O*" S*"" 6'; ma, un 
attento esame del sismogramma 
dimostra che in quest'isttuite era 
incominciata una prima- perturba- 
zione, indipendente dal movimento 
principale. 



Ti = 9™.8 T = 34"^.0. 

63. — Toronto, Canada. 
Servizio Meteorologico (R. P. Stupart, F. R. S. C). 

q) = 43<»40' N X=79o23'W a = 670 43' d = 7537 Km. d'=i7094Km. 
Pendolo orizzontale del Milne; To = 15% sensibilità 1""»° per 0".66. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


1 
A 1 Osservazioni 


i„« 


P 

s ■ 

L 
M 

F 


1' 54" 0» 

2 3 7 
21 6 
27 3 

3 36 ca. 




2»".6 


Nell'analisi del sismogramma fatta 
dall'Istituto di Toronto (la quale 
fii anche pubblicata) la fiwe S è 
considerata come L; ma un esame 
piti attentcr, e il confronto con gli 
altri sismogrammi, mostrano quale 
debba essere la vera interpreta- 
zione. 



Ti = 10°».8 T2 = 20°>.5 T = 38'".4. 



64. — Baltimora, Maryland, S. IT. A. 
Laboratorio Geologico della " Johns Hopkins University „ (Prof. H. F. Reid). 

q) = 39ol8'N Xzz:76o36' W a=68^22' rf = 76lOKm. d' = 7154Km. 
Pendolo orizzontale del Milne; To=16". 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


l2,W 


S 
L 

Mi 
M, 
C 

F 


16 2 
23 9 
27 2 
32 ca. 
3 40 ca. 




gmmg 

3.2 


Neiranalisi del sismogramma ooma- 
nicatami dal prof. Reid (la quale 
in verità si presenta difficile, per- 
chè la linea centrale era rimasta 
coperta e non si ha che la regi- 
strazione sopra un lembo) la fase 8 
è stata considerata come P; ma è 
evidente che quest'ultima non 
venne chiaramente registrata e la 
prima traccia visibile, a 2*8"2', è 
il principio di 5. 



: 20«».0 



T = 33«.0. 



340 



O. B. BIZZO 



32 



65. — Cheltenham, Maryland, S. U. A. 

Stazione dell''' IT. S. Goast and Geodetic Survey „ 

(0. H. TiTTMANN Sup.*; J. E. Burbank). 

<p = 38o44 N X = 75o50'.5W a = 68^50' rf = 7662Km. d' = 7197Km. 

Pendoli orizzontali di Bosch; (ro)N = 18».0; {To)^ = 2b\0; Io = lO. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osserrazioni 


it,« 


8h 
Se 
Ls 
Le 

Fé 


2" 3» 13» 
3 11 
16 6 
16 6 
27 20 
24 16 

3 22 
25 


14.0 
18.0 


l-.O 


A cagione della lentezza delle oscil- 
lazioni strumentali e del debole 
ingrandimento non sono state re- 
gistrate le rapide vibrazioni del 
suolo che costituiscono la prima 
fase preliminare; e a torto si è 
creduto che questa fosse incomin- 
ciata, sulle due componenti, a 
2^1"'13• e 2" 8- 11*. 



T2 = 20".0 T = 32"*.9. 

66. — Vleques, Portorico, Am. Centrale. 
Stazione dell'" U. S. Coast and Geodetic Survey „ 

(0. H. TiTTMANN Sup.*, J. E. Burbank). 

9 = 180 08' N X = 65^ 26' W a = 72o 18' d = 8047 Km. d' = 7511 Km. 

Pendoli orizzontali di Bosch: {To)s = i9\ò, (ro)E = 2P.O, Jo = 10. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


Ii,« 


Ss 
St 
L 

ittE 

Fh 
Fé 


2" 3° 09» 
3 09 
15 19 
17 19 

3 1 
40 ca. 


26 


0.8 


Per le stesse ragioni indicate a pro- 
posito delle osservazioni di Chel- 
tenham non si può stabilire a 
2»» 3» 09" il principio della fase P, 
secondo il rilievo dell' • U. 8. Coast 
and Geod. Survey , , a cui però 
sono debitore di tutte le altre pre- 
ziose informazioni e delle copie 
dei sismogrammi. 



T2 = 20°'.0 T = 32°>.1. 



67. — Capo di Buona Speranza, Africa. 
Osservatorio Reale (Sir David Gill, K. C. B., F. R. S. Dir.) 

9 = 33^56' S X = 180 29' E a = 720 48' rf=z:8103Km. d' = 7566Km. 

Pendolo orizzontale del Milne; 70 = 25", sensibilità l"™ per 0".20. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


Ig,!* 


S 
L 
M 
F 


2h ^mQ 

15 8 
31 5 
3 ca. 


48» 


2«mQ 


Anche in questo caso consideriamo 
come principio di Gl'istante in cui 
divenne ampiamente visibile la 
registrazione e prendiamo come 
principio della fase L l'istante in 
cui hanno principio delle onde con 
un periodo di circa 48'. 



T8 = 20°».8 T = 32°».6. 



33 



SULLA VELOCITA DI PROPAGAZIONE DELLE ONDE SISHIOHE, ECC. 



341 



68. — Trinidad, Piccole Antille. 
Stazione Sperimentale del Dipartimento Botanico (I. H. Hart F. A. S. Sup.*). 

cp^lO'Sg' N; X = 61'>31' W. 
a = 73° 44' d=:8207 Km. rf' = 7639 Km. 
Pendolo orizzontale del Milne. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T A 


Osservazioni 


II, ti 


e 
F 


2^36™ 
54 






Non si possono distinguere gli altri 
elementi della registrazione. 



69. — Victoria, B. C, Canada. 
Istituto Meteorologico (E. Baynes Reed Sup.*). 

(p = 48o27' N; X = 123o22' W. 
a = 85^ 37' d — 9530 Km. d' = 8653 Km. 
Pendolo orizzontale del Milne; 2^0 = 15"- 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


I„w 


P 

S 

L 

M 

F 


1^ 56°^ 1» 

2 6 1 
20 
39 9 

3 28 




gmtng 


Nella pubblicazione della Brith. Ass. 
ed anche nelle annotazioni da cui 
sono accompagnati i diagrammi 
inviatimi dallo Stupart, si dà come 
principio di L 2^6*°!', ma Pesame 
comparativo dei diagrammi me- 
desimi dimostra che in quel punto 
si ha il principio di S, 



Ti z= 12°».9 Tj = 22°».9 T = 36°».8. 



70. — Osaka, Giappone. 
Osservatorio Meteorologico. 

<p = 34M2'N; X = 135o31'E. 
a = 870 34' d = 9747 Km. d' = 8810 Km. 
Pendolo orizzontale * Omeri „, Comp. E-W; Jo = 20. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osaer razioni 


/„« 


P 

S 
L 


1" 56" 31» 
2 6 46 
23 6 










M 


41 31 


21M 


8.5"" 5 






C 


3 6 59 










F 


20 11 









T, = IS-.S T, = 23'".6 T = 39".9. 



342 



6. B. RIZZO 



34 



71. — Tokyo, Giappone. 
Osservatorio Sismologico dell'Università Imperiale (F. Omobi). 

<p = SS*' 39' N ; X =: 139<> 45' E. 
a=:89<»9' d = 9812 Km. d' = 8937 Km. 
Pendolo orizzontale * Omeri „; Comp. E-W, ro = 20% io =15. 



Carattere 



Fase 



Ora 



Osserrazioni 



U,u I 



p 


i l''56- 7» 


' 


s 


j 2 7 8 




L 


! 18 46 


i : 


M, 


31 2 


! 26" ; 5--.0 


M, 


1 35 4 


! 12 6.7 


M, 


38 5 


16 ' 7.7 


F 


4 12 


i i 




Ti = 12™.9 


Tg = 23°.9 



72. — Manilla, Isole Filippine, 
/officio Meteorologico delle Filippine (P. I. Algué S. J. Dir., M. Saderra Masó Ass.). 

q) = 14o36' N; X=120o58' E. 
a =: 92^ 02' d = 10244 Km. d' = 9162 Km. 
Microsismografo " Vicentini „ a tre componenti. 



Carattere 


Fase j 


Ora 


ii,« 


P ' 
L 

F : 


1*51-28' • 
2 2 00 
4 



A 



I 



Osservazioni 



La registrazione fu molto debole e 
perturbata da cause accidentali. 
Questi elementi sono troppo in- 
certi e non si possono impiegare 
per il calcolo della velocità. 



73. — Batavla, Isola di Giava. 
i^ileale Osservatorio Magnetico e Meteorologico. 
(D"^ S. FiGEE Dir., D*^ W. van Bemmelen V. Dir.). 

9 = 6^8' S; X=106M8' E. 
a = 940 23' d = 10506 Km. d' = 9342 Km. 
Pendolo orizzontale del Milne; sensibilità 1°^ per 0".3. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


ii,« 


S 

eL 

M 

F 


2" 7" 6» 
35 1 
50 6 

3 10 




1°^°*.5 


Non v'ha dubbio che alle 2^7"6' si 
ebbe il principio di <S^ e non di P. 
L'ora di Ir è incerta. 



T2 = 24».4 T = 51'».9 (?). 



35 



SULLA VELOCITA DI PROPAGAZIONE DELLE ONDE SISMICHE, ECC. 



343 



74. — Takubaya, Messico. 
Osservatorio Astronomico Nazionale (Ing. F. Valle Dir.) 

(P = 19^24' N; X=99ol2' W. 
a == 96^ 4' d= 10693 Km. d' = 946S Km. 
Pendoli orizzontali di Omori-Bosch. 



Carattere 



Fase 



Ora 



Osservazioni 



II, M 






2*» gm 43^ 
3 4 47 



T. = 25'".6. 



Non si possono determinare altri ele- 
menti. iSalla componente N-S il 
movimento si fa percettibile a 
2H2°'bS* e questo è probabilmente 
il principio della Hse principale. 



76. — PUar, Cordova, Rep. Argentina, 
•osservatorio Magnetico della * Oficina Meteorològica Argentina , (W. G. Davis). 

<p = 3P45' S; X= 63051' W. 
a = 1020 23' d = 11396 Km. d' = 9922 Km. 
Pendolo orizzontale del Milne; sensibilità 1"»" per 0".64. 



Carattere Fase ' 



Ora 



Osservazioni 



Ii,w 



s 


2" 9' 9 


L , 


27 7 


Jf. i 


46 4 


Jf, 


48 4 


if» 


53 9 


F 


3 4 5 



Qmm g 



To = 26."7 T = 44^5. 



76. — Perth, Australia Occidentale. 
Osservatorio di Perth (W. Ernest Cooke, M. A., F. R. A. S.). 

9 = 31^57' S; ÀnzllS^SO' E. 
a = 116'> 02' d = 12915 Km. d' = 10801 Km. 
Pendolo orizzontale del Milne; sehsibilità 1°""^ per 0".58. 



Carattere 



Fate 



Ora 



Osservazioni 



S 
L 
M 

F 



2^ 8'*4'» 
3 3 7 
7 
25 



4 



Qmrng 



È probabile che, dopo le prime fasi 
della registrazione, siano soprag- 
giunte le onde che avevano per- 
corso la via Italia- America- Au- 
stralia, e così sul diagramma si 
ebbe registrata la fÌEue principale 
a cominciare dalle 3*'8'»7*. 



Tj = 25'».2 



344 



G. B. RIZZO 



77. — Honolulu, Isole Sandwich. 

Osservatorio Magnetico dell'* XJ. S. Coast and Geodetic Survey , (S. A. Deoex* Os.* 

<p = 2loi9' N; X=158<>04' W. 
a = 119° 37' d = 13314 Km. d' = 11006 Km. 

Pendolo orizzontale del Milne; escili. E-W, ro = l9'.2, 1°»°> per 0".39. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


OBservazioni 




ii,« 


F 

S 


2" S»!» 
20 1 


i 
1 
1 








L 


47 6 


1 


• 






M 


55 9 


1 2"".0 








C 


3 10 7 


1 








F 


4 46 ca. 











Ti = 21™.9 T, = 36°».9 



; 1*'04°».4. 



78. — Apia, Isole Samoa. 

Osservatorio della Società Reale delle Scienze di GOttingen (Dr. F. Linke). 

q)=il3°48' S; X = 17P46' W. 
a = 1540 2' d= 17145 Km. d' = 12408 Km. 

Pendolo astatico del Wiechert. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


^.N 


Ae 


OsserTBBoni 


Il,M 


eP. 


2" s^e^ 


7 


2.5 M 


lO^ 


Deboli moTimenti irregolari. 




S 


26 (?) 


12-17 


10-28 


19-45 






L 


56 


52-36 










M, 


3 9 9 


21 




85 






M, 


15 2 


19 


35 


80 






M, 


18 4 


18 


28 


75 






C 




18 










F 


4 5 ca. 












T 


, = 20'°.4 Tj: 


= 42'".{ 


ì± 


T=l''l 


2'".8. 



79. — Christchurcli, Nuova Zelanda. 

Osservatorio Magnetico (H. F. Skey, B. Se). 

(p = 43^30' S; X = 1720 41' E. 
a = 1610 50' d = 18013 Km. d' = 12574 Km. 

Pendolo orizzontale del Milne; To=15".4, sensibilità 1°*™ per 0".66. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservasiom 


lur 


eP 
M 

F 


2" 7-8» 

3 51 9 

4 13 




1"^.5 


Si Bono probabilmente sovrapposti i 
movimenti provenienti dalle due 
direzioni contrarie e perciò non é 
possibile distinguere nel dsmo- 
gramma le varie fasi della regi- 
strazione. 



Ti z=z 24'».6. 



37 



SULLA VELOCITÀ DI PROPAGAZIONE DELLE ONDE SISMICHE, ECC. 



■^. Hi ^ 



III. 



" per ■",•,- 



'^^'■c :: 



Affinchè riesca più facile formarsi un concetto esatto intorno al valore della 
velocità con cui si propagano le onde sismiche, riassumo nella tavola seguente gli 
elementi che danno per ogni stazione la velocità media superficiale Vi delle onde che 
costituiscono il principio della prima fase preliminare, quella delle onde che costi- 
tuiscono il principio della seconda fase preliminare, F2, e la velocità V delle onde 
che costituiscono il principio della fase principale. Gli intervalli di tempo, contati 
dall'istante della scossa nell'epicentro, sono espressi in minuti primi; e le velocità, 
per seguire l'uso generale, sono espresse in chilometri al minuto secondo. 



Tabella I. 



'.llBL 



n2::Li 



''Af 



;/ 





N. 

1 


Stazione 


Distanza 
Km. 


Ti 


T» 


T 


Vx 


Vt 


r 




Messina 


84 






0.1 






14.0 




2 


Catania 


174 






0.3 






9.7 




3 


Caggiano .... 


200 






(1.0) 






(3.3) 




5 


Ischia 


273 






0.6 






7.6 




6 


Rocca jii Papa . . 


434 


0.8 


0.8 


1.1 


9.0 


9.0 


6.6 




8 


Urbino 


616 


0.9 


0.9 


1.5 


11.3 


11.3 


6.8 




■^ 9 


Siena 


640 


1.0 


1.0 


1.6 


10.7 


10.7 


6.7 




10 


Atene 


673 


1.2 


1.3 


2.3 


9.2 


8.5 


4.8 




-/■li 


Carloforte .... 


677 


1.2 


1.2 


1.4 


9.4 


9.4 


8.1 




^12 


Firenze 


682 


1.4 


1.4 


— 


8.1 


8.1 







13 


Quarto-Castello . . 


688 


1.3 


1.3 


3.4 


8.8 


8.8 


3.4 




14 


Fola 


698 


1.7 


1.7 


2.7 


6.8 


6.8 


4.3 




4- 15 


Fiume . . . . . 


727 


1.8 


8.0 


3.5 


6.7 


4.0 


3.5 




16 


Belgrado .... 


757 


2.2 


2.3 


4.3 


5.7 


5.5 


2.9 




17 


Trieste 


783 


1.7 


— 




7.7 





— 




18 


Venezia 


798 


1.1 


— 


5.1 


12.1 





2.6 




19 


Lubiana 


798 


1.1 


— 


3.4 


12.1 





3.9 




20 


Padova 


811 


1.7 


— 


4.3 


8.0 





3.1 




21 


Temesvàr .... 


879 


1.8 


— 





8.1 










22 


Salò 


883 


1.8 


4.2 


4.7 


8.2 


3.5 


3.1 




23 


Pavia 


920 


1.9 


4.2 


4.9 


8.1 


3.7 


3.1 




24 


Torino 


981 


2.0 


8.3 


5.3 


8.2 


4.9 


3.1 




25 


0"-Gyalla .... 


1020 


1.8 


4.0 


4.8 


9.4 


4.3 


3.5 




26 


Eremsmìinster . . . 


1037 


2.5 


— 


5.0 


6.9 


— 


3.5 




-<-27 


Vienna 


1048 


2.1 


— 


5.2 


8.3 


— 


3.4 


/ - 


_-^28 


Monaco 


1098 


2.5 


— 


5.4 


7.3 


— 


3.4 




29 


Grenoble .... 


1109 





— 


5.0 


— 


— 


3.7 




80 


Hohenheim .... 


1232 


2.5 


5.4 


6.9 


8.2 


3.8 


3.0 


V 


— 31 


Strasburgo .... 


1274 


1.7 


4.0 


— 


12.5 


5.3 


— 




B- 32 


Cracovia 


1289 


2.3 


5.1 


6.0 


9.3 


4.2 


3.6 




33 


Heidelberg .... 


1297 


2.5 


— 


— 


8.6 


— 


— 




34 


Plauen 


1336 


2.6 


— 


— 


8.5 


— 


— 




35 


Tortosa 


1347 


2.8 


5.2 


7.4 


8.0 


4.3 


3.0 


t 


_^36 


Jena 


1393 


2.8 


5.4 


6.7 


8.3 


4.3 


3.5 



Rizzo. 



346 



6. B. BIZZO 



38 



N. 




Stazione 



"79 

79(*) 



Lipsia . 
GSttìngen 
Potsdam . 
Uccie . . 
Amburgo 

Shide 

Kew . . 
S. Fernando — ^ 
Batum . 
Coimbra _ 
Liverpool 
Dorpat . 
Achalkalaki ^ 
Upsala . . 
Edimburgo .. 
Paysley . . 
Tiflis _ . . 
Mosca . . 
Bergen ^. . 
Punta Delgada 
Taschkent . 
Bombay _ . 
Irkutsk . . 
Kodaikànal __ 
Calcutta _« 
Toronto _. 
Baltimora » 
Cheltenham .« 
Vieques __. . 
Capo di Buona Sper 
Victoria B. C— 
Osaka . 
Tokyo . 
Batavia . 
Takubaya 
Pilar — . . 
Perth . 
Honolulu — 
Apia . . 
Christchurch 
Christcburch 



Distanza 
Km. 



U21 
1492 
1526 
1618 
1703 
1896 
1900 
1979 
1998 
2104 
2178 
2306 
2336 
2341 
2376 
2426 
2447 
2464 
2501 
3619 
4467 
5855 
6595 
6894 
6970 
7537 
7610 
7662 
8047 
8103 
9530 
9747 
9812 
10506 
10693 
11396 
12915 
13314 
17145 
18013 
21987 



Tj 


T. 


2.9 


5.6 


3.2 


5.9 


3.2 


5.9 


3.4 


5.7 


3.7 





3.7 





3.8 





4.2 





3.9 





4.1 





4.0 





4.6 


8.5 


4.8 


8.7 


4.6 


8.5 


4.8 


8.6 


4.6 


8.5 


5.0 


9.2 


5.1 


9.2 


— 


9.3 


7.3 


11.5 


7.2 


9.0 


9.3 


17.4 


9.9 


17.7 


9.6 


18.5 


9.8 





10.8 


20.5 


— 


20.0 


— 


20.0 


— 


20.0 


— 


20.8 


12.9 


22.9 


13.3 


23.6 


12.9 


23.9 


— 


24.4 


— 


25.6 


— 


26.7 


— 


25.2 


21.9 


36.9 


20.4 


42.8 


24.6 


— 


24.6 


— 



7.3 



6.7 
7.4 
7.5 

7.6 

8.5 

10.2 
12.4 
12.6 
11.2 
11.3 
14.0 
12.5 
12.6 
16.1 
17.1 
22.2 
27.3 
35.2 
34.0 
38.4 
33.0 
32.9 
32.1 
32.6 
36.8 
39.9 
35.6 



44.5 

64.4 

72.8 



r, 



8.2 

T5 
"O 

7.9 

7.7 

8.5 

8.3 

7.9 

8.5 

8.6 

9.1 

8.4 

8.1 

J^ 

8.2 

8.8 

8.1 

8.0 

8.3 
10.4 
10.5 
11.1 
11.9 
11.9 
11.6 



12.3 
12.2 
12.7 



10.1 
14.0 
11.4 
14.9 



4^ 

4.3 

4.7 



4.5 
4.5 

4.6 
4.7 
4.4 
4.5 
4.5 
5.3 
8.3 
5.6 
6.2 
6.2 

6.1 
6.3 
6.3 
6.7 
6.5 
7.0 
6.9 
6.8 
7.2 
6.9 
7.1 
8.5 
6.0 
6.6 



3.3 
3.3 

4.0 
3.9 

4.2 

4.4 

4.1 

3.8 
3.1 
3.2 
3.5 
3.6 
2.9 
3.3 
3.3 
3.6 
4.3 
4.4 
4.0 
3.3 
3.4 
3.3 
3.8 
3.9 
4.2 
4.1 
4.3 
4.1 
4.6 



4.3 

3.4 
3.9 



Nella tabella precedente vi sono parecchie lacune, dovute al fatto che non in 
tutti i sismogrammi si poterono determinare con sicurezza i diversi elementi della 
registrazione e inoltre vi sono delle variazioni accidentali nei valori delle velocità 



(*) Valori corrispondenti alla stazione di Christchurch, nella supposizione che il movimento vi 
fpungH attraverso all'America. 



39 SULLA VELOCITÀ DI PROPAGAZIONE DELLE ONDE SISMICHE, ECC. 3i7 

medie trovate, le quali variazioni possono essere apparenti, cioè dovute ad errori 
di osservazione o di interpretazione dei sismogrammi, ovvero possono anche essere 
reali, cioè dovute a delle effettive variazioni della velocità di propagazione, per le 
speciali condizioni geologiche e fisiche di una determinata regione. Tuttavia, mal- 
grado queste lacune e queste irregolarità, si vede chiaramente quale sia l'ordine di 
grandezza della velocità apparente delle tre forme caratteristiche di ondulazioni, 
con cui si propagano i movimenti sismici. 

Si sono fatte varie ipotesi per spiegare come codesti gruppi di ondulazioni im- 
piegano un tempo differente per giungere in un determinato punto e perciò risultano 
distinti nei diagrammi del terremoto e sembrano propagarsi con diverse velocità; 
ma il problema non è ancora bene risolto. I limiti assegnati al mio lavoro non mi 
permettono di discutere ora siffatta questione, e spero di farlo un'altra volta: intanto 
possiamo considerare ciascuno dei tre principali sistemi di ondulazioni costituenti il 
movimento sismico come dotati di una propria velocità superficiale, che per maggior 
precisione chiamiamo velocità superficiale apparente, e che misuriamo come il rap- 
porto fra la lunghezza dell'arco di circolo massimo compreso fra l'epicentro e il luogo 
d'osservazione e il tempo impiegato nella propagazione del movimento. 

Come si vede dalla tabella precedente queste velocità presentano una proprietà 
comune: esse vanno rapidamente diminuendo fino ad una certa distanza e poi cre- 
scono nuovamente. 

Le leggi di queste variazioni si possono studiare opportunamente ricorrendo ad 
una costruzione grafica: nella tav. I (in due scale diverse, una più ampia, per la 
regione Europea-Medi terranea, e l'altra più piccola, in cui sono considerate anche 
le stazioni che si trovano alle più grandi distanze) coi dati delle osservazioni ho 
costruito, per le tre forme caratteristiche di ondulazioni, le curve OA, OB, OC, che 
chiamiamo diagrammi della propagazione del movimento sismico, ovvero odografe di 
Schmidt (1), prendendo come ascisse le distanze, alle quali si propagano i movimenti 
e come ordinate i tempi impiegati nella propagazione. 

Le curve sono abbastanza ben determinate dai punti che servono a costruirle, 
e, quantunque, in generale, sia pericoloso rappresentare la legge di un fenomeno 
con una curva tracciata a mano, perchè vi è sempre qualche cosa di arbitrario, in 
questo caso, per la copia delle osservazioni e per il sufficiente accordo fra la maggior 
parte delle medesime, possiamo ammettere che esse, con molta approssimazione, 
rappresentino le leggi con cui, al variare della distanza dall'epicentro, varia la velo- 
cità di propagazione delle onde sismiche. 

Dalle curve medesime si possono poi dedurre i valori più probabili degli intervalli 
di tempo e delle medie velocità superficiali apparenti delle onde sismiche fra l'epi- 
centro e una distanza qualunque. 



(1) A queste curve A. Schmidt di Stuttgart (A. Schmidt, WeUenhewegung und Erdhéhm, ' Jahres- 
hefbe dea Vereins fùr vaterl&ndische Naturkunde in Viirttemberg ,. XLIV Jahrg., pag. 248, 1888) 
"ha dato il nome di curve odografe; ma siccome la parola odografa ha in meccanica un altro signi- 
■ficato datole dall'Hamilton, è opportuno distinguere le curve medesime chiamandole odografe di 
Schmidt del movimento sismico. 



348 6. B. RIZZO 

Eccone un esempio, con le stesse notazioni come nella tabella I. 



40 



Tabella li. 



Distanza dall'epicentro 


Ti 


Tj 


T 


Vi 


K, 


r 


100 Km. 


0.08 


0.08 


0.08 


20.8 


20.8 


20.8 


200 , . 


0.20 


0.20 


0.20 


16.7 


16.7 


16.7 


300 , 


0.36 


0.41 


0.52 


13.9 


12.2 


9.6 


400 , 


0.56 


0.68 


0.99 


11.8 


9.8 


6.7 


500 „ 


0.80 


1.05 


1.50 


10.4 


7.9 


5.6 


600 , 


1.05 


1.55 


2.12 


9.5 


6.5 


4.8 


700 , 


1.30 


2.10 


2.75 


9.0 


5.6 


4.2 


800 , 


1.57 


2.67 


3.46 


8.5 


5.0 


3.9 


900 , 


1.85 


3.19 


4.10 


8.1 


4.7 


3.7 


1000 „ 


2.10 


3.68 


4.75 


7.9 


4.6 


3.5 


1500 , 


3.20 


5.89 


7.64 


7.8 


4.2 


3.3 


2000 , 


4.14 


7.63 


10.11 


• 8.1 


4.4 


3.3 


2500 , 


4.97 


9.09 


12.35 


8.4 


4.6 


3.4 


3000 , 


5.69 


10.40 


14.35 


8.8 


4.8 


3.5 


3500 „ 


6.33 


11.62 


16.31 


9.2 


5.0 


3.6 


4000 , 


6.89 


12.80 


18.26 


9.7 


5.2 


3.6 


4500 , 


7.40 


13.92 


20.20 


10.1 


5.4 


3.7 


5000 , 


7.90 


15.02 


22.12 


10.5 


5.5 


3-8 


6000 , 


9.00 


17.20 


25.90 


11.1 


5.8 


3.9 


7000 , 


10.00 


19.40 


29.60 


11.6 


6.0 


3.9 


8000 , 


11.00 


21.60 


33.30 


12.2 


6.2 


4.0 


9000 , 


12.00 


23.80 


37.00 


12.5 


6.3 


4.0 


10.000 , 


13.00 


26.00 


40.70 


12.8 


6.4 


4.1 


15.000 , 


18.00 


37.00 


59.20 


13.9 


6.7 


4.2 


20.000 , 


23.00 


48.00 


77.70 


14.5 


1 6.9 


4.3 



Nella tavola II, che ha per fondo un ordinario planisfero terrestre, sono segnate 
le linee di eguali distanze dall'epicentro del terremoto, di 1000 in 1000 chilometri, 
con le principali stazioni sismiche, specialmente quelle che si trovano alle maggiori 
distanze dall'epicentro, le quali sono anclie abbastanza distanti le une dalle altre, 
per non rendere confusa la rappresentazione. Per queste stazioni sono indicate le 
differenze fra il tempo effettivamente impiegato dalle onde sismiche nel] 'arrivarvi e 
il tempo medesimo dedotto dalle odografe dello Schmidt. L'esame di codeste diffe- 
renze potrebbe mostrare se, in qualche speciale direzione, le onde sismiche abbiano 
una velocità più grande o più piccola della media; ma, come si vede dalla tavola, 
per ora non è possibile risolvere la questione. 

Per ogni punto si può anche determinare il valor vero della velocità del movi- 
mento sismico: a noi basta determinare le medie velocità superficiali Tf'i, TFg, W, 
corrispondenti alle tre fasi del movimento, fra due punti abbastanza vicini, perchè, 
nell'intervallo fra essi compreso, queste velocità non presentino che delle variaeioni 
relativamente piccole. 



41 SULLA VELOCITÀ DI PBOPAGAZIONE 'p£^£^.ONDE SISMICHE, ECC. 

/ •* ' •*• • 

• • • • • ^ ^ m^ 

Ecco alcuni risultati. " ' • r •• •'*• -. 



349 



Tabella HI. 



Intervallo 


Wi 


Wt 


W 


O-lOO Km. 


20.8 


20.8 


20.8 


100-200 


13.9 


13.9 


13.9 


200-30(r , 


10.4 


7.3 


5.2 


300-400 


7.9 


6.2 


3.6 


400-50(r , 


6.9 


4.5 


3.3 


500-600 


6.7 


3.3 


2.8 


600-700 , 


6.4 


3.0 


2.6 


700-800 


6.2 


2.9 


2.4 


800-900 


6.2 


3.2 


2.5 


900-1000 , 


6.4 


3.4 


2.6 


1000-1500 , 


7.6 


3.8 


2.9 


1500-2000 , 


8.8 


4.9 


3.4 


2000-2500 , 


10.0 


5.5 


3.7 


2500-3000 , 


11.4 


6.3 


4.2 


3000-3500' , 


13.0 


6.8 


4.3 


3500-4000 , 


14.9 


7.1 


4.3 


4000-4500' , 


16.3 


7.3 


4.4 


4500-5000 . 


16.7 


7.4 


4.4 


5000-6000' , 


16.7 


7.5 


4.5 


6000-7000 , 


16.7 


7.6 


4.5 


7000-8000 , 


16.7 


7.6 


4.5 


8000-900Q, , 


16.7 


7.6 


4.5 


9000-10000 , 


16.7 


7.6 


4.5 


10000-15000 , 


16.7 


7.6 


4.5 


15000-2000Ò' , 


16.7 


7.6 


4.5 



Queste tabelle (II e III) con la tavola I, riassumono la maggior parte del mio 
lavoro. I tre più importanti sistemi di ondulazioni con cui si propaga un movimento 
sismico, i quali sono definiti dalle due fasi preliminari e dalla fase principale della 
registrazione, sono dapprima sovrapposti; ma poi si separano gli uni dagli altri;. e 
quanto è maggiore la distanza a cui giunge il movimento, è anche più grande l'inter- 
vallo di tempo che separa gli istanti in cui principiano le registrazioni delle tre fasi 
considerate. Su questi principii sono fondate tutte le regole empiriche, con le quali 
si determinano le distanze dairepìcentro di un terremoto mediante l'analisi dei cor- 
rispondenti sismogrammi. 

Godeste velocità superficiali diminuiscono rapidamente fino ad una certa distanza 
dall'epicentro, dove prendono dei valori minimi e poi vanno nuovamente crescendo, 
sebbene con molto maggiore lentezza. 

Nel punto in cui avviene il cambiamento di segno nella variazione della velocità 
le odografe di Schmidt presentano un punto di flesso ; e viceversa l'ascissa del punto 
di flesso di un'odografa determina la distanza dall'epicentro a cui corrisponde la 
minima velocità di propagazione. 



350 G. B. RIZZO — SULLA VELOOITÀ • DLEBOPAG AZIONE DELLE ONDE SISMICHE, ECC. 42 

Tanto la grande^a di '4^^sti valori minimi della velocità, quanto la distanza 
alla quale vengono V^s^iunti dipendono probabilmente, oltre che dalla natura delle 
rocce, :dLaH& .intensità delle scosse; ed è evidente che codesta distanza dipende dalla 
ptofondità del centro di scuotimento sotto la superficie terrestre (1). 

Nel caso nostro la velocità superficiale andò diminuendo fino alla distanza di 
circa 800 Km., dove si ebbe per i primi tremiti preliminari 

W, = 62 ^, 
^ sec. ' 

per il principio della seconda fase* 

Km. 



W^ = 2.9 



sec. 



e per le prime ondulazioni della fase principale 

W=2A -^^ (2). 

sec. ^ ' 

Da questo punto i valori delle velocità delle tre forme di movimento incomin- 
ciarono nuovamente a crescere e raggiunsero successivamente gli altri valori indicati 
nella tabella precedente. 

Come si vede nella medesima tabella, codesti valori delle velocità raggiungono 
poi i limiti: 

W, = 16.7 K-U, 
W, = 7.6 , 
TT = 4.5 „ 

ad una distanza di circa 6000 Km. dall'epicentro e sembra che questi siano vera- 
mente, nel caso nostro, dei limiti delle velocità superficiali delle onde sismiche. Ma 
è probabile che anche i valori di queste velocità limiti e la distanza dall'epicentro, 
alla quale i medesimi vengono raggiunti, dipendano dai caratteri della scossa e dalle 
proprietà dei materiali, attraverso ai quali si propaga il movimento. 



(1) Sopra il calcolo della profondità degli ipocentri nei movimenti sismici; Atti di questa Beale 
Accademia, voi. XLI, pag. 1061, 1906. 

(2) Il Faidiga {*' Mittheilungen der Erdbeben-Commission der Rais. Akad. d. Wiss. in Wien ,, 
N. F., n. XYII, 1908) discutendo le osservazioni raccolte fino alla distanza di 1784 Km. dairepicentro, 
in occasione del terremoto di Sii\j nella Dalmazia, nel giorno 2 luglio 1903, trovò che la minima 
velocità del primo rapido incremento della registrazione sismica — che probabilmente corrisponde al 
princìpio della seconda parte della fase principale — aveva raggiunto il valore minimo di Km. 1,33 
al minuto secondo alla distanza di 399 Km. dairepicentro. 



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REALE ACCADEMIA DELLE SCIENZE DI TORINO 

(Anno 1907-1908) 



-1 







NUOVO CONTRIBUTO ALLO STUDIO 



DELLA 






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ME2MOKIA 

Prof. G. B. RIZZO 

CON 1 TAVOLA 




TORINO ' 
OÀUJJO OLAUSEN 
lltnla dilla R. Accadinia dilla Sclaizt 
1908 



REALE. ACCADEMIA DELLE SCIENZE DI TORINO 

(Ahho 1907-1908) 



NUOVO CONTRIBUTO ALLO STUDIO 



DILLA 






MBMOH^IA 

DEL 

Prof. G. B. RIZZO 

CON 1 TAVOLA 




TORINO 
OA^ttlaO OXjAUSEN 

LlkralHilli R. AecsiMli dilli Seliui 
1908 



»^J 



/ 



Estr. dalle Memorie della Beale Accademia delle Scienze di Torino 

SE31IE n. TOM. LIX 

Approvata nélV Adunanza del 24 Maggio 1908. 



Tosino — Stabilimento Tipognrafico Vikcbmeo Bosa 




Introduzìoiie. 



Fino a pochi anni addietro lo studio dei movimenti del suolo veniva considerato 
come un ramo della geologia o della geografia fisica, inquantochè codesti movimenti 
possono produrre delle variazioni nell'aspetto e nella configurazione del suolo. Inoltre 
la geologia studia le relazioni fra le condizioni geologiche di una regione e la fre- 
quenza e l'intensità dei terremoti, ai quali la medesima è soggetta; e poi questa 
scienza si occupa dei fenomeni sismici che avvengono attualmente alla superficie 
terrestre, perchè vi trova una guida a interpretare esattamente la storia del passato 
della terra. 

Ma, accanto a questa sismologia geologica o geografica è sorta recentemente 
la sismologia fisica, che è ben distinta dalla prima per il suo scopo e per i suoi metodi 
di ricerca. Quando avviene un terremoto in uxia regione qualsiasi, per Felasticità dei 
materiali, che costituiscono la crosta terrestre, intorno al centro di scuotimento o 
intorno alle aree, dove questo scuotimento è massimo, si propagano dei movimenti, 
i quali, sebbene diventino così tenui, col crescere della distanza, da non essere per- 
cettibili, senza l'aiuto di strumenti sensibilissimi, possono tuttavia arrivare fino a 
distanze grandissime dall'origine e talora possono anche estendersi a tutta quanta 
la superficie terrestre. Per lo studio di questi movimenti si sono costruiti degli appa- 
recchi, i quali, pur essendo facilmente maneggevoli, registrano con sicurezza una 

1 J. _..„X J X .. ._._ ..,_ .. 1 



inclinazione del suolo di 
di millimetro. 



di minuto secondo, o uno spostamento orizzontale di ^77^7^ 
100 1000 



376 o. B. RIZZO 2 

I calcoli di queste inclinazioni e di questi spostamenti si fanno coi rigorosi criteri, 
che si applicano nelle misure delle più importanti grandezze fisiche, e i metodi astro- 
nomici permettono di stabilire esattamente gli istanti, in cui giungono in una data 
stazione le differenti fasi di un movimento sismico, per determinarne la velocità. 

E siccome le velocità di propagazione dei movimenti oscillatori sono intima- 
mente legate con le proprietà fisiche del mezzo, attraverso al quale si propagano, 
così lo studio delle velocità di propagazione dei movimenti sismici permette di deter- 
minare le condizioni dei materiali costituenti la terra, anche nelle profondità inac- 
cessibili all'uomo. Come lo spettroscopio aveva rivelato la composizione chimica e 
le condizioni fisiche del sole e delle altre stelle, così, secondo la bella immagine 
deirOldham, l'analisi dei movimenti oscillatori prodotti da una scossa di terremoto 
e trasmessi attraverso alle profondità del suolo, ci guida alla conoscenza della densità 
e delle costanti elastiche del mezzo, che serve alla propagazione del movimento. 

Ma a questo punto ci si presenta una questione fondamentale : quali sono codesti 
materiali, per cui l'analisi dei diagrammi sismici ci fa conoscere la densità e le 
costanti elastiche ? 0, in altre parole, quale cammino seguono le vibrazioni prodotte 
da una scossa di terremoto, nel propagarsi fino ad un punto qualunque della superficie 
terrestre ? 

Si ammette generalmente che le ondulazioni costituenti la fase principale di una 
registrazione sismica si propagano dall'epicentro del movimento fino ad un punto 
qualunque, lungo la superficie della terra e seguendo l'arco di circolo massimo che 
passa per l'origine e per la stazione considerata. Per le vibrazioni che costituiscono 
i primi e i secondi tremiti preliminari sì ammette invece più comunemente l'ipotesi 
che questi moti si propaghino direttamente dal centro di scuotimento fino ad una 
stazione qualunque, attraversando la terra nel suo interno. 

Facendo poi qualche ipotesi intomo alla legge con cui varia la densità della terra 
coll'aumentare della profondità sotto il suolo e supponendo che le vibrazioni sismiche 
si propaghino attraverso alla terra con leggi analoghe a quelle, con cui si propagano 
nell'etere le vibrazioni luminose, riesce facile stabilire le equazioni dei raggi sismici 
attraverso alla crosta solida della terra e attraverso al magma centrale. 

Questa applicazione dell'analisi matematica al fenomeno della propagazione dei 
movimenti sismici è veramente elevatissima ; e, una volta ammessi i principi, da cui 
sono dedotte le equazioni differenziali del movimento, le deduzioni sono fatte con 
tutto il rigore desiderabile. Ma, come ebbi già occasione di mostrare in due note 
che furono accolte negli Atti di questa Accademia (1), io penso che questi siano 
solamente degli eleganti esercizi di analisi, i quali non hanno alcun fondamento nella 
realtà ; e che il fenomeno della propagazione di codesti movimenti avvenga in modo 
diverso da quello che è definito nelle equazioni differenziali, sulle quali è costruito 
tutto Tedifizio della teorìa matematica della propagazione dei raggi sismici nell'in- 
terno del globo. E ho dimostrato come sia più conforme ai risultati dell'osservazione 
l'ammettere che le deformazioni elastiche dovute ad un terremoto si propaghino soltanto 
nello strato superficiale della crosta terrestre, senza raggiungere una grande pro- 



ci) Sulla propaf/azione dei terremoti, voi. XLII, pag. 1109 e 1120, 1907. 



3 NUOVO CONTRIBUTO ALLO STUDIO DELLA PROPAGAZIONE DEI MOVIMENTI SISMICI 377 

fondita. Secondo me le vibrazioni che producono i primi e i secondi tremiti preli- 
minari di una registrazione sismica precedono le ondulazioni costituenti la fase prin- 
cipale, non già perchè si propaghino dal centro di scuotimento fino al luogo d'osser- 
vazione, lungo un più breve percorso, attraversando la terra nel suo intemo ; ma 
perchè, essendo rispettivamente delle vibrazioni longitudinali e delle vibrazioni equi- 
voluminali (Lamb), ai propagano con delle velocità più grandi di quella che spetta 
alle onde della fase principale, le quali sono probabilmente delle onde superficiali di 
Rayleigh. 

Emilio Wiechert, il geniale direttore dell'Istituto geofisico di Gottinga, accoppia 
ad una grande abilità sperimentale, con cui è riuscito a costruire un sismografo di 
singolare perfezione, una profonda conoscenza dell'analisi : ed è uno dei più valorosi 
cultori della sismologia fisica. Egli ha stabilito le equazioni che esprimono gli ele- 
menti del moto reale del suolo, in funzione delle costanti dei sismografi e delle 
oscillazioni registrate (1), ed in un lavoro più recente (2) si è applicato alla deter- 
minazione della densità e delle costanti elastiche della terra nel suo interno ; ma 
anch'egli ha ammesso che le vibrazioni che producono i primi e i secondi tremiti 
preliminari delle registrazioni sismiche si propaghino veramente nell'interno della 
terra. Il Wiechert ha insistito sopra questo concetto non solo nella pubblicazione 
accademica ora citata, ma anche in altre occasioni, come, ad esempio, nella magnifica 
conferenza che egli ha tenuto nello scorso mese di settembre, a Dresda, dinanzi alla 
Riunione annuale dei naturalisti e medici tedeschi (3) e che fu anche pubblicata 
nel 1^ numero della '^ Physikalìsche Zeitschrift « di quest'anno. 

In sostanza, la prova che, mentre le onde della fase principale si propagano 
alla superficie terrestre, i movimenti che producono i primi e i secondi tremiti preli- 
minari delle registrazioni sismiche attraversano la terra nel suo interno, sarebbe 
questa. Per i tremiti preliminari i tempi impiegati nel giungere alle stazioni lontane 
dall'epicentro non sono semplicemente proporzionali alle distanze misurate sulla 
superficie, invece per le onde della fase principale i tempi impiegati sono propor- 
zionali a queste distanze dall'epicentro. Considerando l'importanza della questione 
e rautorìtà del Wiechert, chiedo venia di riportare qui le sue parole: '^ Beachtet 
" man.... dass die Zeiten, in denen die Wellen (der Vorl&ufer) entfemte Stationen 
" erreichen, nicht einfach proportional sind mit der auf der Erdoberflftche gemessenen 

* Entfemung vom Herd, so folgt, dass sowohl die ersten, als auch die zweiten Vor- 

* làufer sich durch die Tiefen des Erdkórpers ausbreiten Ganz anders steht es 

" um die Uauptwellen. Hier ist die Ausbreitungsgeschwindìgkeit, làngs der Erdober- 

* flàche selbst gemessen, in alien Entfernungen vom Herd dieselbe,.... so mtlssen 

* wir folgern, dass die Hauptwellen wie die Meereswogen làngs der Oberflàche laufen «. 



(1) E. WiicHiHT, Theorie der auiomatischen Sei»mographen^ * Abhandl. d. EQnigl. Geeell. d. Wiss. 
z. Gfittingen „ Math.-Phys. Kl., II Bd., N. 1, 1903. 

(2) E. Wiechert u. K. Z(Jppbite, Utber ErdhehenweUtn, ' Nachr. v. d. KOnigl. Gesell. d. Wiss. z. 
GOttingen .„ Matb.-Pfays. Kl., 1907, Heft 4. 

(3) E. Wiechert, Die Erdbébenforachung, ihre Hilfamittel und ihre Resultate fUr die Qeopkysik, 
• Verhandl. d. Gesell. deutsch. Naturforscher u. Aerate ,, 79. Versamm. z. Dresden, 15-21 Sept. 1907, 
S. 212, Leipzig, 1908. 

Rizzo. 2 



378 o. B. RIZZO 4 

Il Wiechert aggiunge poi un altro argomento dedotto dal rapporto fra le ampiezze 
degli spostamenti orizzontali e di quelli verticali nelle diverse fasi delle registrazioni ; 
ma, come ho anche dimostrato nelle note citate or ora, le misure delle componenti 
verticali dei movimenti sismici sono finora troppo scarse e troppo incerte, per poterne 
dedurre con sicurezza una conseguenza qualsiasi : e perciò l'argomento fondamentale, 
per sostenere che i tremiti preliminari si propagano attraverso alla terra, rimane 
quello che si deduce dalla considerazione dei tempi impiegati per giungere alle 
stazioni lontane dall'epicentro. 

Se veramente le ondulazioni della fase principale si propagassero con una velocità 
costante lungo la superficie terrestre, mentre le vibrazioni che danno luogo ai primi 
e ai secondi tremiti preliminari si propagano con delle velocità medie, le quali, stimate 
lungo le superficie, vanno crescendo colla distanza dall'epicentro, sarebbe questo un 
forte argomento, per sostenere l'ipotesi che le vibrazioni, alle quali sono dovuti i 
primi e i secondi tremiti preliminari, arrivano in punti d'osservazione via via più 
distanti dall'epicentro, percorrendo delle traiettorie, che attraversano ognora più 
profondamente il globo terrestre. Ma se tutte e tre le forme di movimento si pro- 
pagano in modo analogo, cioè con velocità medie superficiali che, a partire da una 
certa distanza dall'epicentro, dove le velocità presentano un valore minimo, vanno 
crescendo col crescere della distanza, fino ad- un valore limite, come risulta dal mio 
studio sulla velocità di propagazione delle onde sismiche del terremoto del giorno 
8 settembre 1905 (1), allora, facendo astrazione da altre considerazioni, non vi è 
ragione di ammettere che codeste forme di movimento si propaghino per vie diverse. 

La questione è molto importante per la fisica terrestre, e affinchè riesca più 
facile Sformarsene un concetto adeguato, accennerò qui brevemente agli altri lavori 
più notevoli pubblicati di recente sopra questo argomento. 

Nel 1900 il geologo inglese R. D. Oldham (2) determinò la velocità di propaga- 
zione dei movimenti prodotti da sette grandi terremoti, i quali avevano avuto il loro epi- 
centro nel Oiappone (22 marzo, 1894), nell'Argentina (27 ottobre, 1894), nel Giappone 
(15 giugno, 1895 e 31 agosto, 1896), nell'Assam (12 giugno, 1897), nel Giappone 
(5 agosto, 1897) e nel Turkestan (17 settembre, 1897). £ giunse a questo risultato, 
che i primi e i secondi tremiti preliminari si propagano con velocità medie super- 
ficiali crescenti, mentre la velocità dei movimenti principali rimane costante. 

Bisogna però avvertire fin d'ora che il primo dei terremoti considerati fu solamente 
registrato fra le distanze di 68^,7 e 85^,4, ossia fra 7640 e 9500 km. dall'epicentro ; 
il secondo terremoto fra 102^,2 e 120<',9, ossia fra 11360 e 13440 km.; il terzo 
fra 85^,1 e 90^9, ossia fra 9460 e 10110 km.; il quarto fra 72^7 e 88^2, ossia 
fra 8080 e 9810 km.; il quinto fra 63^9 e 70^9, ossia fra 7100 e 7880 km.; il sesto 
fra 74<>,2 e 90^9, ossia fra 8250 e 10110 km.; e l'ultimo fra 27^,5 e 48^9, ossia 
fra 3060 e 5440 km. Questa osservazione ci sarà utile per interpretare esattamente 
i risultati dell'Oldham. 

Il Milne confermò questi risultati, discutendo i sismogrammi ottenuti in 40 sta- 



ci) Memorie di questa R. Accademia, serie U, t. LYII, pag. 309, 1906. 

(2) R. D. Oldhàic, On the propagation of Earthquake Motian to grtat Distances, * Phil. Trans. 
R. Soc. London „ A., voi. 194, p. 135, 1900. 



NUOVO CONTRIBUTO ALLO STUDIO DELLA PROPAGAZIONE DEI MOVIMENTI SISMICI 



379 



zioni munite del suo pendolo orizzontale a registrazione fotografica e distribuite su 
tutta la superficie terrestre (1) ; e piii recentemente lo stesso Oldham, discutendo 
le osservazioni dei movimenti prodotti dal terremoto di Guatemala, vi trovò un'altra 
conferma dei risultati, ai quali era giunto nel Ì900 (2). 

I risultati ottenuti dall' Oldham in questo studio sul terremoto del Guatemala 
sono raccolti nella seguente tabella, che dà, per le diverse distanze dall'epicentro, 
i valori delle medie velocità superficiali corrispondenti alla 1* e alla 2' fase (primi 
e secondi tremiti preliminari) e al massimo della fase principale. 



Distanza dall'epicentro 


1* 


Fase 


2» 


Fase 


Fase principale: 


massimo 


Gradi 


Km. 


Owervaz. 


1 Velocità 
I Km./gec. 

! 6.54 


Osservaz. 


■ Velocità 
.' Km./gec. 

r " " 

' 4.02 


Osservaz. 


Velocità Km./sec. 


29.3 


3258 


2 


2 


2 




3.17 


78.0 


8672 


7 


10.71 


5 


5.93 


6 




2.72 


90.8 


10095 


20 


' 11.38 


14 


1 G.71 


19 




3.41 


102.4 


11885 


3 


1 12.32 


2 


1 7.45 


2 




3.32 


112.2 


12474 


4 


; 12.75 


2 


1 7.04 


7 




3.08 


145.6 


16188 


5 


1 12.43 


2 


6.54 


3 




3.13 


160.4 


17833 


' 


; 13.69 

1 


1 


6.58 

i 


1 




3.41 



Di qui appare veramente che le medie velocità superficiali dei primi e dei secondi 
tremiti preliminali crescono con la distanza dall'epicentro. 

Tuttavia nelle conclusioni, che l'Autore deduce dal suo studio, egli stesso osserva 
in primo luogo che non vi erano state osservazioni fra l'epicentro e la distanza di 28^, 
e poi che fra 30° e 90^ la curva, la quale rappresenta la relazione fra lo spazio e 
il tempo della 1^ fase, è quasi una linea retta corrispondente ad una velocità di 
circa 18 km.'sec. 

Per ciò che riguarda la fase principale l'Autore aggiunge che poco vi è da dire, 
poiché la velocità apparente di propagazione è in complesso uniforme, essendo facil- 
mente spiegabili le divergenze osservate (3). Ma noi dobbiamo alla nostra volta osser- 
vare che queste deduzioni si riferiscono, non già alle onde costituenti il principio della 
fase principale del movimento, ma alle massime ampiezze della registrazione. Ora 
è ben noto, in primo luogo, che la durata di una registrazione cresce col crescere 
della distanza dall'epicentro e anche l'istante del massimo è sempre piii in ritardo 
rispetto al principio della fase principale; inoltre l'istante della massima ampiezza 
della registrazione dipende molto strettamente dalle costanti del sismografo adope- 
rato: perciò, se si calcola la velocità di propagazione delle onde principali, consi- 
derando solamente le onde di maggior ampiezza, si può facilmente venir tratti in 



(1) J. MiLHE, Fifth Report on Sismol. Investig., ' Brit. Ass. f. the Adv. of Science ,, Bradford 
Meeting, pag. 66, 1900; Seventh Report, * Id.. ,, Belfast Meeting, pag.' 7, 1902. 

(2) R. D. Oldham, The raU of Transmission of the Guatemala Earthquake, Aprii 19, 1902, * Proc. 
Roy. Soc. London „ A, voi. LXXVI, pag. 102, 1905. 

(3) • Of the third phase little need be said; the apparent rate of propagation ìb on the whol" 
uniform, the irregularitie? being siifficiently accounted for , (1. e). 



380 



G. B. RIZZO 



errore. Questo spiega le singolari anomalie, che si trovano nei risultati deirOIdham, 
per cui, ad esempio, la velocità, per i due primi gruppi di stazioni, invece di cre- 
scere, scende da 3.17 a 2.72 km. al secondo. 

In conclusione: queste osservazioni dell' Oldham non ci dicono nulla di preciso 
intorno alla velocità di propagazione delle onde che costituiscono il principio della 
fase principale ; anzi, se la velocità con cui si propagano le oscillazioni di maggiore 
ampiezza rimanesse costante, si dovrebbe dire che le onde costituenti il principio 
della fase principale si propagano con velocità crescenti, col crescere della distanza 
dall'epicentro. 

In un altro lavoro ancora più recente (1906) il signor Oldham si è di nuovo 
occupato delle variazioni della velocità media superficiale dei primi e dei secondi 
tremiti preliminari, per dedurne alcune conseguenze intorno alla costituzione intema 
della terra (1). Per questo studio l' Oldham ha approfittato delle osservazioni raccolte 
in occasione di 14 grandi terremoti, sette dei quali sono quelli stessi, che avevano 
servito all'Autore per il suo studio del 1900 e gli altri sono i seguenti: terremoto 
del Giappone (22 aprile, 1898), Giappone (9 agosto, 1901), Filippine (14 dicembre, 1901), 
Guatemala (19 aprile, 1902), Eashgar (22 agosto, 1902); e altri due, dei quali non 
era stato possibile determinare l'ora, se non per via indiretta, cioè i terremoti del- 
l'Alaska (4 e 10 settembre, 1899) e di Ceram (29 settembre 1899). 

I risultati sono riassunti nella seguente tabella : 



Distanza dall'epicentro 


1» Fase 
Velocità medie: Em./Bec. 


2» Fase 
Velocità medie: Em./sec. 


Gradi 


Km. 


Lungo l'arco 


Lungo la corda 


Lungo l'arco 


Lungo la corda 


30 


3333 


9.26 


9.15 


5.05 


4.99 


60 


6667 


10.10 


9.65 


5.85 


5.58 


90 


10000 


11.11 


10,00 


6.66 


6.00 


120 


13333 


12.35 


10.21 


7.66 


6.34 


150 


16667 


13.23 


9.76 


6.17 


4.55 


180 


20000 


15.15 


9.65 


6.67 


4.24 



E l'Autore conchiude che per la 1* e per la 2» fase vi è un continuo aumento 
della velocità apparente, il qual fatto porta ad ammettere, egli dice, che le oscillazioni 
corrispondenti non possono essere onde superficiali, ne onde le quali si propaghino 
a piccola profondità sotto la superficie terrestre ; ma debbono invece propagarsi 
attraverso allo spessore della terra. E il fatto che le medie velocità stimate lungo 
la corda diminuiscono a partire dalla distanza angolare di 120^, per cui la profondità 
della corda tocca la metà del raggio terrestre, viene da lui interpretato come una 
prova che nell'interno della terra vi è un nucleo, avente un diametro presso a poco 
uguale alla metà del diametro terrestre, nel quale nucleo va diminuendo la velocità di 



(1) R. D. Oldham, The conaiitutian of the Interior of the Earth, as revealed by Earthquakes, * The 
Quart. Journ. of the Geol. Soc. London „ voi. 62, pag. 456, 1906. 



7 NUOVO CONTRIBUTO ALLO STUDIO DELLA PROPAGAZIONE DEI MOVIMENTI SISMICI 381 

propagazione delle ondulazioni costituenti la 1* e la 2* fase preliminare : questa dimi- 
nuzione sarebbe più cospicua per le ondulazioni della seconda fase. 

Per quanto riguarda le ondulazioni della fase principale, l'Autore non crede di 
doversene piti occupare; infatti, considerando come provato che codeste ondulazioni 
hanno una media velocità superficiale costante e si propagano lungo la superficie, 
egli giudica che dalle medesime non è possibile apprendere nulla intomo alla costi* 
tuzione interiore della terra, che forma l'oggetto della Memoria. 

Ma, come abbiamo veduto, la dimostrazione data dall'Autore nella Memoria 
del 1900, per provare che le ondulazioni della fase principale si propagano lungo 
la superficie con velocità costanti, si fonda sopra osservazioni raccolte a grandi 
distanze dall'epicentro e a quelle grandi distanze, come risulta anche dalla Memoria 
mia del 1906, la velocità può rimanere sensibilmente costante, pur avendo provato 
delle considerevoli variazioni a distanze minori. Né, come abbiamo veduto or ora, 
riesce piìi convincente la dimostrazione dedotta dalle osservazioni del terremoto del 
Guatemala; quindi dai lavori dell' Oldham non è punto dimostrato che le ondulazioni 
della fase principale si propaghino con velocità costante. Anzi fra le stesse osservazioni 
delle quali egli si è valso, ve ne sono alcune che dimostrano il contrario : cosi le 
osservazioni che si riferiscono al terremoto di Ceram, le quali erano state raccolte 
ed illustrate dal Rudolph, dimostrano che anche le velocità medie superficiali, colle 
quali si propagano le ondulazioni della fase principale, crescono col crescere delle 
distanze dall'epicentro, appunto come avviene per la velocità di propagazione dei 
primi e dei secondi tremiti preliminari (1). 

Qui bisogna ricordare le ricerche di Imamura (2), il quale studiò molti terremoti, 
avvenuti un po' per tutto il mondo, nei tre anni e mezzo dal 1^ luglio 1899 al 31 di- 
cembre 1902. Calcolando gli intervalli di tempo trascorsi dall'istante della scossa fino 
all'istante, in cui le differenti fasi del movimento venivano registrate a Tokyo, egli 
ne dedusse i valori medi per le velocità di propagazione fino a quella distanza. Indi- 
cando rispettivamente con Fi, F,, Fj, Fg le medie velocità superficiali per i primi 
e i secondi tremiti preliminari, per il principio della fase principale e il principio 
di quel gruppo di oscillazioni della fase principale, a cui appartiene ordinariamente 
la massima ampiezza del movimento, si ha, secondo Imamura : 

/■•e. 



Vi 


= 


13.2 


r. 


= 


6.8 


r. 


= 


4.5 


n 


= 


3.3 



!E queste velocità sembrano costanti, col variare della lunghezza dell'arco compreso 

fi*^' l'origine del movimento e la stazione di Tokyo, dove avvennero le registrazioni. 

]Ma è evidente che le cause d'errore sono molteplici : prima di tutto la diffi- 

C M) E. Rudolph, Ueber das Erdbeben von Ceram am 30 September 1899^ * Gerland's BeitrSge zur 
^^^B^liysik „ Bd. VI, Heft. 1, S. 238, 1903. 

C'S) A. Imauvua, On Milne Horizontal Pend%Uufn Seistnograms ohtained ai Hongo, TokyOy Pubi, of 
t\i^ lEarthq. Invest. Comra. in For. Lang., No. 16, 1904. 



382 



6. B. RIZZO 



8 



colta di conoscere con esattezza il tempo e anche il luogo della scossa, quando il 
terremoto era avvenuto in regioni poco conosciute, o anche in mare, lontano da 
Osservatori; e poi anche la difficoltà di distinguere le diverse fasi del movimento 
nelle registrazioni ottenute col sismografo del Milne, che è poco adatto per queste 
determinazioni. Cosi si spiega come, per due terremoti avvenuti nel Guatemala, l'uno 
il 19 aprile 1902 (che fu uno dei terremoti studiati dall' Oldham) e l'altro il 23 set- 
tembre dello stesso anno, Imamura abbia potuto ottenere rispettivamente : 

r, = 15.8 ^»/«c. 
e 

Fi = 10.8 



I valori ottenuti per Fg, in tutta la serie delle osservazioni, variano da 6.0 a 7.5 
.Fa „ « 4.1 a5.3 

, F. . « 3.04 a 3.55 



Km./ 



senza che si possa scorgere alcuna dipendenza fra queste velocità e la distanza della 
stazione d'osservazione dall'epicentro. 

Limitando invece lo studio ai movimenti prodotti da pochi terremoti ben deter- 
minati, rispetto all'istante della scossa e alla posizione dell'epicentro, e seguendone 
la registrazione in parecchi Osservatori, a distanze via via più grandi dall'origine, la 
qual cosa Imamura fece soltanto per i primi tremiti preliminari, allora riuscì evi- 
dente un progressivo aumento della velocità, come si scorge dalla seguente tabella: 



Distanze angolari 



Vi stimata secondo: 
l'arco a partire dall'epicentro . . . 
l'arco a partire dalla distanza 30® 
la corda a partire dall'epicentro . . 



20» 


40« 


60° 


80" 


9.8 


10.3 


10.9 


11.6 


— 


— 


13.7 


13.7 


9.7 


10.1 


10.4 


10.7 



I 
100» ' 120' 



12.2 1 12.3 
13.7 I 13.7 
10.7 , 10.2 



140» 



12.6 

13.7 

9.7 



Da queste osservazioni l'Autore non credette di poter conchiudere che le onde 
costituenti i primi tremiti preliminari si propaghino attraverso al globo terrestre, 
e ammise invece che tutte e tre le forme caratteristiche delle oscillazioni, colle quali 
si trasmettono! movimenti sismici, avendo delle velocità che, nel complesso, seguono 
approssimativamente le medesime leggi, si propaghino alla superficie della terra, o 
a piccola profondità sotto la medesima, parallelamente alla superficie. Ma, anche 
dopo i lavori di Imamura, è rimasto senza soluzione il problema che ricerca se, a 
rigore, i movimenti, che costituiscono la fase principale di una registrazione sismica, 
si propaghino con delle velocità crescenti con la distanza dall'epicentro, almeno fino 
ad un certo limite, come avviene per le vibrazioni che costituiscono le fasi preli- 
minari della registrazione, o se invece si propaghino con delle velocità costanti. 



Or sono due anni veniva pubblicato nelle Memorie di questa Reale Accademia 
il mio Studio sulla velocità di propagazione delle onde sismiche nel terremoto della 
Calabria del giorno 8 settembre 1905. E in questo lavoro io dimostravo che tutte 



9 NUOVO CONTRIBUTO ALLO STUDIO DELLA PROPAGAZIONE DEI MOVIMENTI SISMICI 383 

e tre le forme caratteristiche delle oscillazioni dovute ai movimeDti sismici si tras- 
mettono con leggi analoghe e che le medie velocità di propagazione, stimate secondo 
la superficie, sono in principio molto grandi, poi diminuiscono fino ad una certa 
distanza dall'epicentro (la quale distanza dipende probabilmente dalla grandezza della 
profondità, dove ha origine il movimento) e quindi crescono regolarmente fino ad 
un certo limite, al di là del quale rimangono costanti. 

E evidente che se si considerano soltanto i tempi impiegati dal movimento sismico 
per giungere a distanze molto grandi dall'epicentro i valori corrispondenti delle 
velocità saranno presso a poco uguali e le variazioni saranno tanto meno sensibili 
quanto minori sono i valori assoluti delle velocità medesime. Quindi si comprende 
come in alcuni casi si trovino per le tre forme di oscillazione delle velocità sensibil- 
mente costanti, col variare della distanza dall'epicentro (Imamura); ed in altri casi 
si siano soltanto osservate delle variazioni nelle velocità dei primi e dei secondi 
tremiti preliminari, dove realmente queste variazioni sono più cospicue (Milne, Oldham). 

Per ciò che riguarda il cambiamento del senso, in cui varia la velocità, che 
dapprima diminuisce e poi, dopo aver toccato un valore minimo, va crescendo rego- 
larmente, il qual cambiamento è dimostrato dal flesso della curva che rappresenta la 
relazione fra la distanza e il tempo, i giudizi sono ancora discordi (1)» perchè le 
osservazioni raccolte finora sulla propagazione dei movimenti sismici a distanze progres- 
sivamente crescenti intorno all'epicentro sono ancora troppo scarse ed incomplete (2). 



(1) Cfr. C. MoNTBssuB DE Ballobe, La Science séistnologlque^ Paris, A. Colin, 1907. 

(2) Il Dr. Zdppritz, nella seconda parie del lavoro già citato, che fu fatto in collaborasìone col 
prof. Wiechert, non vorrebbe ammettere che nella curva, la quale rappresenta la relazione fra lo 
spazio e il tempo, vi sia un flesso, al quale corrisponde un valore minimo della velocità. K siccome 
gli elevati valori della media velocità superficiale di propagazione, per il terremoto della Calabria 
del 1905, sono dati dalle stazioni di Messina, Catania, Ischia e Rocca di Papa, egli pensa che questi 
valori debbano venir diminuiti, portando alquanto più indietro Pera della scossa, che io avevo posto 
a 1^43"11'^ (t. m. cir. Gr.). Il mio ragionamento, in sostanza, era questo: il movimento sismico giunse 
a Messina (Km. 84) a 17*^- e a Catania (Km. 174) a 30% perciò la media Velocità di propagazione 
fra 84 e 174 Km. fu di circa 6.9 Km. al secondo. Se la velocità fra P epicentro e la distanza di 

84 Km. fosse stata la stessa, come fra 84 e 174 Km., la scossa sarebbe avvenuta a 17"*'— -^ = 5***. 

Ma questo è il limite .inferiore del tempo, in cui dovette avvenire la scossa, perchè certamente la 
media velocità superficiale dalPepicentro alla distanza di 84 Km. dovette essere più grande; e, data 
la profondità probabile delPipocentro e la configurazione del Parca epicentrale, ristante della scossa 
poteva anche essere stato di poco inferiore a 17'^, perciò questo stesso valore poteva considerarsi 
come un limite superiore deiristante cercato. Prendendo la media aritmetica, ottenevo come istante 
probabile della scossa: 1^43*"11*. E così ottenevo per il tempo impiegato dal movimento sismico 

nel giungere a 

Messina ... (84 Km.) : Tj = 6*^% onde V^ =- 14.0 

Catania . . . (174 , ):t, = 19, , F,=9.2 

Ischia .... (273 . ) : t, = 36 , . T, = 7.6 

Rocca di Papa . (434 , ) r t,«49 , , ri = 8.9. 

11 Dr. Zdppritz ammette invece come valore più probabile dell'istante della scossa quello che 
io considero come un limite inferiore, cioè 1H3"'5*, e quindi trova per 

Messina . . . T| = 12, Ti « 7.0 

Catania . . . T4 = 25, T, = 7.0 

Ischia . . . . Ti = 42, rj«=6.5 

Rocca di Papa . Tj = 55 , F, = 7.9. 

Con questi valori la diminuzione della velocità verso un valore limite è molto meno evidente; 
ma io non credo che Pistante della scossa possa fissarsi a l'*43'^5*, e, tutto considerato, sono d'av- 
viso che si avvicini di più al vero quello che io ho proposto, cioè 1^43'"11*. 



884 



G. B. RIZZO 



10 



In queste condizioni è molto importante, per la soluzione dei più importanti 
problemi della sismologia fìsica, lo studio della propagazione dei movimenti prodotti 
da un terremoto, del quale si conosca esattamente il luogo e l'ora della scossa; 
soprattttto quando codesti movimenti si possono seguire passò passo, per così dire, 
dall'epicentro fino a grandi distanze, attraverso ad una ben ordinata serie di Osser- 
vatori sismici. Tale ci si presentava il terremoto della Calabria del 23 ottobre 1907. 



II. 

Propagazione dei movimenti 
dovuti al terremoto della Calabria, 28 ottobre 1907. 

Epicentro della scossa. — La sera del 23 ottobre 1907, pochi secondi dopo 
le ore 20 e 28 min. (t. m. civ. 6r.) un violento terremoto, preceduto da una scossa 
più debole, scuoteva tutto il massiccio dell'Aspromonte e l'estrema punta della Calabria, 
producendo i maggiori danni in quelle regioni, dove i terreni sedimentari, sciolti ed 
incoerenti, si appoggiano, in uno strato leggero, sulle rocce antiche e compatte. Furono 
più danneggiati i paesi che si trovano sul versante Ionico della punta della Calabria 
da Melito-Porto Salvo fino a Gerace ; e i comuni di Africo, Bianco, Brancaleone, Fer- 
ruzzano, Sant'Ilario del Ionio furono quelli maggiormente colpiti : Ferruzzano venne 
quasi interamente distrutto e vi furono 158 morti e 50 feriti (1). Giudicando dalla 
forma e dalla posizione delle aree così dette isosismiche ed anche dalla frequenza 
e dairintensità delle scosse susseguenti, le quali, come è noto, si manifestano di 
preferenza nell'area epicentrale, si può stabilire che l'epicentro del terremoto si trovò 
sul versante Ionico dell'Aspromonte, ma lungi da Ferruzzano, nel punto che ha per 
coordinate : 

<p = 38° 02' N 

X = 16° 05' E Gr. 



(1) Secondo le notizie cortesemente favoritemi dalla Prefettura di Reggio Calabria, vi furono delle 
vittime del terremoto nei Comuni indicati nella seguente tabella: 



COMUNE 



I Morti 



T 



Africo 

Bianco, frazione Zoparto 
Id. altre frazioni . . . 

Bovalino 

Casalnuovo d'Africo . . . 

Ferruzzano 

Maropati 

Portlgliola 

San Luca 

Sant'Agata di Bianco . . . 
Sant'Eufemia d' Aspromonte 
Sant'Ilario del Ionio . . . 
Seminara 



2 

158 



Feriti 



2 
7 
3 
3 
3 
60 
2 
2 
2 
2 
5 
8 
1 



11 NUOVO CONTBIBUTO ALLO STUDIO DELLA PBOPAGAZIONE DEI MOVIMENTI SISMia ^85 

La scossa fd avvertita, con intensitÀ vìa via decrescente in tutta la provincia 
di Reggio e di Catanzaro e fin nella provincia di Cosenza, e poi nella parte orientale 
dell'isola dì Sicilia. In condizioni veramente eccezionali di calma e di quiete il ter- 
remoto fu ancora avvertito, sebbene in modo debolissimo, nell'Osservatorio Astronomico 
di Palermo. 

Ora. — La scossa principale fu avvertita e registrata a Messina a 20^ 28" 21' e 
a Catania a 20^ 28* 24' : se si considera che gli Osservatori di Messina e di Catania 
si trovano rispettivamente alla distanza di 50 km. e di 107 km. dairepicentro, si 
vede che l'istante della scossa nella regione epicentrale si può stabilire con gran- 
dissima approssimazione a 

20^ 28- 19" (t. m. civ. Gr.). 

Propagazione del movimento. — I movimenti prodotti dal terremoto furono 
registrati in quasi tutti gli Osservatori sismici dell'Europa e negli Osservatori del- 
l'Africa e dell'Asia, che si trovano nel bacino del Mare Mediterraneo : nella Russia 
Asiatica fu ancora registrato dall'Osservatorio di Taschkent. 

Avendo pregato i Direttori dì questi Osservatori sismici, affinchè mi comuni- 
cassero i risultati delle registrazioni ottenute, essi mi mandarono, con la solita cortesia, 
le notizie che io desideravo. Adempio qui a un gradito dovere, ringraziandoli della 
amabilità colla quale hanno risposto a tutte le mie domande: se col mio lavoro si 
otterrà, come io spero, qualche risultato utile al progresso della fisica terrestre, per 
la massima parte dovrà attribuirsene il merito alla egregie persone che me ne hanno 
fornito gli elementi (l). 

Scrivo in ordine alfabetico, l'elenco degli Osservatori, dai quali mi pervennero 
le notizie delle registrazioni sismiche, aggiungendo a ciascuno il numero d'ordine, 
secondo la distanza progressiva dall'epicentro, col quale sono trascritti i quadri che 
contengono i risultati delle registrazioni. 

Per ognuna di queste stazioni ho determinato la distanza angolare dall'epicentro 
del movimento sismico e la distanza lineare valutata sopra l'arco del circolo mas- 
simo passante per l'epicentro e per la stazione considerata, ed anche la distanza 
valutata secondo la corda, che congiunge ogni stazione coU'epicentro. 



(1) Ringrasio anche i Direttori degli Osservatori di Atene, Beynat» Genova, Parigi, Barcellona, 
Tortosa, Coimbra, Punta Delgada e Kew, i qaali hanno avuto cura di esaminare le registrazioni dei 
loro sismografi e non vi hanno trovato tracce sensibili di movimenti dovuti a questo terremoto. A 
Helgoland il sismografo non è ancora munito deirapparecchio per la registrazione del tempo; e ad 
Uccie questa registrazione riuscì difettosa. In qualche altro Osservatorio sismico mancano i mezzi 
per determinare il tempo, quindi non ho potuto tener conto delle osservazioni, che mi vennero 
comunicate dai medesimi : tuttavia sono grato ai rispettivi Direttori per la loro benevolenza e faccio 
voti perchè i loro Osservatori possano al più presto essere completi nel loro assetto. 



Rizzo. 



386 



O. B. BIZZO 



12 



Amburgo (44) 

Belgrado (17) 

Bidston (47) 

Budapest (25) 

Gaggiano (5) 

Cairo (42) 

Carloforte (9) 

Catania (2) 

Cracovia (35) 

Durlach (34) 

Edimburgo (50) 

Firenze (Quarto C.) . . (12) 

Firenze (Xim.) .... (13) 

Fiume (16) 

Friburgo i. Br. ... (31) 

Gottinga (39) 

Granata (43) 

Graz (26) 

Heidelberga (36) 

Hohenheim (32) 

Ischia (6) 

Jena (37) 

Juriew (48) 

Eremsmiinster .... (28) 

Lipsia (38) 

Lubiana (22) 



Messina (1) 

Monaco Baviera . . . (30) 

Moncalieri (34) 

Nikolajeff (41) 

O'-Gyalla (27) 

Padova (21) 

Palermo (3) 

Pola (14) 

Potsdam (40) 

Rocca di Papa. ... (7) 

S. Fernando .... (46) 

Sarajevo (8) 

Shide (45) 

«iena (11) 

Sofia (15) 

Strasburgo (33) 

Taschkent (52) 

Temesvàr (24) 

Tiflis (51) 

Trieste (19) 

Upsala (49) 

Urbino ...... (10) 

Valletta (4) 

Venezia (20) 

Vienna (29) 

Zagabria (18) 



Per seguire lo stesso procedimento che si usa dall'Ufficio Internazionale per 
le ricerche sismiche a Strasburgo, ho calcolato la distanza angolare delle stazioni 
con la formola: 

sin* ~ .— sin» Y (Q> — Q>o) + cosq) cosqpo sin* "y (^ ~ M» 

dove a è la distanza angolare cercata, cpo e Xq la latitudine e la longitudine del- 
l'epicentro, qp e X i valori delle stesse coordinate per la stazione che si considera. 
Ed ho calcolato la lunghezza dell'arco di circolo massimo corrispondente alla distanza 
angolare a, prendendo come valore del raggio terrestre il raggio di una sfera, la 
quale abbia lo stesso volume della terra : allora la lunghezza d dell'arco è data dalla 
formola : 

d = lll^^»-, 18 X «% 
e la lunghezza d' della corda è data dalla formola : 

d' = 12740^^» X sin ^ . 



Nel trascrivere i risultati delle registrazioni sismiche ottenute nei diversi Osser- 
vatori, ho adottato le stesse notazioni e gli stessi simboli, di cui mi sono già ser- 



\ 



p 


(undae 


primae ), 


8 




secundae), 


L 




longae }, 


M 




maximae), 


C 




coda ), 


F 




finis ), 



V -^ 



13 NUOVO CONTRIBUTO ALLO STUDIO DELLA PBOPAOAZIONE DEI MOVIMENTI SISMICI 387 

vito nella Memoria sul terremoto del 1905 e che sono quelli detti comunemente di 
Gottinga. 

primi tremiti preliminari; 

secondi „ , ; 

principio della fase principale; 

massima ampiezza; 

principio della fase susseguente; 

fine della registrazione; 
T è il periodo completo dell'oscillazione ed A l'ampiezza dell'escursione contata 

dalla linea mediana; 
i {impetus) denota un impulso ben distinto e preciso; 
e {emersio) il sopravvenire d'un movimento che si avverte a poco a poco; 
f, r, u indicano rispettivamente che il movimento fa giudicato d'origine vicina, 
lontana o lontanissima. 

Riguardo al carattere della scossa o della registrazione, l'intensità della scossa 
è segnata nella scala del Mercalli, e le indicazioni /i, /a, /$ significano rispettiva- 
mente che la registrazione è stata debole, mediocre o cospicua. 

A proposito della fase principale bisogna osservare fin d'ora che i sismologi non 
sono d'accordo intomo al punto dove questa incominci. Alcuni considerano come | 

principio della fase L il principio di certe onde di periodo molto lungo, ma di pic- 
cola ampiezza, che seguono immediatamente le onde rapide della seconda fase I 
preliminare {initial phase di Omeri), altri fanno incominciare la fase principale con j 
alcune onde molto pili ampie e con periodo tuttora lento {slaw period phasé)^ altri ' 
infine pongono il principio della fase principale nel punto, dove incominciano delle 
onde alquanto più rapide (quick period phase)^ le quali comprendono ordinariamente le 
ondulazioni di ampiezza massima. Inoltre, siccome la maggior parte degli apparecchi 

sismografici attualmente in uso (eccettuati i pendoli di Wiechert e alcuni esemplari [ 

dei pendoli di Omeri) non hanno uno smorzamento conveniente, riesce anche difficile ^ 

stabilire l'istante nel quale incominciano questi diversi gruppi di oscillazioni, essen- . 

dovi per lo più nella registrazione uno spostamento di fase. Perciò vi è ordinaria- % 

mente qualche incertezza intorno al principio della fase L: io credo che si debba ^ 

prendere come principio della medesima fase l'istante in cui sopraggiungono le onde 

ampie e relativamente lente che costituiscono il secondo gruppo di Omeri, perchè i 

la considerevole ampiezza delle oscillazioni di questo gruppo, in cui si hanno talora 

le escursioni massime, corrisponde bene all'jdea di fase principale; ma è utile censi- ^ 

derare separatamente, ove sia possibile, questi tre gruppi di oscillazioni che indi- I 

cheremo con L', Z", L'". ' 

Go^ '^ij '^S9 'f'i '^"t '^"' indichiamo rispettivamente i tempi impiegati nella prò- ., 

pagazione delle onde P, S, L\ L", L'". ! 

Ecco ora i quadri che riassumono i risultati delle registrazioni : 



388 



e. B. BIZZO 



14 



1. — Messliia. 
Istituto di Fisica terrestre della R. Università {Or. B. Rizzo). 
q) = 38»12' N; X=15»33' E. a = 0<'27' d = hO Km, d' = 50 Km. 
Microsismografo "Vicentini, a tre componenti; 

{ToU*. = 2\4:, = (ToW 1«.8, (2i)«to. = 100, (7o),^. = 120. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservaasioni 


VI 


t 


20^ 28»" 21* 






Per la violenza dell'arto le pennine 
scriventi uscirono fuori della striscia. 



Ti = 0°» 2«, 

2. — Catania. 

R. Osservatorio Astronomico ed Etneo (Prof. A. Ricco Dir., Ing. S. Abcidiacono Ass.). 
<p = 370 30' N; X = 150 5' E. a = 0^ 57'.5 d = 107 Km. d' = 107 Km. 

A. Microsismografo * Vicentini , a tre componenti ; Tq = 2,4, /q = 70 : 1 

B. Orando Sismometrografo * Agamennone . ; To= 10% Iq == 12,5 : 1. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


IV 


»A 

«B 

(-MbJne 
F ' 


20^28«24* 

28 29 

29 1 
21 30 
49 


3*-6* 
3-6 


25 
43.5 


A cagione della maggior sensibilità 
del Microsismografo * Vicentini , 
per i movimenti d'orìgine vicina, 
e anche a cagione della maggiore 
nitidezza delle sue registrazioni, 
consideriamo come istante del prin- 
cipio 20^ 28« 24-. 



Ti = 0°» 5». 

3. — Palermo. 

R. Osservatorio Astronomico (Prof. F. Angelitti). 
q) = 30° 7' N; X = 13° 21' E. a = 2° 9' d = 239 Km. d' = 239 Km. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


n 


ih 


20»* 28°» 5» 






Neiri etante indicato (che, per le spe- 
ciali circostanze in cui fu determi- 
nato, deve ritenersi esatto entro un 
secondo) il Dr. Gori, mentre osser- 
vava al circolo meridiano, avverti, 
sebbene in modo leggerissimo, la 
scossa del terremoto. La scossa fu 
anche avvertita dalVinserviente, che 
trovavasi nella stessa sala meri- 
diana. Questo istante corrisponde 
probabilmente al principio del 
2" gruppo d*oscillazioni della fase 
principale del movimento. 



t" = 0" 38«. 



15 



KUOTO CONTRIBUTO ALLO STUDIO DELLA PROPAGAZIONE DEI MOVIKENTI SISHCI 



389 



4. — VaUetta, Malta. 

Osservatorio Meteorologico dell'ITiiiTersità (G. Leach). 

<p = 35" 54' N; X = 14» 31' E. 

a = 2» 29' <i = 276 Km. rf' = 276 Km. 

Pendolo orizzontale del Milne; 2^0 = 20*, 1'^ corrisponde a 0".38. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


I. 


P 

L 

M 

C 

F 


20»»28%6» 
29,4 
32,2 
38,0 
59 


15» 


2inm4 


Il siff. Leach, nel comunicarmi i rì- 
snTtati deUa registrazione, poneva 
i=20»»29» 5; ma un attento esame 
della copia della registrazione me- 
desima mi fa ritenere come più 
probabile i>=20^29«.4, e sarebbe 
questo il principio del 3* gruppo 
dU oscillazioni della fase principale. 



Ti = 0"».3 



' = 1™.!. 



5. — Caggiano, Salerno. 
Osservatorio Meteorologico-Oeodinamico (P. àttabd). 
<p = 40^34' N; X=15o30' E. 
a = 2<» 33' d = 284 Km. d' = 284 Km. 
Sismometrografo " Agamennone , ; Tq = 6', Iq = 12.5. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osgervazioni 


I. 


iP 


20''28» 51» 






Lo stato dell'orologio non è ben co- 




ìLss 

A/KW 


29 36 
29,7 






nosciuto e l'incertezza può raggiun- 
gere ±20'. 




(■I'Obe 


31,1 


6«.6 


14™.5 






i^ihvf 


29,9 


6.6 


9.1 






(JI^»)nw 


31,4 




6.8 






e 


34 










F 


48 ca. 









Ti = 0"» 32» ±20» T = 1°» !?• ± 20». 



Siccome dall'insieme delle osservazioni fatte a distanze poco differenti risulta 
come ora probabile di P 20* 28" 40% la correzione probabile dell'orologio è — 11» e 
quindi si ha: 

L = 20'*29"»25» e t = 1«»6« 

ed è probabilmente il valore di t'". 




390 



6. B. RIZZO 



16 



6. — Ischia, Napoli. 

R. Osservatorio Geodinamico (Prof. 6. Grablovitz). 
9 = 40O 44'.5 N ; X = 130 55' E. a = 3M1' d = 354 Km. d' = 354 Km. 

Due coppie di Vasche sismiche * Grablovitz , e di Pendoli orizzontali al Porto 
d'Ischia e alla Gran Sentinella. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


I, 


P 


20^28°»58« 






C' e C" segnano il principio della fase 


s 

L 


29 32 






susseguente nelle vasche sismiche 




30 7 






e nei pendoli orizzontali; così F* 








ed F" segnano la fine delle regi- 




M 


30 30 




200^ 


strazioni nei due gruppi di stru- 




C 


33 22 






menti. 






36 20 
40 30 






In occasione di questo terremoto non 








funzionava il cronografo, perciò gli 








istanti sono dedotti dalle velocità 




F" 


45 






dei motori e vi è un*incertezza ±20" 
nei valori assoluti del tempo, senza 
che ne vengano affetti gli intervalli 
tra una fase e Taltra. 
È probabile che V istante indicato 
per iS^ segni invece il principio del 
primo gruppo di L, essendo inco- 
minciato a 20^ 80" 7- il 3» gruppo. 



Ti = 0™ 39« t' = 1»» 13» 



= 1^ 48». 



Dalle osservazioni fatte a distanze poco differenti si deduce come ora probabile 
di P 20** 28™ 47»; perciò la correzione probabile è — 11» e si avrebbe perciò 

t' = 1« 2» 1"' = 1» 35». 

7. — Rocca di Papa, Roma. 

R. Osservatorio Geodinamico (Prof. G. Agamennone). 
9= 41<> 46' N; X = 12^ 43' E. a = 4*> 32'.5 d = 505 Km. d' = 505 Km. 

A. Nuovo Microsismometrografo * Agamennone „; Kg. 1500, ro=2'.6, /o=16flL 

B. Microsismometro "Agamennone»; Kg. 500, !^o = 4^2, /o = 60. 

C. Sismometrografo " Agamennone» a doppia velocità; Kg. 200, 70=4.6, Jo=14. 

D. Pendolo orizzontale N-S; ro=27».2, /o=l. 

E. Pendolo orizzontale E-W; ro = 26».6, /o=l. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


I» 


Pb 
(Pc)e 
Pd 
Pe 
S 


20''29"',0» 
29,2 
29 22 
29 18 
29 47 
29 45 






Sulle strisele dei sismografi Ae Byì 
erano le tiracele di alcune pertur- 
bazioni locali, quando incpminciò 
la registrazione del movimento 
sismico. Consideriamo la registra- 
zione sul sismografo A che è il più 
sensibile: vi fu \m principio ineerto, 
come ebbe la cortesia di scrivermi 
il Prof. Agamennone, a 20>»28"25» 
e un principio sicuro a 20^29°'19'. 
Facendo la media e dando un peso 
doppio airistante del principio si- 
curo, si ha: P= 20''29'».0. 

Assumiamo per S ristante 20^29"46% 
in cui venne a scattare la grande 
velocità nel sismografo C. 



Ti = 0°».7 Tg = l^ 26'. 



k 



17 



NUOVO CONTBIBCTO ALI.0 STUDIO DEIXA PBOPAOAZIONE DKI MOmfENTI STSKICI 



891 



8. — San^evo, Bosnia. 

Osservatorio Meteorologico (M. Bibabioh; 0. Habisch, Agg.). 

<p = 43'52' N; X = 18»26' E. 

o = 6» 6' d = 678 Km. d' = 678 Km. 

Microsismografo "Vicentini, con due componenti; Tq = 2'.2, Io = 120:1. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


OsserTazioni 


I, 


Ps 


20''28»53«.4 






Yi furono diversi masgimi, e nella 




Pp 


28 54 






£ue finale ai onerra una serie di 




■*■ E 


29 54 






perturbazioni sinuioidali col pe- 
riodo di 6*. 




Se 


29 59.5 






Oli istanti di P e di S devono essere 




L.N 


30 58 






affetti da qualche errore. 




Lz 


30 42 






£ = 20>>30"50* segna probabilmente 




M^ 
M^ 


31 49 
31 27 




ymmg 
12.8 


il principio del 1° gmppo delle 
oscillazioni della fase principale. 




C 


? 










F 


40 









(Ti = 0» 35» T, = 1» 35') t' = 2» 31'. 



9. — Carloforte, Is. S. Pietro, Cagliari. 

Stazione astronomica intemazionale (Dr. L. Volta). 

<p = 39'>8' N; X = 8'»19' E. 

a = 6° 10' d = 686 Km. d' = 685 Km. 

Microsismografo 'Vicentini, con dne componenti; To = 2*.3, io ^50:1. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


I2 


eP 


20'^29«",5« 






L* istante del principio non è ben 




Lue 


30,8 






chiaro, essemovi sulla striscia le 








tracce di movimenti locali. 




tZ'NW 


30,9 










MsE 


31,2 


2».7 


Omm.7 






Msvf 


32,2 










e 


33,5 










F 


40 ca. 









Ti = 1«».2 t' = 2«».6. 




392 



O. B. RIZZO 



18 



10. — Urbino. 

Osservatorio Meteorologieo-Oeodinamico (Prof. T. Auppi). 
9 = 43» 43'.5 N; X = 12» 30' E. 
a = 6° 17' d = 699 Km. d' = 698 Km. 
Sismometrografo "Agamennone, a doppia velocità; 7o=5'.0, /o = 12. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


II 


P 


20»» 28°» 49» 






Si assume come principio della fase P 
ristante in cui scattò la * grande 
velocità ,. Del resto la registra- 
zione fu debolissima, presentando 
un semplice ingrossamento della 
traccia intorno a 20^80°-20*'82". 



(Ti = 0» 30*). 
La determinazione del tempo è incerta. 



11. — Siena. 

Osservatorio Meteorologico della R. Università (Prof. S. Lussana). 
<p = 43o20'N; X=1P20'E. 
a = 60 24' d = 712 Km. d' = 711 Km. 
Microsismografo * Vicentini , con due componenti; jPo=2".4, Jo= 120:1. 



Carattere 



Fase 


Ora 


T 


A 


t 


20*28°' 55» 






M 


32 5 




i^mm 


F 


40 







Osservazioni 



(Ti = 0" 36«). 
La determinazione del tempo è incerta. 



\ 



\ 



19 



HVOTO CONTBIBUTO AIXO STUDIO DELLA PBOPA6AZIONE DEI HOTDIEKTI SI8iaa 



393 



12. — Firenze (Quarto-Castello). 

Oeservatorìo Geodinamico (B. Stiattesi). 

<p = 43» 49' N; X = 11« 41' E. 

a = 6"» 40' (2 = 741 Km. <r = 740 Km. 

Pendoli orizzontali del modello massimo 'Stiattesi,; Kg. 500, (To)x=2l:4, 

(Toh = 17.4, /o = 50 : 1. 



Carattere 


Faae 




Ora 


T 


A 


I. 


Ps 
Pz 

St 




20* 29» 59» 

30 00 

31 02 

32 29 


1 
! 

1 


1 




My 




33 6 


: 8-.0 


7— .7 




JTe 




33 4 


10.0 


, 5.0 




Cz 




37 


! 
1 


! 




F 




50 ca. 


1 


1 




{ 


Ti 


= 1-40') 


T, = 2- 


43» 



Otserrazìoiiì 



Gli istanti di Py e /^ lono tcrìtti 
sopra una copia del diagimnima 
che mi è stata faTorita dallo Stiat- 
tesi, gli altri elementi della regi- 
strazione inrono dedotti dalla stessa 
copia della registraxione. Ma tì 
dere essere nn piccolo errore nello 
stato del cronometro. 



(t = 4-10»). 



13. — Firenze. 

Osservatorio Ximeniano (P. 6. Alfaxi d. S. P.). 

<p = 43M7' N; X = ll*15'. 

a ==^6o 48' d = 756 Km. d' = 755 Km. 

A. Pendoli orizzontali 'Stiattesi,; Kg. 500, ^0 = 20% /o = 50:l. 

B. Microsìsmografo ' Vicentini , con pantografo. 



Carattere . 


Fa«e 


Ora 


r A 


I> 


(Pi)s 


20* 28- 41» 






(PaU ' 


28 51 




I 


(PnU ' 


29 16 




1 


(Pb)».. 


29 9 






(Ì*)e 


30,8 


1 


1 


(M,)n ' 


32 46 


9— .0 19».5 




{M^h 


31 51 


7.0 17.5 


1 


W),. 


33 6 


6.0 11.6 


1 

1 


F* 


21 26 








(T, = 0- 


22« T = 2- 



Osserrasioni 



L*oja di L so Ila componente E-W dei 
pendoli orinontati * Stiattesi , è 
stata dedotta da ima copia del dia- 
gTMnma s&smieo che mi è stata &- 
Torita daU'Àlfiuii: gii ahii ele- 
menti sono pubblicati nel * Bollet- 
tino sismologico deU^OsMrratorio 
Ximeniano ,. 



Vi fa probabilmente Terrore di 1" nelllndicazione del tempo. 

Rizzo. 



l 



y 



y 



394 



O. B. RIZZO 



20 



14. — Fola, Àustrìa-ITngberia. 

I. R. Istituto Idrografico della Marina, sez. Geofisica (Gap. W. Kbsslitz). 

<p = 44»52' N; X=rl3«»51' E. 

= 70 2' d = 782Km. d'=781Km. 

Microsismografo * Vicentini , con tre componenti; (To),rii.=2*.24, (!ro)TNt.=0*.92, 
(loW. = 107 : 1, (Jo)™t, = 139 : 1. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


I, 


Pn 


20" 29"» 54» 






Siccome la seconda fase è general- 




Se 


31 17 






mente più cospicua sulla compo- 




31 8 

32 17 






nente trasversale alla direzione di 








propagazione del movimento, assu- 
miamo per ;S^ Torà di 




I^ 


32 29 






5k=2(y»81-8- 




Jd^ 


33 8 




1"™.2 






M^ 


31 8 




1.7 






F 


38 6 









Ti = l'"35« T2 = 2°»49« 



: 4°^ 4* 



15. Sofia, Bulgaria. 

Istituto Meteorologico Centrale della Bulgaria (Prof. Sp. Watzof). 

<p = 42M2'; X = 230 20' E. 

a = 7« 14' d = 804 Km. d' = 803 Km. 

Pendolo orizzontale pesante, modello di Strasburgo; ro = 21",9, /o = 10:l. 
Componente N-S. 



Carattere 



Ii.r 



Fase 



eP 

eS 

ih 

M 

C 

F 



Ora 



20" SI» 40' 
32 01 
32 43 

35 35 
45 



9 
13 

8 



Osservazioni 



-1- 



0"™.4 



La registrazione fìi molto debole. 

Da 20*82»48' a 20'35"'36' vi fu un 
gruppo di 17 ondulazioni di am- 
piezza progressivamente crescente. 

Sulla componente £-W non vi fu re- 
gistrazione visibile. 

È probabile che l'istante dato per P 
sia quello di S, e che S sia vera- 
mente L'', essendo L l' istante 
di L". 



T, = 2~ 47* 



t" = 3™ 44« t'" = 4'» 26» 



21 NUOTO CONTRIBUTO ALLO STUDIO DELLA PB0PA0A2I0NE DEI MOVIMENTI SISMICI 895 

16. — Fiume, Ungheria. 

I. R. Accademia di Marina. 

q) = 45«21' N; X=14°26' E. 

o = 7*» 24' d = 823 Km. d' = 822 Km. 

Microsismografo ' Vicentini « con due componenti. 



Carattere 


Fa«e 


Ora 


r 


A 


Osservazioni 


h 


Pn 
Pe 
Ln 
Le 
Mn 

Ck 
F 


20*29» 22» 
30 52 
32 02 
32 17 
? 

35 12 

36 47 
? 


3».0 


2™".0 


I dati che qui si riportano sono de- 
dotti dal * Balletin bebdomadaire 
dea Observatoires sismiques de la 
Hongrie et de la Croatie ,. 

Se si osserva che vi è una grande 
differenza fra Pn e ft, che nel dia- 
gramma non era visibile altro inizio 
di fi^, e che in generale all'inizio 
della fase S si ha un aumento nelle 
ampiezze delle oscillazioni in dire- 
zione trasversale, cioè, nel caso 
nostro, nella direzione E-W, si vedo 
che probabilmente a 20*» 30" 52» vi 
è il principio della fase 8. 

Inoltre è probabile che qualche per- 
turbazione accidentale abbia ma- 
scherato il principio di P. 



(t, = 1» 8») T, = 2"» 33» t" = 3» 50». 



17. — Belgrado, Serbia. 

R. Osservatorio Àstron. e Meteor. (Prof. M. Nedelkovitch). 

«p = 44«48' N> X = 20<»9' E. 

= 70 26' rf = 827Km. rf' = 826 Km. 

Microsismografo • Vicentini-Koiikoly , a tre componenti; (/o)i»=63:l, (/o)e=96:1, 

(iiW = 20 : 1. 



Cvattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


II 


Ph 
Pz 

JfE 

F 


20* 29» 40» 

29 41 

30 47 

31 01 

32 34 
32 05 
49 




1"»>".2 
1.0 


Le indicazioni qui riportate sono de- 
dotte dalle * VOchentliche Erdbe- 
benberichte , deirUfficio Centrale 
di Vienna: ma se sì osserva che 
alla distanza di Belgrado difficil- 
mente vi può essere un così grande 
ritardo del massimo rispetto al 
principio della fase L e che non 
era visibile altro principio della 
fase iS*, si è condotti ad ammettere 
come cosa probabile che a 80" 47* 
e a 31" 01' siano incominciate le 
registrazioni della fase 5, restando 
incerto il principio di L. 



Ti = 1« 21» Tg = 2*» 35" 



396 



O. B. BIZZO 



22 



18. — Zagabria, Croazia. 

Osservatorio Meteorologico (Dr. A. Mohobovich). 

q) = 45» 49' N; X = 15» 59' E. 

a = 7» 47' d = 865 Km. d' = 864 Km. 

Microsismografo * Vicentini-Konkoly ,. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


I> 


P 


20^30» 13» 






Questi elementi furono calcolati dal 




Ss 


31 58 






Prof. Mohorovich, ma è probabile 




Se 
L 


31 55 






che gristanti considerati come Sh 








e Se fossero invece il principio di 




33 02 






quelle onde più lunghe, colle quali 




Ms 


33 36 




6°^.2 


taluno fa incominciare la fase prin- 




Ja£ 


33 21 




14.8 


cipale, e che a 20"» 38» 02» fosse il 




c 

F 


35 46 

44 1 






principio del 8*^ gruppo delle ondu- 








lazioni della fase principale. 



Ti = 1»" 54» t' = 3"* 37» 



: 4°^ 43». 



19. — Trieste. 

I. R. Osservatorio Marittimo (Prof. E. Mazelle). 

q) = 45o39 N; X = 13M6' E. 

a = 70 48' d = 867 Km. d' = 866 Km. 

A. Pendoli orizzontali di Ehlert a registrazione fotografica; (ro)Nw=9% (?o)sw=7», 

(ro)E = 6». 

B. Microsismografo * Vicentini „ con tre componenti; Io-= 100 : 1. 



Carattere 



i> 




(Sb)k 
(Sb)e 
Ìa 
Ìb 

(Cb)e 
Fj, 



Ora 




20" 30" 40» 

30 8 

30 37 

30 38 

32 47 

32 26 
39 51 

33 55 
35 26 

21 51 
40 



33™.0 
3.9 



OsBerrazioni 



Siccome i pendoli di Eblert sono 
meno atti a registrare le rapide 
oscillazioni della fase P e in questa 
registrazione non si scorge il pas- 
saggio alla fase 8 e, d'altra pùrte, 
l'istonte dato per P\ coincide nei 
limiti degli errori d'osservazione, 
con quello di Se, è ragionevole 
ammettere che l'istante dato per Pa. 
sia invece Sa. Quindi si può consi- 
derare come risultato delle registra- 
zioni dell'Osservatorio di Trieste il 
seguente sistema di valori: 

p =. 20'' 80" 08* 

S = 30 88 

L"= 32 26 
Tuttavia nella determinazione di S 
vi ha qualche errore di interpreta- 
zione del diagramma 



Ti = l"" 49» (t, = 2'» 19») t" = 4"» 7» 



23 



NUOVO CONTRIBUTO ALLO STUDIO DELLA PROPAGAZIONE DEI MOVIMENTI SISMICI 397 



20. — Venezia. 

Osservatorio Meteor. e Geodinamico del Seminario Patriarcale (Dr. E. H. O'-Carroll). 

q) = 45^26' N; X = 12o20'. 
a = ?<> 54' d = 878 Km. d' = 877 Km. 
Microsismografo • Vicentini „ con tre componenti (ro)ori.. = 2*. 4, (/qW. = 96 : 1. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


I. 


Sr, 
F 


20^ 29" 49» 
30 6 
32 51 
35 31 
38 31 
42 


1*.5 
2.5 
3.0 
2.4 

8.5 


0'»".2 
10.0 
17.0 
22.0 
2.0 


È probabile che nell'istante stimato 
come principio della fose Ss vi sia 
stato soltanto un cambiamento nella 
dir«zione delle oscillazioni della 
fitse Ph e che il principio di Sh 
sia avvenuto fih tardi, in un istante 
non determinato. 
• 



Ti = 1» 30- (t, = 1°> 47-) t'" = 4» 32». 



21. — Padova. 

Istituto di Fisica della R. Università. Osservatorio Geodinamico (Prof. G. Vicentini). 

9 = 450 24' N; X=llo52'. 
a = 8M d = 891 Km. d' = 890 Km. 

A. Microsismografo " Vicentini „ con due componenti, smorzato; To = 6».7. 

B. Microsismografo " Vicentini , con tre componenti; (^o)orix.=2^3, (ro)Tert.=1.2. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T . 


A 


Osservazioni 


I, 


P4 


20" 30» 11» 






Nel * Cenno Settimanale , pubblicato 




Pb 


30 8 






dair latitato sono dati rispettiva- 




(Ìa)s 


33 17 






mente come principi della 2" fase 
in ^ e in B 20»>38»17- e 20'»38'»14-; 




(Ìb), 


33 14 




ma nel * Bollettino mensile , si 




(Mt)t 


35 12 5.»7 


14«».0 


legge che in questi istanti vi è un 




Mb 


35 ca. 1 


>28 


rinforzo di oscillazioni pendolari, 




F 


57 ca. 1 




perciò questi istanti segnano pro- 






babilmente il principio del terzo 
gruppo delle ondulazioni della fase 






















principale nei due strumenti. 



Ti = 1» 49» t'" = 4" 56'. 



398 



G. B. RIZZO 



24 



22. — Lubiana, Gamia, Austria. 
Osservatorio Sismico (Prof. A. Belab). 

(p = 46o3' N; X = U«31'. 
a = 80 6' d = 901 Km. d' = 900 Km. 

A. Pendoli orizzontali diEhlertaregistr. fotogr.; (ro)N =12% (ro)NE=7% (ro)Nw=6». 

B. Microsismografo " Vicentini » con tre componenti. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


I. 


iP.)s 
(P*)ne 
(P*)nw 
Pb 

(Ìa)k 
(Ìa)ne 
(Ìb)n 
(Lp)e 


20" 30» 56» 
30 44 • 
30 49 

30 03 
32 08 

31 40 

32 08 
'^ 31 41 








(JfA)N 


34 15 




57™.6 




{Msh 


33 24 




5.7 




F, 


* 








Fn 









Osservazioni 



A cagione della maggior sensibilità 
del microsismografo * Vicentini , 
per le oscillazioni rapide, si può 
ammettere che il principio delle 
registrazioni sullo strumento Bj 
segni il principio della prima fase 
preliminare ed inoltre è probabile 
che Ls =» 20»'32«»08* segni il prin- 
cipio delle ondulazioni del 1*^ gruppo 
della fase principale. Quindi con- 
sideriamo per Lubiana: 

P = 20*» 30" 03» 

L '= 20 32 08 



Ti=l°'44" t' = 3"»49». 



23. — Temesvàr, Ungheria. 

Osservatorio Meteorologico-Geodinamico (Prof. Ed. v. Berécz). 

<p = 45o45'.5 N; X = 2lol6' E. 
a = 8^ 38' d = 960 Km. d' = 959 Km. 

Microsismografo *^ Vicentini „ a due componenti. 



CaraHere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


I.,. 


-Pnw 

i>NE 
LfiE 

-Mne 
Cne 
F 


20*^30-^48» 
31 39 

31 58 

32 59 
34 19 
34 48 

36 35 

37 40 
49 1 


4» 
4 


2.3 


Nel " Bull, hebdomadaire des Obser- 
vatoires sismiques de la Hongrie 
et de la Croatie ,, Torà 20^31»39> 
é segnata come principio della re- 
gistrazione sulla componente NE 
e quindi si prende come principio 

stessa componente Torà: 20^d2"»59*; 
ma è probabile che le prime regi- 
strazioni visibili sulla componente 
N£ vi segnino il principio della 
seconda &se preliminare e che il 
secondo istante sia il principio del 
secondo gruppo di oscillazioni della 
fase principale. 
Inoltre è probabile che il principio 
della registrazione sia stato ma- 
scherato da qualche perturbazione 
locale. 



(ti = 2°» 29») T, = 3™ 29» t" = 4"» 40». 



25 



NUOVO CONTRIBUTO ALLO STUDIO DELLA PROPAGAZIONE DEI MOVIMENTI SISHlCI 399 



24. — Moncallerl, Torino. 

Osservatorio del Real Collegio Cario Albeito (Prof. G. Penta). 
<p = 45o00' N; X = 7M2 E. 
a = 9^ 22' rf = 1041 Km. d' = 1040 Km. 
Pendoli orizzontali • Stiattesi « ; 260 Kg., To = 8% io = 25 : 1. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


I, 


P 

Ss 
Se 
Ls 

Me 

Ce 
F • 


20*30'" 22» 
31 22 

31 36 

32 33 
32 42 

34 36 

35 5 
46 36 
46 23 
53 


4«.0 
9.6 

8.2 
8.8 


0°"».7 
1.0 

8.5 
17.5 


Questi risultati mi furono gentilmente 
comunicati per lettera dal sig. Di- 
rettore deirOsservatorio e differi- 
scono alquanto da quelli pubbli- 
cati nel Bollettino meteorologico- 
geodinamico dell'Osservatorio di 
Moncalierì per il mese di Ottobre. 

L'ora di Le = 20»»32»42« é probabil- 
mente il principio del l*" gruppo 
d*oscillazioni della fase principale. 



Ti = 2°» 3» 



; 3*" 39> 



T = 4°» 23». 



25. — Budapest, Ungheria. 

Osservatorio Sismico (Prof. R. v. KSvesligethy, Dr. Pécsi Albert, Ass.). 

q) = 47o29' N; X=:19<>4'. 
a = 90 42' d = 1078 Km. d' = 1077 Km. 
Pendolo astatico di Wiechert; 1000 Kg. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


I, 


Sz 

Ìn 

Lr. 

M^ 

Me 

Ce 

F 


20" 30» 37» 
82 30 

32 46 

33 57 

33 53 

34 17 
34 10 
42 41 
58 4 


7».0 
16.0 


5mm4 

5.9 


Nel * Bull, hebdomadaire des Obser- 
vatoires sismiques de la Hongrie et 
de la Croatie , l'istante 20»» 82» 46' 
è dato come Pe; ma evidentemente 
questo istante appartiene alla se- 
conda fase e con tutta probabilità 
ne segna il principio sulla compo- 
nente E-W. Tuttavia, siccome la 
registrazione della componente N 
è più completa, riteniamo per S 
Torà 20^32'«30»ed L"'= 20'»33»57». 



T, = 2'»18» T, = 4»11» 



t'" = 5°" 38». 



•M» G. & uzzo 26 

26. — <&az, Anstrù. 

Istituto Fìsco della L B. UBÌrcratà (Prot L. Ptacsbub Dir.: B. B iasjwf) . 

(p = 47*4« X: 1=15' 27 K 
a = »• 45 rf = 1 >S4 Km. d' = 1«>S3 Km. 

Pesdolo istmtico di Wiechert, 1»>a» Kg.: r,=ll*. c,=5:L Ci=«:l. lZtAf=140:l, 
(/«Ie = 15*> : 1. 



I,.r 


P 


2».'":3».'*2!ì» 






s 


32 12 


2» 


1 


L 


3:? *> 


14 




F 


21 10 








27. — 0*-63raIlJL Un^eria. 

R. ^I^SBcrratorio MeteoroIoeico-^jcodiiLUueo fX. 111. t. Koskclt jr.L 
^=47' 52 X: à = 1^M2 . 
a =9^57' rf=110ò Km. J' = 1104. 
Pendoli orizzoatjJi di Boeea: •rj»,=23\ ir,)E=2i*. 11,^=1*' :1. lZ,>e=10:l. 

Lan£sere Fise C»rm T ^ •>h«t»c.:iiì 



I..'' 


F, 


2»:'*:3':'" 3^ 






Jf, 


32 -52 


1"~.2 




Jfi 


32 04 


1.3 




Cz 


:34 A> 






F, 


4:5 7 





T, = 2« 17*. 

28. — Kraosmaiistar, Aastrìi^ 

*>5ser4^orio dell^ FondjLDtDoe dei Benedettini iProL Thixxo Scewaiz). 
<p = 4S':y X: à=14«S E. 
a=l>'7 'i=1125Km. ^' = 1123 Km. 

Peni: li orizzonrali a registrMioae fotografioa di Ehiert: iT))5=4rjV,B=(r3>K=5». 



X. 34 19 ii:a»» f.:tocr*dcm e «rn. periodi di 

If -"*' jj'* OiMK oéci-lizi'.ae piTttO'*co I^JBgàL è prò- 

-*' f^ "^^ •*_ biic:^.»* :&•* aca aia ròwcx» bem 

J^E 30 '? 2é cìiAT» la r««L5trtisicae delle prime 

Jf*E 3*5 25 41 nbrizi:!!!. 



f" 



K, = 3» 13') t' = •>» »> 



27 



NUOVO C0NTRIBX7T0 ALLO STDDIO DELLA PROPAGAZIONE DEI HOVIKEim SISMICI 



401 



29. — Vienna, Austria. 

I. R. Ufficio Centrale di Meteorologia e Oeodinamica 
(Prof. J. M. Pernteb, Dr. V. Conrad). 

9 = 480 15' N; X = 16»21'.5. 

o = 10» 13' d = 1136 Km. d' = 1134 Km. 

Pendolo astatico di Wiechert; (ro)N = ll*.5, (ro)E=ll».9, 6.n=3.9:1, 6b = 5.7:1, 
(2o)» = 231:l, (/o)b = 179:1. 



• 
Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


I«, r 


Ìh 


20* 30" 34» 




Assumiamo per L il valor medio 




P, 


30 39 






fra Lh ed Le e questo é probabil- 




* E 

s 


32 32 






mente il valore L". 




Ln 


34 15 










Lz 


33 34 










Ms 


34 9 


11» 


80 M 






M^ 


34 27 


11 


125 






F 


21 20 









T, = 2» 15» T, = 4" 13» t" = 5» 35». 



30. — Monaco, Baviera. 
R. Osservatorio Magnetico e Stazione Sismica (Prof. Dr. J. B. Messerschhitt). 

<p = 48»9'; X = 11» 36.5. 
a = 10» 37 d = 1180 Km. d' = 1178Km. 
Pendolo astatico di Wiechert; 7*0 = 12', Jo = 200:1. 



Caratten 


Fa«e 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


la.r 


Pn 


20" 30°» 40» 


2« 


2-3 M 


Assumiamo per L il valor medio 




Ìe 


30 44 


2 


1-3 


fra Ls ed Le e questo è probabil- 




Sh 


32 25 


4 


5-10 


mente L". 




Se 


32 23 


3-5 


3-15 






Ls 


33 40 


6 


10-300 






U 


34 14 


3-12 


10-150 






Mn 


36 30 


9 


340 






M^ 


35 50 


11 


190 






Cs 


39 


6 


10-40 






Cr. 


41 


2-8 


5-30 






F 


21 ca. 









Tj = 2"» 21» T, == 4« 5» 



t" = 5'"38V 



Rizzo. 



402 



6. B. RIZZO 



28 



31. — Friburgo l. Br., Germania. 

Stazione della Commissione Sismica di Earlsmlie (Prof. Dr. M. Haid). 

q) = 48<>00' N; X = 7*52' E. 

a = IV 37' d = 1292 Km. d' = 1290 Km. 

Pendoli orizzontali a registrazione fotografica di Rebeur-Paschwitz, He<^er ; 
To = SO*; io = 33:1. 



Canttere 


Fase 


1 
Ora T 

1 


A 


Osserrasioni 


I„r 


L 
M 

F 


20" 34" 47» 

37.0 
21 25 ca. 




5«« 


Dalle copie dei diagrammi, che mi 
ha &vorìto il Prof. Haid, non ho 
potuto dedarre con sicurezza altri 
elementi. 



t" = 6» 28». 



32. — Hohenheim, Germania. 

Gabinetto di Fisica della R. Scuola Super, di Agricoltura (Prof. C. Mack). 

«p = 48M3' N; X = 9'>13' E. 

a = W 47' d = ISIO Km. d' = 1308 Km. 

A. Gravimetro trifilare di A. Schmidt; ro = l'.5, 7o = 400:1. 

B. Pendoli orizzontali di Bosch; (ro)N=10», (2'o)b=6', (/o).^=60:1, (2o)e=36:1. 



Cantiere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osserrazioni 


/„r 


Pa 


20" 31» 00' 






La semi-ampiezza dell* oscillazione 




{ft)E 

Sa 


31 00 






massima del suolo durante la fase 




33 10 






principale fu calcolata cosi: 




(Sb)e 


33 16 






Jfà = 80^ 




La 


34 10 






(lfB)E=100, 




{Lb)s 


34 00 






Gli istanti (I,b)n = 20^34»00' ed 




(L^h 


35 11 






(Lb)e = 20*» S5» 1 1- corrispondono 




Mk 


36 48 


10" 


l«m2 


probabilmente al 1* e al 3* gruppo 






37 00 


10 


0.2 


delle oscillazioni della fase princi- 
pale, secondo Omori. 




(M^)z 


37 00 


10 


0.25 






F 


21 ca. 









Ti = 2°' 41» T8 = 4»54« t' = 5»41» t"' = 6"52». 



29 



NUOVO C0NTRIBT7T0 ALLO STUDIO DELLA PROPAGAZIONE DEI MOVIMENTI SISMICI 



403 



38. — Strasburgo, Germania. 

Imperiale Stazione Centrale per le Ricerche sismiche 

(Prof. G. Gerland Dir., Dr. C. Mainka Ass.). 

(p = 480 35' N; X = 7«46'. 

a = 12^ 9' d = 1351 Km.- d' = 1348 Km. • 

Risultati complessivi dedotti da tutti i sismografi dèlia Stazione, secondo i cal- 
coli del Dr. Mainka. 



CuaMere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


J,, r 


P 


20" SI" 00» 






Vi fu una lacuna nella iscrizione dei 




Se 


33 37 






minuti al principio della registra- 




33 6 






zione e perciò l'ora di P, essendo 








dedotta dal movimento delle stri- 




u 


35 5 






scie, è soltanto approssimata nei 




Le 


34 3 






minuti. 




M^ 


37 5 






Gli istanti 




Me 


37 5 


11»-12« 


60 M 


Lz ■= 20*»34«3» e Ln = 20»»36"»5- 




Fz 


21 23 


12 


70 M 


corrispondono probabilmente al 
1"* ed al 8"* gruppo delle oscillazioni 
della fase principale. 



(Ti = 3") T, = 5'"18» t' = 6».0 t"' = 7"'.2. 



34. — Durlaoh, Germania. 

Stazione della Gommiusione Sismica di Earlsrohe (Prof. Dr. M. Haid). 

<p = 49«00' N; X = 8<»29' E. 

a = 12» 16' d = 1364 Km. d' = 1361 Km. 

Pendoli orizzontali a registrazione fotografica di Rebeur-Paschwitz, Hecker; 
ro = 30», Jo = 33:l. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osserrasioni 


J„r 


Pe 


20" 30» 48» 






Questi elementi furono dedotti dalle 




s 


33,1 
34,1 






copie delle registrazioni che sentii- 
mente mi inviò il Prof. Haid. E pro- 




Ìn 












babile che gli istanti Lh'^^M'^V 




Lr. 


35,0 






e Z<E=20''36"K)' corrispondano al 1» 




M^ 


36,3 


25» 


2""».5 


e al 2° gruppo delle osdllaàcni 




Me 


36,7 




3.0 


della fase principale. 




F 


21 ca. 









Tj = 2'»29'' T, = 4".8 t' = 5"».8 t" = 6.7. 



404 



6. B. BIZZO 



30 



36. — Cracovia, Austria. 

I. B. Osservatorio Astronomico (Prof. M. Budzki). 

q) = 50M' N; X=19o58' E. 

o = 12» 21' d = 1873 Km. d' = 1370 Km. 

Pendoli orizzontali di Bosch-Omori; (2'o)rt = 31', (ro)Hw = 26', (ìì)ke = 10:1, 
(ì;W= 9.6:1. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioiii 


lur 


JffrK 
F 


20''34»,7* 
36,9 
37,4 
45 


9» 


0««.6 


Il Prof. Radzki, neUa lettera con cui 
ha avuto la cortesia di comani- 
carmi questi risultati, considera 
il principio della registrazione 
20>'34">.7 come principio della fase 1^ 
ma, se si osserra che, per la di- 
stanza di Cracovia, sarebbe troppo 
piccolo l'intervallo fra P ed Jf e 
che pure nel massimo Tampiena 
deiroscillazione fu soltanto 0""'.6, 
si vede nelPora indicata che inco- 
mincia la &se //(probabilmente L*^ 
e che le fasi preliminari non erano 
state registrate in modo visibile. 



t" = 6».4. 



36. — Heidelberga, Germania. 

Osservatorio Astrofisico di KOnigstubl (Prof. Max Wolf). 
(p = 49'>24' N; X = 8M3' E. 
a = 12» 32' d = 1393 Km. d' = 1391 Km. 
Pendolo astatico dì Wiecbert ; 

1560 Kg., (ro)s = 8M, (ro)E = 7«.9, (Jo)k = 273:1, (7o)e = 228:1 
e» = 3.0:1 6b = 3.6:1. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


It,r 


Ìn 


20" 31» 6' 






Consideriamo come valore di L il 




Pv 


31 7 






valor medio di Zn ed ìe, e questo 




■*• E 


33 23 






è probabilmente il principio del 








3" gruppo di oscillazioni della fase 




Ls 


36 20 






principale. 




Ìe 


35 42 










M s 


36 34 


T 


4«™.l 






M\ 


37 25 


9 


7.8 






M^ 


38 29 


10 


5.2 






Ck 


44 28 










F 


21 









Ti = 2°^ 47» T2 = 5°» 4" t'" = 7"» 42^ 



31 NUOVO CONTRIBUTO ALLO STUDIO DELLA PROPAGAZIONE DEI MOVIMENTI SISMICI 405 

37. — Jena, Germania. 

Stazione Sismica dell'Osservatorio Astronomico (Prof. 0. Enopf, Dr. W. Pechau Ass.). 

(p = 50^56' N; X = llo35'. 
a = 18« 28' d = 1497 Km. d' = 1494 Km. 
Pendolo astatico di Wiechert; 

1200Kg.,(ro)N=13%(To)E=12-, (Ìo)n=160:1,(Ìo)k= 170:1 6=4.5:1. 
Pendolo verticale di Straubel. 



Carattere 



ii.r 



Fase 


Ora 


r 


eP 


20* 31» 18» 


2»ca. 


«L 


34 36 




{eL)r^. 


35 24 


7 


M 


35 8 


16 




37 9 


10 




39 59 


10 


F 


21 2 





^«=13 
^E=42 



Osservazioni 



CoU'apparecchio verticale «P a 14'. 

I dae istanti di L nel pendolo di 
Wiechert e nel pendolo verticale 
corrispondono probabilmente al V 
e al 2* grappo di oscillazioni della 
fase principale. 



Ti = 2°^ 55« t' = 6» 17» t" = 7« 5». 



38. — Lipsia, Germania. 

Stazione Sismica dell'Istituto Geologico (Prof. H. Cbedneb, D*" F. Etzold). 

q) = 51o20' N; X = 12o23'.5 E. 

a = 13^ 33' d = 1506 Km. ri' = 1503 Km. 

Pendolo astatico di Wiechert; 

To = 8».5, (/o)n = 221 : 1, (Jo)e = 240 : 1, 6n = 3 : 1, Ce = 2.4 : 1. 



Canttere 


FaM 


Ora 


1 
T 1 A 

1 


Osservazioni 


I„r 


Pn 


20" 31» 18* 


1 

1 






Pt. 


31 26 










s 


33 51 










L 


35 31 










M 


36 10 


6' 


^^n = 13m 
Me = 15 








37 20 


11 


Un - 37 
Me = 13 






C 


38 27 


9 


i As = 13 

(Ae= 8.5 






F 


21 


9-6 










Ti = 2"» 59' 


T,= 


5» 32» 1 


•" = 7» 12». 



406 



G. B. RIZZO 



32 



39. — Gottinga, Germania. 

Istituto Oeofisico della R. Università (Prof. £. Wiechert, Dr. L. Geiger 

(p = 5P33' N; X = 9o58' E. 
a = 140 11' rf = 1577 Km. d' = 1573 Km. 
Pendoli astatici di Wiechert; 17000 Kg. e 1200 Kg. 



Carattere 



Ì3,r 



Fase 


Or» 


T 


P 


20" SI» 31» 




S 


34 24 




eh 


36 




M 


36 50 


16 


F 


21 15 






Tj = 3» 12» 


T,= 



Osservazioni 



A^ = 25 M 
^E = 50 



t" = 7°».7. 



40. — Potsdam, Germania. 

R. Istituto Geodetico (Prof. H. Helmert, Dr. 0. Hecker). 

9 = 52^23' N; X = 13M' E. 

a = 140 30' d = 1612 Km. d' = 1608 Km. 

A. Pendoli orizzontali leggeri di Hecker a registrazione fotografica; 

ro = circa 15«, Jo = 130:1. 

B. Pendolo astatico di Wiechert; 

ro = circa 17% io=36:l. 



Carattere 


1 
1 

Fase 


Ora 


T 

1 


^ 


Osservazioni 


h,r 


1 ePx 


20''31V 




Considerando che Tingrandimento dei 




' ePa 


31,7 
34,4. 


1 3« 


5m-7m 


pendoli di Hecker è molto più 
grande e che il periodo proprio 




i 




€ eiroscillazione è quasi lo stesso 




«(Ìì)e 


35,6 


t 




nei dae strumenti, si vede che i 




e(ÌA)N 


36 






valori più probabili degli elementi 




«Lb 
(Ì»/a)e 


36 






della registrazione ottenuta a Pots- 




38 


1 >4 


110 


dam sono i seguenti: 




(^Vb)n 




, 8 


55 


P = 20^ 31in.4 




F 


21 25 


1 




5 = 20 «4.4 
r'« 20 36. 



Ti=3'".l T, = 6"'.l 



t" = 7».7. 



33 



NUOTO CONTBIBUTO ALLO STUDIO DELLA PROPAGAZIONE DEI MOVIMENTI SISMICI 407 



41. — Nikolajeff, Russia. 

Osservatorio Astronomico della Marina (P. Brovtzihs). 
<p = 46» 58' N ; X = 31» 58'.5 E. 
a = 14» 41' d = 1682 Km. d' = 1628 Km. 
Pendolo di Rebeur-Paschwitz (nel piano E-W). 



Carattere 


Fue 


Ora 


T 
20' 


A 


Ossenrazioiiì 


Ii,r 


8 
M 
C 
F 


20" 34" 55» 
36 33 
53 

21 25 


2°>«.0 


Nelle osservazioni fi^entilmeate coma- 
nicatemi dal sig. Brovtsine To» 
20»» 84» 55' è data come P; ma se 
si tiene conto del breve intervallo 
che separa quell'istante da Jf, e 
della scarsa sensibilità del Pendolo 
di Rebeur-Paschwitz per registrare 
le rapide oscillazioni P e della orien- 
tazione dello strumento, si vede che 
neir istante considerato ìncomin- 
ciavaprobabilmente la registrazione 
della fase 5, o forse il 1* gruppo di 
oscillazione della fase principale. 



T, = 6» 36» (?). 



42. — Cairo, Egitto. 

Osservatorio Meteorologico di Helwan (B. F. E. Keeliko Sup."*). 
9 = 29» 52' N; X = 31»20'.5. 
o = 15» 2' d= 1671 Km. d' = 1667 Km. 
Pendolo orizzontale del Milne (mod. 1904); 7*0 = 14*. 



Carattere 


FaM 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


il 


S 
L 
M 
F 


20»^ 34°^ 
37 
47 
? 


Nelle note comunicatemi dal Pro- 
fessor Milne, l'ora 20*» 37" è indi- 

ma é molto probabile che quello 
sia stato il principio della fase L 
e che il principio del movimento 
non sia stato registrato in modo 
visibile. Secondo una comunica- 
zione del sig. Keeling, Torà del 
principio della registrazione sopra 
un sismografo oscillante nel piano 
Nord-Sud è 20»»34'». e questo è pro- 
babilmente il principio della fase S, 



T, = 5'».7 (?) 



= 8".7. 



408 



Q. B. RIZZO 



34 



43. — Granata, Spagna. 

Osservatorio di Cartuja dei PP. d. C. d. G. (E. M» S. Navabbo S. J.). 

q) = 37« 11' N; X = 3° 48' W. 

o = 15° 44' d — 1749 Km. d' = 1744 Km. 

A. Pendolo orizzontale « Stiattesi .; 200 Kg., N-S, To = 21», I» = 23 : 1. 

B. Pendolo orizzontale «Omeri ,; 106 Kg., NW-SE, ro = 13'.3, /o= 30:1, 

€ = 3.2:1, r = 0.5. 



Carattere 


Fase 


Ora 


r 


A 


Osservazioni 


li,r 


Pj, 


20^31»25• 


6« 


7n 


Le indicazioni del pendolo di Omori 




5a 


31 25 
34 20 


5 


6 


sono più sicure, essendo lo stru- 




13 


32 


mento protetto dall'azione delle cor- 




renti d*aria ed essendo noto il suo 




Sb 


34 41 


8 


17 


smorzamento. 




Lb 


37 26 










Mb 


42 


20 


10 






^ 


52 


5 


16 






F 


21 22 




• 





Ti = 3" 6" 



T, = 6'"22» t"'=9»'7». 



44. — Amburgo, Germania. 

Stazione Centrale per le Ricerche sismiche (Prof. Dr. R. SchOtt). 

«p = 53» 34' N; X = IO» 1' E. 

a = 16» 5' d= 1788 Km. d' = 1782 Km. 

Pendolo astatico del Wiechert, 1000 Kg., To = 12», Io = 180, € = 5:1. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservanoni 


7„r 


P 


20" 31" 58" 










Ss 


35 02 


12».3 


2mm 






Se 


35 06 


6.8 


2 






Ls 


37 49 


10 








Lt 


37 12 


13.2-16.8 








Mr, 


39 04 


8 


11.5 






Jhe 


41 


7.4 


9 






Cs 


48 


8.5 








Ce 


47 


9.5 








F 


21 20 ca. 












T, = 3" 39» 


T, = e» 4 


5» T 


"' = 9'» 11». 



35 



NUOVO CONTBIBTrrO ALLO STUDIO DELLA PROPAGAZIONE DEI MOVIMENTI SISMia 



409 



46. — Shlde, Is. di Wight, Inghilterra. 

Osservatorio Sismico (Prof. J. Milne, F. R. S.). 

<p = 50» 41' N; X = 1» 17' W. 

o = 17» 89' d = 1962 Km. d' = 1955 Km. 

Pendoli orizzontali del Milne. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


I,r 


Ss 
Se 
Le 


20" 36» 
34 
37.5 
40 








F 


54 




0°"".5 






T, = 6>".7 


(?), 


t" = 9 



Osservazioni 



Il sig. Prof. Milne nota che la regi- 
strazione, a cagione dei movimenti 
dell'aria, era poco chiara. Eviden- 
temente non era stata abbastanza 
visibile la registrazione di P, ed é 
probabile che il principio della re- 
gistrazione corrisponda approssi- 
mativamente alla seconda fase pre- 
liminare. 



46. — San Fernando, Cadice, Spagna. 

Istituto e Osservatorio di Marina (Gap. T. de Azcarate). 

(p = 36<'28' N; X = G*» 12' W. 

a = 170 46' d = 1975 Km. d' = 1967 Km. 

Pendolo orizzontale del Milne. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


Tur 


s 

L 
F 


20^35"».7 
37.2 
51.7 




I movimenti furono piccoli. Nel * Re- 
gistro , pubblicato dairOsservatorìo 
di S. Fernando l'ora 20»'35».7 è data 
come principio della registrazione; 
ma evidentemente, a cagione delle 
particolari costanti strumentali, 
non fu registrata la fase P. 



7"».4 



= 8'».9. 



47. — Bldston, Liverpool-Birkenhead, Inghilterra. 

Osservatorio di Liverpool (W. E. Plummer). 

<p = 53<'24' N; X = 3o4' W. 

a = 20M4 d = 2250 Km. d' = 2238 Km. 

Pendolo orizzontale del Milne. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


I,r 


L 
M 
M 


20''37'".4 
43 

57 







Osservazioni 



Nelle note gentilmente comunicatemi 
dal sig. Milne si dà come inizio del 
movimento sismico l'ora 20^87"' 4, 
ma, per le ragioni già dette, è pro- 
babile che quello sia stato il prin- 
cipio della fase L e che le fasi F 
ed S non siano state registrate. 



r' = 9«l. 



Rizzo. 



410 



G. B. BIZZO 



36 



48. — Juriew (Dorpat), Russia. 
Osservatorio Astronomico dell'Università (Prof. Dr. 6. Levitzkt). 
q) = 52<>23' N; X = 26»43' E. 
a = 21° 29' «i = 2389 Km. d' = 2374Km. 
Pendoli orizzontali a registrazione fotografica di Z5llner-Repsold. 

A: nel piano E-W, ro = 30».98; B: nel piano N-S, ro = 29M4. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


lur 


P 


20*^32°» 54» 






Questi dati mi vennero gentilmente 




s 


36 52 






comunicati dal Prof. Levitzky; ma, 




L 


39 45 






se si eccettuano le fasi Py M^ F, 








non è ben certo che vi sia una 




Mi, 


43 3 




3mm0 


precisa corrispondenza fra le nostre 




Mb 


40 6 




4.5 


notazioni e quelle della Commis- 




cv 


48 18 






sione Centrale Russa, seguita dal 




^^A. 

Q. 


49 2 






Levitzky: sembra però che raccordo 
sia sufficiente. 




F 


51 









Ti = 4»* 35» T2 = 8°» 33» 



t" = 11»26». 



49. — Upsala, Svezia. 

o 

Osservatorio Meteorologico della R. Università (Prof. Dr. F. Akerblom). 
cp = 59°5r.5 N; X = 17«37'.5. 
a = 21« 51' d = 2429 Km. d' = 2414 Km. 
Pendolo astatico del Wiechert, 1000 Kg., ^o=9^5 ca., Jo= 230:1 ca., €=4:1 ca. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 




eP 


20" 32"» 52» 


2« 


o^.4-o^.6 


Neiristante Me Tescursione sulla com- 




eSi, 


36,7 


12 


1.2 


ponente N-S era 2ji. 




iSr. 


36 57 


8 


2.5 






Le 


39,7 


22 




. 




M^ 


43,5 


11 


9 






Me 


41.3 


10 


8 






C 




8-12 








F 


21 45 









Ti = 4°» 33» T, = S™ 38» t" = 1 1'°.4. 



37 NUOVO CONTRIBUTO ALLO STUDIO DELLA PROPAGAZIONE DEI MOVIMENTI SISMICI 411 

60. — Edimburgo, Scozia. 

Osservatorio Reale (F. W. Dyson, M. A., F. R. S.). 
9 = 55° 55'.5 N.; X = 3° 11' W. a == 22° 3' d = 2452 Km. d' = 2436 Km. 
Pendolo orizzontale del Milne, E-W, To==15" ca., 1""" corrisp. a 0''.55. 



Carattere 


Fa«e 


Ora 


1 
T 1 A 


Osservazioni 


I,r 


L 
M 

F 


20" 41» 
44 
49 


1 

1 


Intorno a 20*'40° si incomincia a scor- 
gere nel diagramma una debolis- 
sima perturbazione. 



t'" = 12«.7. 



51. — Tlflls, Caucaso, Russia. 

Osservatorio Fisico (S. Hlasek Dir., P. Stellino). 
<p = 410 43' N ; X = 440 48' E. o = 22M4' d = 2472 Km. rf' = 2456 Km. 
Pendoli orizzontali di Ehlert: 1:W30«S, 2:N, 3:E30*'S, To^lO^ ca., /o=65:l. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


1 

1 


Osservazioni 


J^2> ^ 


P 


20" 32» 52» 




1 


Questi elementi sono dedotti da una 




s, 


37 02 




1 


copia della registrazione gentil- 




5, 


37 02 




1 
1 


mente favoritami dall' Osservatorio 








di Tiflis e ne deduciamo: 






36 55 
39 38 






F = 20»» 32"» 52- 
S = 37.0 




U 


41 07 






r" == 40.7 




M, 


49,1 




2mm 7 






M, 


49,1 


10 


1 *-<^ 






M, 


45,1 




3.0 






F 


? 









Ti = 4°^ 33^ Tj = 8°>.7 t'" = 12".4. 

52. — Taschkent, Siberia, Russia. 
Osservatorio Astronomico-fisico (M. Ossipoff Dir., J. Gultjaew). 
9 = 4020' N; X = 690 18' E; a = 40o27' d= 4497 Km. d' = 4404Km. 
Pendolo orizzontale a registrazione fotografica di ZQllner-Repsold. 



Carattere 


Fase 


Ora 


T 


A 


Osservazioni 


Ir 


L 
M 
F 


(20^56"»,3) 
59,6 

? 


' 


8mm3 


Questi dati mi furono gentilmente 
trasmessi dairOsserv. di Taschkent; 
ma se si osserva come e breve, re- 
lativamente alla distanza, Tinter- 
vallo fra il principio della registra- 
zione e r istante del massimo, si 
vede che nell'ora indicata per L in- 
cominciava probabilmente la regi- 
strazione del secondo, forse del 
terzo gruppo delle oscillazioni co- 
stituenti la fase principale, mentre 
il vero principio non fu registrato. 



(t'" = 28».0). 



412 G. B. Bizzo 38 



M-y 



^U 



ni. ';,;sinà 

iiania 

Riassunto dei risultati. '^^ 









. \] 



Nello specchio che segue sono riassunti i risultati delle registrazioni riportate 
di sopra ; e per ogni stazione è indicato, oltre alla distanza dall'epicentro, il tempo 
impiegato dalle diverse fasi del movimento, per giungere alla stazione che si con- 
sidera; ed è anche calcolato il valore corrispondente della media velocità di pro- 
pagazione lungo l'arco di circolo massimo che parte dall'epicentro. Le notazioni tj 
Ti, T2, t', t", t'" hanno gli stessi significati, coi quali furono adoperate nelle tabelle --"^ 
precedenti; Fj, F, indicano le velocità medie dei primi e dei secondi tremiti preli- 
minari, F', F", F'" sono le velocità medie di tre gruppi di oscillazioni che costi- 
tuiscono la fase principale di una registrazione. Gli elementi racchiusi in parentesi 
sono quelli che, tenendo conto della distanza, si scostano troppo dai valori medi e 
bisogna ammettere che siano affetti da qualche errore. Inoltre ho indicato con un 
asterisco le stazioni munite di sismografi convenientemente smorzati, ai risultati delle 
quali deve darsi un maggior peso. 

In questo punto debbo aggiungere un'osservazione : l'esclusione di alcuni risultati 
non deve essere interpretata come una mancanza di riguardo, vèrso i Direttori degli 
Osservatori, che me li hanno comunicati. Infatti nella maggior parte dei casi l'errore 
è stato prodotto dalla diversa sensibilità degli strumenti impiegati, per i diversi 
gruppi di oscillazioni, e non poteva essere posto in evidenza se non avendo sott'occhio 
il sistema delle osservazioni raccolte in tutti quanti gli Osservatori. In altre stazioni 
l'errore dei tempi segnati per le diverse fasi delle registrazioni, dipende dallo stato 
dei cronometri adoperati. E questo, vai meglio confessarlo apertamente, è accaduto 
in molti dei nostri Osservatori: noi amiamo sentirci ripetere che l'Italia è la culla 
della sismologia; ma non facciamo abbastanza, per conservare il posto onorevole, che 
l'Italia ebbe in questi studi. Molti Osservatori geodinamici italiani, dipendano essi 
dallo Stato da private Istituzioni, non hanno una dotazione e un personale ade- 
guato al lavoro che da essi si richiede: in alcuni mancano affatto i mezzi per la 
determinazione del tempo e il Direttore deve contentarsi di correggere le indicazioni 
del suo cronografo, prendendo l'ora dall'ufficio telegrafico più vicino. 

Io ho creduto mio dovere di dire queste cose, nella speranza che gli Uomini 
egregi i quali presiedono alla Pubblica Istruzione e all'Agricoltura, vogliano far in 
modo che anche in Italia si istituiscano alcuni Osservatori geofisici, con assegni e 
dotazioni adeguate, in quei luoghi che presentano le condizioni più favorevoli per 
questi studi, e aggregandoli agli Istituti di Istruzione Superiore, dove trovano la 
loro sede più opportuna, affinchè nella patria di Galileo e di Torricelli non sia più 
oltre trascurato questo ramo importantissimo delle Scienze fisiche. 

Chiedo venia della digressione e ritorno allo specchio, che riassume i risultati 
delle registrazioni riportate nei quadri precedenti. 



39 



MUOVO CONTBIBUTO ALLO STUDIO DELLA PBOPAOAZIONE DEI HOVIHEKTI SI8HICI 



413 



o 
u 




n 

JS 


Intervalli di tempo 




Velocità «» 


/.«. 




3 


Stazione 
















' 














z 




S 


T, 1 T. 


V 


t" t" 


F, 


y* 


V 


F" 


F"* 








mio. 100. min. sec. 


min. Me. 


mi*. Me. 


mio. see. 












1 


Messina. . . . 


50 


2 , 








25.0 










2. 


Catania. . . . 


107 


5 










21.4 










3 


Palermo . . . 


239 




t 


38 










6.3 




4 


Valletta . . . 


276 


0.3 


i 




1.1 


15.3 








4.2 


5 


Caggiano . . . 


284 






1 6 










4.3 




6 


Ischia .... 


354 




1 2 




135 






5.7 




3.7 


7 


Rocca di Papa . 


505 


0.7 


126 , 






12.0 


5.9 








8 


Sarajevo , . . 


678 


(0 35) 


(135) 2 31 






(19.4) 


(7.1) 


4.5 






9 


Carloforte . . . 


686 


1.2 




2.6 






9.5 




4.4 






10 


Urbino .... 


699 


(0 30) 










(23.3) 










11 


Siena .... 


712 


(0 36) 










(19.8) 










12 


Firenze, Quarto C. 


741 


(140)1 2 43 1(410) 






(7.4) 


4.5 


(3.0) 






13 


Firenze, 0s8.Xim. 


756 


(0 22), 






(2.5) 


(34.4) 








(5.1) 


14 


Fola 


782 


1 35 ! 2 49 




4 4 


8.2 


4.6 






3.0 


15 


Sofia 


804 


12 47 




3 44 4 26 




4.8 




3.6 


3.0 


16 


Fiume .... 


823 


(1 3) 2 33 




3 50 


(13.0) 


5.4 




3.6 




17 


Belgrado . . . 


827 


1 21 2 35 






10.2 


5.3 








18 


Zagabria . . . 


865 


1 54 ' 


3 37 


4 43 


7.7 




4.4 




3.0 


19 


Trieste .... 


867 


1 49 1(2 19) 




4 7 




8.0 


(6.2) 




3.5 




20 


Venezia. , . . 


878 


1 30 (1 47) 






4 32 


9.8 


(8.2) 






3.2 


21 


Padova .... 


891 


149 ' 






4 56 


8.2 








3.0 


22 


Lubiana. . . . 


901 


144 




3 49 






8.7 




3.9 






23 


Temesvàr . . . 


960 


(2 29) 


3 29 




4 40 




(6.4) 


4.6 




3.4 




24 


Moncalieri . . . 


1041 


2 3 


3 39 


4 23 






8.5 


4.8 


4.0 






25 


Budapest . . . 


1078 


2 18 


4 11 




15 38 


7.8 


4.3 






3.2 


26 


Graz* . . . . 


1084 


2 9 1 3 53 




511 


8.4 


4.7 




3.5 




27 


O'-Gyalla . . . 


1106 


2 17 1 






8.1 










28 


KremsmUnster . 


1125 


(3 13)1 




6 


(5.8) 








3.1 


29 


Vienna * . . . 


1186 


2 15 1 4 13 




5 35 1 


8.4 


4.5 




3.4 




30 


Monaco Ba. * . . 


1180 


2 21 14 5 


1538 


8.4 


4.8 




3.5 




31 


Friburgo i. Br. . 


1292 


1 


|6 28 










3.3 




32 


Hohenheira . . 


1310 


2 41 1 4 54 


5 41 1 


6 52 


8.1 


4.5 


3.8 




3.2 


33 


Strasburgo * . . 


1351 


(3 ) , 5 18 


6 


7 2 


(7.5) 


4.3 


3.75 




3.2 


34 


Durlach. . . . 


1364 


2 29 ' 4.8 


5.8 6.7 




9.2 


4.7 


3.9 


3.4 




35 


Cracovia . . . 


1373 


1 




6.4 








3.6 




36 


Heidelberga * . . 


1393 


2 47 ; 5 4 




7 42 


8.3 


4.6 






3.0 


37 


Jena * . . . . 


1497 


2 55 


617 


7 5 


8.6 




4.0 


3.5 




38 


Lipsia * . . . . 


1506 


2 59 i 5 32 




712 


8.4 


4.5 




3.5 




39 


Gottinga * . . . 


1577 


3 12 ' 6 5 




7.7 


8.2 


4.3 




3.7 




40 


Potsdam * . . . 


1612 


3 1 ;6 1 




7.7 




8.7 


4.4 




3.5 




41 


Nikolajeflf . . . 


1632 


1(6 36) 








(4.1) 








42 


Cairo .... 


1671 


(5.7) 1 




8.7 




(4.9) 






3.2 


43 


Granata* . . . 


1749 


3 6 i 6 22 1 




9 7 


9.4 


4.6 






3.2 


44 


Amburgo *. . . 


1788 


3 39 ' 6 45 i 




911 


8.2 


4.4 






3.25 


45 


Shide .... 


1962 


(6.7) : 


9.2 1 




(4.9) 




3.6 




46 


San Fernando 


1975 


; 7.4 




8.9 




4.45 




3.7 




47 


Bidston .... 


2250 


' 


9.1 


j 






4.1 






48 


Juriew .... 


2389 


4 35 


8 33 




1126; 


8.7 


4.7 




3.6 




49 


Upsala * . . . 


2429 


4 33 


8 38 




11.4 




8.9 


4.7 




3.6 




50 


Edimburgo . . . 


2452 










12.7 










3.2 


51 


Tiflis 


2472 


4 33 i 8.7 






12.4 


9.1 


4.7 






3.3 


52 


Taschkent . . . 


4497 


1 
1 






(28.0) 










(3.0) 



414 G. B. RIZZO 40 

Esaminiamo ora queste medie velocità di propagazione delle diverse fasi dei 
movimenti sismici, quali risultano dalla tabella precedente. Facendo astrazione da 
poche divergenze accidentali, che dipendono per lo più dalla diversa sensibilità degli 
strumenti adoperati, dalla difficoltà di distinguere esattamente le diverse fasi delle 
registrazioni ed anche da veri e proprii spostamenti di fase, dei quali è difficile tener 
conto, si vede chiaramente che codeste velocità in vicinanza dell'epicentro sono molto 
grandi e poi diminuiscono fino ad una certa distanza, oltre la quale incominciano 
di nuovo a crescere; e questo avviene per tutti i movimenti che costituiscono le 
diverse fasi di una registrazione. 

Per approfondire lo studio di questo argomento, il quale, come abbiamo veduto 
nell'introduzione, è fondamentale per la sismologia fisica, e per eliminare più facil- 
mente lo divergenze accidentali, riesce utile ricorrere ad una costruzione grafica. 

Coi valori del tempo Ti, t,, ecc., che i movimenti delle diverse fasi impiegano 
per giungere alle diverse distanze dall'epicentro, ho costruito la tavola qui annessa, 
nella quale ho tracciato le curve che, per ogni fase, rappresentano la relazione fra 
la distanza ed il tempo, cioè le curve che abbiamo già chiamato odografe di Schmidt 
del movimento sismico. Poiché i valori ottenuti coi sismografi smorzati hanno un 
maggior peso, ho segnato i punti corrispondenti con dei segni particolari, che sono 
indicati nella stessa tavola. 

La curva OP corrisponde all'inizio della prima fase preliminare, e non mi sembra 
che si possa costruire diversamente da quella che q nella tavola, tanto sono copiose 
le osservazioni e i risultati concordanti fra loro (1) ; ed anche la curva 05, la quale 
si riferisce alla seconda fase preliminare, si costruisce agevolmente. Vi è qualche 
incertezza intomo alle curve OV, 01!\ OL'", le quali si riferiscono al principio di 
quelle oscillazioni che, secondo Oraori, come abbiamo detto, costituiscono i tre gruppi 
della fase principale, cioè il principio della '^ initial phase „, della '^ slow period phase „ 
e della " quick period phase „. L'incertezza nasce appunto, oltre che dagli inevitabili 
errori strumentali, dagli spostamenti di fase e dalla difficoltà di distinguere bene 
l'una dall'altea le diverse fasi delle registrazioni, specialmente con sismografi che non 
abbiano uno smorzamento determinato. Tuttavia ciascuna delle tre curve 0L\ 0L\ OL'", 
come io le ho tracciate, si avvicina abbastanza ai punti determinati colle osserva- 
zioni, perchè si possa ragionevolmente ammettere che le divergenze degli altri punti 
sono dovute a cause accidentali. Perciò queste curve rappresentano , con la neces- 
saria approssimazione, la relazione fra la distanza e il tempo per i tre gruppi di oscil- 
lazioni L\ L'\ L'". 

£ particolarmente importante il risultato ottenuto con l'osservazione fatta nel- 
r Osservatorio di Palermo, la quale, per le speciali condizioni in cui è stata fatta, 
ha un peso molto grande. Questa osservazione non lascia più alcun dubbio che anche 
le ondulazioni della fase principale (almeno quelle relativamente lente e di grande 
ampiezza, che abbiamo chiamato V) presentano quell'alterna variazione della velo- 
cità, per cui essa, in vicinanza dell'epicentro, è molto grande, poi decresce fino ad 






.[.pai 

:-na 
( 

clou 



(1) È degno di nota il valore sensibilmente più grande della velocità, colla quale i primi tremiti 
preliminari giunsero a Granata ed è probabile che questa maggiore velocità di propagazione dipenda 
dalla profondità e dalle condizioni delle rocce che costituiscono il fondo del Mare Mediterraneo. 






41 



NUOVO COXTBIBUTO ALLO STUDIO DELLA PROPAGAZIONE DEI MOVIMENTI SISMICI 



415 



un valore minimo e quindi ricomincia a crescere ; come è dimostrato dal flesso della 
curva che rappresenta la relazione fra la distanza e il tempo. 

L'esame di queste curve dimostra che *" le oscillazioni costituenti le diverse fasi 
di una registrazione sismica si propagano tutte con leggi analoghe ; i diversi gruppi 
di oscillazioni, in vicinanza deirepicentro, possiedono delle medie velocità superficiali 
apparenti che sono molto grandi ; queste velocità vanno diminuendo sino ad una 
certa distanza, dove raggiungono valori minimi e al di là di questo punto crescono 
di nuovo col crescere della distanza „. 

Coiraiuto delle odografe di Sohmidt, determiniamo i valori probabili delle medie 
velocità superficiali apparenti, valutate fra Tepicentro e le varie distanze successi- 
vamente crescenti di 100 in 100 km. Questi risultati si trovano esposti nello specchio 
seguente. 



Distanze 


Intervalli di tempo 


Velocità media 


■^■"■U. 




Km. 


Ti 


T. 

min. sec. 


mio. lee 


t" 

min. HK. 


t" 

mio. «ec. 


K. 


1 


V 


V" 


y. 




min. Mc. 




1 








100 


05 


08 


09 


10 


013 


20.0 


12.5 


11.1 


10.0 


7.7 


200 


12 


21 


24 


29 


40 


16.7 


9.5 


8.3 


6.9 


5.0 


300 


22 


40 


45 


53 


111 


13.6 


7.5 


6.7 


5.7 


4.2 


400 


34 


100 


110 


124 


146 


11.8 


6.6 


5.7 


4.8 


3.8 


500 


47 


124 


139 


157 


2 23 


10.6 


5.9 


5.0 


4.2 


3.5 


600 


101 


149 


2 09 


2 31 


3 01 


9.8 


5.4 


4.6 


4.0 


3.3 


700 


116 


2 16 


2 42 


3 06 


3 39 


9.2 


5.1 


4.3 


3.8 


3.2 


800 


133 


2 43 


315 


3 41 


4 17 


8.6 


4.9 


4.1 


3.6 


3.1 


900 


147 


3 10 


3 48 


415 


4 52 


8.4 


4.7 


4.0 


3.5 


3.1 


1000 


2 00 


3 36 


418 


4 47 


5 24 


8.3 


4.6 


3.9 


3.5 


3.1 


1100 


2 13 


4 02 


4 46 


5 17 


5 55 


8.3 


4.5 


3.8 


3.5 


3.1 


1200 


2 25 


4 28 


514 


5 46 


6 25 


8.3 


4.5 


3.8 


3.5 


3.1 


1300 


2 37 


4 53 


5 40 


6 15 


6 54 


8.3 


4.4 


3.8 


3.5 


3.1 


UOO 


2 49 


5 17 


6 04 


i 6 43 


7 23 


8.3 


4.4 


3.9 


3.5 


3.2 


1500 


3 01 


5 40 


6 27 


710 


7 52 


8.3 


4.4 


3.9 


3.5 


3.2 


1600 


312 


6 02 


6 49 


7 37 


8 21 


8.3 


4.4 


3.9 


3.5 


3.2 


1700 


3 23 


6 24 


7 10 


8 04 


8 50 


8.4 


4.4 


4.0 


2.5 


3.2 


1800 


3 34 


6 45 


7 31 


8 31 


9 19 


8.4 


4.4 


4.0 


3.5 


3.2 


1900 


3 44 


7 04 


7 52 


8 58 


9 58 


8.5 


4.5 


4.0 


3.5 


3.2 


2000 


3 54 


7 23 


813 


9 25 


10 25 


8.5 


4.5 


4.1 


3.5 


3.2 


2100 


4 04 


7 41 


8 34 


9 52 


10 54 


8,6 


4.5 


4.1 


3.5 


3.2 


2200 


4 13 


7 59 


8 55 


1019 


1123 


8.7 


4.6 


4.1 


3.6 


3.2 


2300 


4 22 


8 16 


9 16 


10 46 


1152 


8.8 


4.6 


4.1 


3.6 


3.2 


2400 


4 30 


8 33 


9 37 


1113 


12 21 


8.9 


4.7 


4.2 


3.6 


3.2 


2500 


4 38 


8 50 


9 58 


1140 


13 00 


9.0 


4.7 


4.2 


3.6 


3.2 



Qui debbo fare un'osservazione: nella Memoria più volte citata Sulla velocità 
di proptigazione delle onde sismiche nel terremoto della Calabria del giorno 8 settembre 1905, 
a cagione dell'estrema violenza di quel terremoto, per cui molte pennino scriventi erano 
state lanciate via, non mi era stato possibile distinguere Tuna dall'altra le diverse 
fasi delle registrazioni fino ad una distanza compresa fra 200 e 300 km. dall'epi- 
centro ; e perciò ero stato indotto in errore, credendo che fino a quella distanza i 



416 



O. B. RIZZO 



42 



diversi gruppi di oscillazioni del movimento sismico restassero sovrapposti l'uno 
all'altro. Ma le osservazioni raccolte intorno al terremoto di cui ora ci occupiamo 
dimostrano che le diverse fasi sono già perfettamente separate a distanze molto 
minori ed è probabile che la separazione incominci a delinearsi, appena si oltrepassa 
l'area epicentrale. 

Considerando le velocità di propagazione delle diverse fasi del movimento 
sismico, non già come valori medi in tutto l'intervallo compreso fra l'epicentro e una 
distanza qualunque, ma come le velocità con cui si propagano i movimenti, nei suc- 
cessivi intervalli, nei quali essi possono immaginarsi scomposti, le quali velocità, per 
approssimazione, possono chiamarsi velocità vere negli intervalli considerati, si otten- 
gono i risultati esposti nello specchio seguente. 







Velocità ""•/, 


lec. 




Intervalli 














w, 


TT, 


W 


W" 


W" 


0— 100 Km. 


20.0 


12.5 


11.1 


10.0 


7.7 


100— 200 , 


14.3 


7.7 


6.7 


5.3 


3.7 


200 300 , 


10.0 


5.3 


4.8 


4.2 


3.2 


300— 400 , 


8.3 


5.0 


4.0 


3.2 


2.9 


400— 500 . 


7.7 


4.2 


3.4 


3.0 


2.7 


500— 600 . 


7.1 


4.0 


3.3 


2.9 


2.6 


600 700 , 


6.7 


3.7 


3.0 


2.9 


2.6 


700— 800 , 


5.9 


3.7 


3.0 


.2.9 


2.6 


800— 900 , 


7.1 


3.7 


3.0 


2.9 


2.9 


900—1000 , 


7.7 


3.9 


3.3 


3.1 


3.1 


1000 1100 , 


8.3 


3.9 


3.6 


3.3 


3.2 


1100—1200 „ 


8.3 


3.9 


36 


3.4 


3.3 


1200—1300 , 


8.3 


4.0 


3.9 


3.4 


3.4 


1300—1400 , 


8.3 


4.2 


4.2 


3.6 


3.4 


1400—1500 , 


9.1 


4.4 


4.4 


3.7 


3.4 


1500 1600 , 


9.1 


4.6 


4.6 


3.7 


3.4 


1600—1700 , 


9.1 


4.6 


4.8 


3.7 


3.4 


1700—1800 , 


9.1 


4.8 


4.8 


3.7 


3.4 


1800 1900 . 


10.0 


5.0 


4.8 


3.7 


3.4 


1900—2000 , 


10.0 


5.3 


4.8 


3.7 


3.4 


2000 2100 , 


10.0 


5.6 


4.8 


3.7 


3.4 


2100—2200 , 


11.1 


5.6 


4.8 


3.7 


3.4 


2200—2300 , 


11.1 


5.9 


4.8 


3.7 


3.4 


2300-2400 , 


12.5 


5.9 


4.8 


3.7 


3.4 


2400-2500 , 


12.5 


5.9 


4.8 


3.7 


3.4 



I valori TFi, W^, W\ TF", TF'" esprimono le velocità di propagazione nei 
successivi intervalli di 100 km. in cui può immaginarsi scomposto il percorso per 
i primi e per i secondi tremiti preliminari e per i tre gruppi di oscillazioni, che si 
sogliono distinguere nella fase principale di un movimento sismico. 

Osserviamo che questi valori delle velocità, specialmente in certi intervalli, 
sembrano variare in modo saltuario ; ma evidentemente ciò dipende solo dalla approssi- 
mazione un po' grossolana, colla quale sono calcolati i tempi richiesti nella propa- 



43 NUOVO CONTRIBUTO ALLO STUDIO DELLA PROPAGAZIONB DEI MOVIMENTI SISMICI 417 

gazione dei movimenti, la quale approssimazione si arresta al minuto secondo; e, 
come e facile vedere, non si può ottenere di piii da una costruzione grafica, come 
e quella delle curve odografe di Schmidt, che rappresentano la relazione fra la 
distanza e il tempo : né i tentativi fatti per esprimere analiticamente questa rela- 
zione hanno raggiunto finora un risultato più preciso. 

Del resto, ciò che maggiormente importa nel caso nostro è la conoscenza della 
legge generale, con cui variano le velocità di propagazione dei movimenti sismici, 
al crescere della distanza dall'epicentro ; e non è per ora il caso di insistere soverchia- 
mente sopra i valori numerici di queste velocità, perchè codesti valori possono essere 
differenti, secondo l'intensità della scossa e secondo la natura e le condizioni dei 
materiali, attraverso ai quali si propagano i movimenti. Questa legge, come risulta 
dallo studio della propagazione del terremoto della Calabria, del 23 ottobre 1907, 
si può enunciare così. " I movimenti che costituiscono le diverse fasi di una registra- 
zione sismica si propagano con delle velocità, le quali, al crescere della distanza 
dall'epicentro^ presentano tutte delle variazioni analoghe. Le velocità di propagazione 
sono grandi in vicinanza dell'epicentro e vanno rapidamente diminuendo verso dei 
valori minimi, che vengono raggiunti a quella distanza per cui si ha un flesso nelle 
curve rappresentanti la relazione fra la distanza e il tempo, e da questo punto inco- 
minciano di nuovo a crescere regolarmente ». 

Nel caso nostro le velocità minime vengono raggiunte alla distanza di circa 
750 km. dall'epicentro ed hanno a un dipresso i seguenti valori : 



Wi = 5.9 


•^-•/«c 


Wt = 3.7 


n 


W = 3.0 


n 


W" = 2.9 


n 


W" = 2.6 


1» 



(1). 

Gli accrescimenti delle velocità superficiali, che incominciano dal punto, dove 
le medesime hanno raggiunto i loro valori minimi, non sono indefiniti, ma tendono 
probabilmente verso dei limiti, raggiunti i quali rimangono costanti. Nella propa- 
gazione dei movimenti dovuti al terremoto della Calabria del 28 ottobre 1807; per 
le oscillazioni della fase principale le velocità limiti furono raggiunte a distanze 
comprese entro il raggio delle osservazioni e perciò le ultime porzioni delle curve 
odografe sono linee rette, che corrispondono rispettivamente alle velocità : 

W = 4.8, W = 3.7, TF'" = 3.4. 

Per i tremiti preliminari, come si può arguire dall'andamento delle curve, queste 
velocità limiti verrebbero raggiunte a distanze piìi grandi ; ma non vi è, in sostanza, 
una legge diversa per le diverse fasi della registrazione. 



(1) Non h fuori proposito confrontare questi valori con quelli ottenuti dallo studio del terrerao^o 
della Calabria dell'S settembre 1905 ; allora si ebbe ITi = 6.2, TF, = 2.9, W" = 2.4 *"•/.«. 
Rizzo. 7 



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418 o. B. RIZZO 44 

Considerando, le medie velocità superficiali di propagazione neirintervallo com- 
preso fra repìcentro e una distanza qualunque, riesce evidente che per distanze suc- 
cessivamente crescenti, a partire dall'epicentro tutte le fasi di una registrazione si 
propagano con delle velocità, le quali presentano delle variazioni analoghe; ma se 
si esaminano soltanto i risultati ottenuti in stazioni lontane, jbì ottengono delle velocità 
medie superficiali le quali,' per i diversi gruppi di oscillazioni che si sogliono com- 
prendere nella fase principale, rimangono sensibilmente costanti, col crescere della 
distanza, mentre per i primi ed anche per i secondi tremiti preliminari si ottengono 
ancora delle velocità crescenti. 

Ciò ha indotto in errore quei sismologi, i quali, avendo soltanto consideratole 
velocità delle diverse fasi dei movimenti sismici a grandi distanze dall'epicentro, 
hanno creduto che in tutto il percorso le oscillazioni della £ase principale si propa- 
ghino con velocità costante, lungo la superficie terrestre, e che i primi e i secondi 
tremiti preliminari si propaghino invece con delle velocità crescenti al crescere della 
distanza dall'epicentro (Oldham, Milne, ecc.). 



Conclusione» 

Da ciò che abbiamo detto finora risulta dimostrato che le * diverse forme di 
oscillazioni del suolo, le quali danno origine alle diverse fasi di una registrazione 
sismica, si propagano con delle velocità, le quali, stimate lungo l'arco di circolo 
massimo della sfera terrestre, che, partendo dall'epicentro, giunge fino ad una distanza 
qualunque, al crescere della distanza presentano delle variazioni che seguono le 
medesime leggi „. 

Perciò cade il principale argomento, col quale si sosteneva l'ipotesi che i primi 
e i secondi tremiti preliminari di un movimento sismico si propaghino fino ad un 
punto qualunque della superficie terrestre, attraversando la terra nel suo interno, 
mentre le oscillazioni della fase principale si propagano alla superficie. Ed è ragio- 
nevole ammettere che " le diverse forme di movimento si propagano alla superficie 
terrestre, oppure parallelamente alla superficie, ma a piccola profondità sotto la 
medesima,,, come ho dimostrato nelle due note ^ Sulla propagazione dei terremoti „. 

Per ottenere una maggiore evidenza riporto qui un valido argomento, che serve 
a dimostrare il mio assunto con un'applicazione numerica. Nella propagazione dei 
movimenti prodotti dal terremoto della Calabria, di cui ci siamo occupati nella pre- 
sente Memoria, i primi tremiti preliminari giunsero a Gottinga (cito questa stazione 
a titolo di onore, perchè è quella del Wiechert, e perchè si trova ad una distanza 
opportuna per il mio ragionamento) a 20^31"" 31% i secondi tremiti preliminari a 
20*" 34°^ 24" e le oscillazioni della fase principale, che, secondo me, appartengono al 
2** gruppo di Omeri, a 20*'36«" circa. Ora la distanza di Gottinga dall'epicentro, 
valutata lungo l'arco di circolo massimo, è 1577 Km. e, pure ammettendo che la 
profondità dell'ipocentro fosse di 50 Km., la quale profondità risulta troppo grande, 
se si tiene conto della ristrettezza dell'area epicentrale, la distanza in linea retta 



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RIZZO 6.B: Propagazione dei movimenti sismici. 



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CURVE 

" hippresentantila relazione Fr^a ta distanza e it tempo 

(odograPe di Schmidt) 
nella propa|azi'one del terremoto diella CalabWa, 23 Ottobre 1907 



OP K X X. X X pfvna fast pretanmare ; ^ nsuHati otéfmttL am stntmtnd smanati. 
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45 NUOVO CONTRIBUTO ALLO STUDIO DELLA PROPAGAZIONE DEI MOVIMENTI SISMICI 419 

fra l'ipocentro e Gottinga sarebbe di 1566 Km. Come si può ammettere che l'inter- 
vallo di 4 minuti e mezzo fra i primi tremiti preliminari e le oscillazioni della fase 
principale del movimento registrato a Gottinga sia dovuto alla differenza di percorso, 
che al massimo poteva essere di dieci o dodici Km.? 

Lo studio delle velocità di propagazione dei movimenti sismici non ci fa cono- 
scere le condizioni del nostro pianeta nell'interno , ma soltanto a piccola profondità 
sotto la superficie, dove tuttavia i materiali costituenti la corazza esterna della terra, 
specialmente a cagione della compressione, in cui si trovano, e per i fenomeni dovuti 
all'elasticità susseguente e all'isteresi elastica, secondo le recenti determinazioni spe- 
rimentali di Nagaoka e di Kusakabe (1), hanno veramente dei moduli di elasticità 
abbastanza grandi, perchè si possano spiegare le considerevoli velocità, con cui si 
propagano le vibrazioni longitudinali e le vibrazioni trasversali, che costituiscono le 
fasi preliminari dei movimenti sismici. 




(1) • Pubi, of the Earthq. Inv. Comm. in For. Lang., Tokyo ., N. 4. 1900; 14, 1903; 17, 1904; 
22 B, 1906. 



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